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Xylella: lavori fatti a metà, controlli assenti e un territorio lasciato in balia del vettore

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La lotta alla Xylella non ammette sconti, ma sulle nostre banchine i lavori continuano a fermarsi a metà: residui vegetali lasciati a terra, habitat perfetti per il vettore che continua a devastare gli ulivi secolari. Mentre gli agricoltori mutilano le piante per salvare il salvabile, la ditta incaricata incassa e il Comune firma assegni senza verificare l’efficacia degli interventi. Una gestione superficiale che espone il territorio a nuovi contagi, a sanzioni dei Carabinieri Forestali e a un danno economico e paesaggistico ormai insostenibile

Grottaglie (Ta) – La lotta alla Xylella non concede deroghe. Non le concede alla politica, non le concede agli enti locali, non le concede alle ditte incaricate dei lavori. E soprattutto non le concede al territorio, che da anni paga un prezzo altissimo in termini economici, paesaggistici e identitari. Eppure, lungo le nostre strade, la realtà racconta un’altra storia: interventi di trinciatura eseguiti come se la Xylella fosse un fastidio stagionale e non un’emergenza fitosanitaria che ha già mutilato migliaia di ulivi secolari.

La normativa regionale è chiara, quasi brutale nella sua precisione: la vegetazione sulle banchine deve essere eliminata totalmente, perché è lì che il vettore trova riparo, si riproduce, riparte all’attacco. E invece cosa accade? Accade che dopo i lavori restano ciuffi d’erba, residui di trinciatura, materiale vegetale abbandonato come se fosse un dettaglio irrilevante. È in quei dettagli che il vettore prolifera. È in quei dettagli che si gioca – e si perde – la battaglia.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ulivi secolari mutilati, agricoltori costretti a tagliare rami interi per contenere i danni, un paesaggio che si impoverisce e un’economia che si assottiglia. E tutto questo mentre si continua a finanziare lavori che non raggiungono l’obiettivo minimo: impedire al vettore di “passeggiare” indisturbato da una banchina all’altra.

C’è un punto che non può essere taciuto: la responsabilità amministrativa. La ditta esecutrice non opera in autonomia. Qualcuno autorizza, qualcuno controlla, qualcuno firma, qualcuno stacca l’assegno dal conto corrente della comunità. E quel qualcuno – la responsabile del servizio, indicata sul portale del Comune – ha il dovere di verificare che ogni intervento sia conforme alla normativa, efficace, completo. Perché non si tratta di un lavoro qualsiasi: si tratta di un’azione obbligatoria, inderogabile, che se eseguita male espone il territorio a sanzioni dei Carabinieri Forestali e, soprattutto, a un danno irreversibile.

Ulivi ultracentenari di Puglia in pericolo

E poi c’è l’aspetto più paradossale: i residui vegetali lasciati sulle strade non sono solo un rischio fitosanitario, ma anche un pericolo per la circolazione. Rifiuti che dovrebbero essere rimossi e smaltiti, e che invece restano lì, come se la sicurezza stradale fosse un optional.

Il quadro è chiaro: – lavori insufficienti, – controlli deboli o inesistenti, – denaro pubblico speso senza ottenere ciò che la legge impone, – un territorio che continua a pagare il prezzo dell’inefficienza.

La domanda, a questo punto, non è più tecnica. È politica, amministrativa, morale: perché si continua a tollerare interventi che non risolvono nulla? Perché si accetta che la Xylella trovi rifugio proprio dove la legge impone di eliminarlo? Perché si staccano assegni per lavori che non rispettano la normativa?

La comunità merita risposte. Gli agricoltori meritano rispetto. Gli ulivi – simbolo, storia, economia – meritano protezione, non l’ennesima promessa disattesa.

La Xylella non aspetta. Il vettore non aspetta. Il territorio non può più aspettare!!!


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Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

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