APERTAMENTE di Walter Trani* – CI HANNO INSEGNATO A PARTIRE. MA MAI A RESTARE
Ci hanno convinto che per avere un futuro bisognasse andarsene. Che per studiare, lavorare, crescere o semplicemente vivere con dignità fosse normale lasciare Taranto, Grottaglie e questa terra meravigliosa ma continuamente tradita. E mentre intere generazioni facevano le valigie, la politica locale e regionale costruiva passerelle, slogan e promesse futuristiche che oggi suonano come una presa in giro gigantesca verso un intero territorio.
Per anni il sindaco di Grottaglie ha riempito conferenze e interviste parlando di porto spaziale, voli suborbitali, aerospazio e scenari da film di fantascienza, quasi come se bastasse pronunciare parole futuristiche per nascondere una verità semplicissima: i cittadini continuano a non avere nemmeno un volo civile di linea per Roma, Milano o le principali città italiane. E mentre la gente vive ogni giorno un’odissea fatta di autobus insufficienti, collegamenti inesistenti, ore buttate e costi assurdi per raggiungere Bari o Brindisi, qualcuno continua ancora oggi a vendere illusioni come fossero progresso.
Ma il progresso vero non è il rendering di uno spazioporto mostrato durante un convegno. Il progresso vero è permettere a uno studente di raggiungere un’università senza impiegare mezza giornata. È permettere a un lavoratore di viaggiare senza essere trattato come un cittadino di serie B. È permettere alle imprese di investire in un territorio finalmente connesso al resto del Paese. Ed è qui che emergono le responsabilità enormi della Regione Puglia, che da anni continua a raccontare favole sul rilancio dell’area ionica mentre nei fatti difende esclusivamente gli equilibri economici e aeroportuali di Bari e Brindisi. Questa è la verità che nessuno ha il coraggio di dire apertamente.
Taranto viene sistematicamente sacrificata per non disturbare altri scali pugliesi. E allora basta ipocrisia. Basta propaganda sul Sud. Basta parole vuote. Perché il nuovo Piano Aeroporti 2026-2035 certifica ancora una volta un fallimento politico clamoroso: una delle province più importanti del Mezzogiorno continua a restare senza voli civili, senza Alta Velocità ferroviaria e senza collegamenti autostradali adeguati. In qualsiasi altro Paese europeo una situazione simile verrebbe considerata uno scandalo nazionale. Qui invece ci raccontano che dobbiamo essere felici per i voli suborbitali mentre i nostri figli sono costretti a prendere pullman all’alba per raggiungere un aeroporto distante centinaia di chilometri. La verità è che cargo, aerospazio e voli civili possono convivere perfettamente. Succede ovunque nel mondo.
Ma serve una cosa che qui è mancata completamente: la volontà politica. Perché quando una comunità viene lasciata indietro per decenni non si tratta più di errori tecnici. Si tratta di scelte precise. E allora abbiano almeno il coraggio di essere sinceri con i cittadini: se Taranto deve continuare a essere sacrificata per proteggere altri interessi territoriali, lo dicano chiaramente. Lo dicano ai giovani costretti a partire. Lo dicano alle imprese che rinunciano a investire. Lo dicano alle famiglie che continuano a pagare il prezzo dell’isolamento. Ma sappiano una cosa: questa terra non è stanca soltanto di aspettare. È stanca di essere presa in giro. Taranto non chiede privilegi. Pretende rispetto, dignità e il diritto di esistere davvero nella geografia economica e infrastrutturale di questo Paese.
*Coordinatore Grottaglie Rinasce

