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La poesia che resiste mentre il mondo crolla di Beatrice Maranò

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Nel viaggio fragile e potente di una bambina pakistana che sfida il terrore con la poesia, ritroviamo la prova che esistono ancora adolescenti capaci di scegliere la vita, la cultura, la dignità. La storia di Tuba Sahaab, undici anni, Ambasciatrice internazionale della poesia, diventa uno specchio necessario per guardare il nostro Paese e il nostro dolore: mentre a Taranto un uomo onesto viene ucciso senza motivo, una voce lontana ci ricorda che l’unica vera rivoluzione nasce dall’educazione, dalla famiglia, dal coraggio di insegnare ai figli il valore sacro dell’esistenza. Una preghiera quotidiana alla Vita, perché non capiterà una seconda volta.

DRIFTING

My mind drifts from shore to shore,
tossed like a vessel on restless waves.
My heart floats, weightless, unmoored,
while my soul burns, yet my body shivers in the cold.
Plans unravel—scattered letters in a broken game,
and your face, blurred, no longer the one I knew.
I need you. I want you. I loved you.
But now? I’m unsure.
Tell me—where do I stand?
The map is bare, the pins have fallen.
Am I still meant to be here, or lost to time?
Guide me—I no longer know the way home.
Hold me—I have always belonged.
My mind drifts from shore to shore,
and on the waves, my heart still floats.

Traduzione:

ALLA DERIVA

La mia mente vaga da una costa all’altra,
sballottata come una nave su onde inquiete.
Il mio cuore fluttua, senza peso, senza ormeggio,
mentre la mia anima brucia, eppure il mio corpo trema per il freddo.
I piani si sgretolano: lettere sparse in un gioco rotto,
e il tuo viso, sfocato, non è più quello che conoscevo.
Ho bisogno di te. Ti desidero. Ti ho amato.
Ma ora? Non ne sono sicuro.
Dimmi: dove mi trovo?
La mappa è vuota, gli spilli sono caduti.
Devo ancora essere qui, o sono perso nel tempo?
Guidami: non conosco più la strada di casa.
Stringimi: sono sempre appartenuta a te.
La mia mente vaga da una costa all’altra,
e sulle onde, il mio cuore galleggia ancora.
—————————————
Minuscole gocce di lacrime, i loro visi come angeli/Lavati con sangue, loro dormono per sempre con rabbia. Sono una poesia integrale e alcuni versi di un’altra delle poesie di Tuba Sahaab, bambina pakistana di 11 anni che vive nella periferia di Islamabad.
Davanti al terrorismo che affligge il suo paese Tuba si rifiuta di tacere: “Io voglio la pace nel mio paese, dice, e combatterò per questo”. I talebani non permettono alle ragazze di studiare, Tuba sottolinea che “vogliono che si torni all’Età della pietra” . I suoi genitori non le impediscono di dissentire anche con la poesia, sono orgogliosi di lei. Anche se è figlia unica, rarità in un paese come il Pakistan, sua mamma sostiene che Tuba “vale come sette figli e sette figlie”!
Un gruppo di poeti composto da Francesco Agresti, Corrado Calabrò, Martha Canfield, Maurizio Cucchi, Dacia Maraini, Guido Oldani e Maria Luisa Spaziani le ha conferito il titolo di Ambasciatrice internazionale della poesia.

Con questa motivazione: “Al coraggio di Tuba Sahaab che ha scelto di combattere con la sola forza dei versi la sua personale battaglia contro ogni estremismo che soffoca nel sangue la vita, la civiltà, la speranza”.

Leggendo questa storia, dobbiamo continuare a credere che esistono adolescenti diversi da quelli che hanno ucciso a Taranto, barbaramente e senza un movente quell’uomo onesto, semplice e dignitoso che, con immensi sacrifici, si recava, ogni mattina, a lavorare, così presto.
Diceva Bufalino con una frase, spesso erroneamente attribuita a Sciascia e a Falcone ( ma che entrambi hanno fatto propria con altre parole e con le azioni), che “la mafia si combatte con un esercito di maestri di scuola elementare” che sottolinea l’importanza dell’educazione e della cultura come strumenti principali per sconfiggere la criminalità organizzata e non, puntando sulla prevenzione e sulla formazione di nuove generazioni consapevoli.

Non arrendiamoci e, prima di tutto, nella prima società che è la FAMIGLIA, insegnamo ai nostri figli il valore della VITA, a prescindere dal colore e dalla nazionalità e recitiamo dedicandola a lei , alla VITA, ogni mattina una preghiera di rigraziamento :

“Abbi cura di godermi, esplorarmi, proteggermi. Non capiterò una seconda volta”!


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Redazione Oraquadra

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