Areté Premio Teatro One Day: La notte in cui il teatro ha respirato con noi
Ci sono serate in cui il teatro non si limita a esistere: accade
Grottaglie (Ta) – Accade negli occhi di chi guarda, nelle mani di chi applaude, nelle voci che si intrecciano sul palco e fuori dal palco.

Il Premio Teatro One Day, V edizione, è stato questo: un accadimento. Un respiro condiviso. Una comunità che si riconosce nella sua stessa luce.
L’Auditorium della Parrocchia Santa Maria in Campitelli, guidata dal parroco don Gianni Longo, non era più un semplice spazio: era un grembo scenico.
Un luogo che gli Areté hanno trasformato negli anni in una vera casa del teatro, costruendo un palco, piccole quinte, un’identità.

Un luogo che non ospita spettacoli: li genera.
Tra il pubblico, la presenza di Sua Eccellenza mons. Salvatore Ligorio, arcivescovo emerito, ha aggiunto una nota di grazia.
Le sue parole – affettuose, sincere – hanno accarezzato gli attori come un incoraggiamento paterno: un riconoscimento alla loro dedizione, alla loro capacità di emozionare, alla loro ostinata bellezza.
La serata si è aperta con un soffio di musica: gli Areté Young, guidati dalla vocal coach Rosa Caramia e accompagnati dal m° Carmine Fanigliulo, hanno intonato Il mio canto libero.
Non era un brano: era un manifesto.

Un invito a lasciarsi andare, a credere ancora nella libertà della voce, nella forza del canto che unisce.
Gli attori premiati non hanno semplicemente interpretato un ruolo: lo hanno abitato.
Francesco Villaverde ha portato sul palco un trasformismo brillante, un tempo comico che sembrava respirare con il pubblico.
Enza Intelisano ha incendiato la scena con la sua energia istrionica, magnetica.
Federico della Ducata ha dato vita a un Don Chisciotte che non imitava: rivelava.
Eleonora Pane ha cucito la sua Bianca con ironia, equilibrio, grazia.
La regia di Giuseppe Migiano (Calandra) ha dimostrato che la visione, quando è autentica, diventa architettura emotiva.
I costumi della Compagnia Le Maschere e l’allestimento scenico della Calandra hanno ricordato che il teatro vive anche nei dettagli: nei tessuti, nei colori, negli oggetti che diventano simboli.

La giuria popolare ha scelto Don Chisciotte e Sancio Panza, mentre la giuria tecnica ha premiato Super della Proscenium APS.
Il Premio FITA Puglia è andato a Tre sull’altalena, per la sua capacità di far riflettere senza rinunciare al sorriso.
Il Premio Under 18 – La voce nuova che non sapevamo di aspettare
E poi, il momento più puro.
Il più sorprendente.
Il più necessario.
Il Premio della Giuria Under 18, introdotto da Benedetta, Giulia, Chiara e Morgana,

non è stato un semplice riconoscimento: è stato un atto d’amore verso il teatro.
Le loro parole – fresche, limpide, non addomesticate – hanno raccontato Déjà Vu della Compagnia Della Lira come solo gli occhi giovani sanno fare.
Hanno parlato dell’intensità di Bianca, dell’ironia di Ester, della bravura degli interpreti nel fondere voce, gesto, carattere.
Hanno raccontato la “bolla anni ’70” creata dai brani degli ABBA, riadattati con malinconia e luce.
Hanno descritto la scenografia come un ponte verso una Puglia identitaria, luminosa, quasi domestica.
E alla fine, la loro sentenza è stata semplice e definitiva:
Déjà Vu li ha emozionati, divertiti, ispirati.
Per questo, con entusiasmo, hanno assegnato alla Compagnia Della Lira il premio dedicato.
Poi, la voce di Lilli D’Amicis, Presidente della Giuria Tecnica. Una voce che tremava non per timore, ma per gratitudine. Per il peso dolce del ruolo. Per la storia che stava per raccontare.
Ha parlato di Giuseppina Nigro come si parla di una protagonista.
L’ha ricordata ragazza, sulle piste di atletica, veloce come un lampo.
L’ha seguita nel suo primo teatro, la compagnia I Senza Vergogna, guidata dal genio ironico di Ciro Bisignano.
Ha evocato la sua frase immortale:
“Se la commedia vi è piaciuta ditelo agli altri… se non vi è piaciuta fatevi i fatti vostri.”

Quando quella compagnia chiuse, molti videro una fine.
Giuseppina vide un inizio.
E vent’anni fa inventò gli Areté.
“Non una compagnia – ha detto Lilli – ma un fenomeno atmosferico.”
Una corrente ascensionale di entusiasmo, talento, tenacia allegra.
Una comunità che cresce insieme, che sbaglia ridendo, che migliora abbracciandosi.
Il suo ringraziamento finale è stato un dono:
“Grazie, Giuseppina, per la tua energia inesauribile.
Grazie agli Areté, per la vostra bellezza collettiva.
E grazie a voi, pubblico: senza di voi il teatro sarebbe solo un gruppo di persone che parla da sole.”
InterventoIntegralediLilliDamicis
I premi, vere opere d’arte, sono stati realizzati dal maestro ceramista Orazio Monteforte.
I cadeau consegnati alle compagnie portavano la firma del m° Marcello Fasano.
La solidità organizzativa degli Areté è sostenuta dalla dott.ssa Maria Teresa Marangi, Presidente dell’Associazione Isonomia, presenza silenziosa ma fondamentale.
Media partner della serata: Oraquadra, che ha accompagnato l’evento con lo sguardo attento che da sempre dedica alla cultura del territorio.
Il Premio Teatro One Day non è stato una cerimonia. PremiEmottivazioni ONE DAY 2026
È stato un rito.
Una dichiarazione d’amore.

Una promessa mantenuta.
Il teatro, quella sera, ha fatto ciò che sa fare meglio:
ha incantato, ha sorpreso, ha ricordato a tutti noi che la vita – dopotutto – è una splendida commedia.

