PROGETTO RIGASSIFICATORE – DI BELLO: “TARANTO HA GIÀ DETTO NO, ORA SERVONO ATTI CONCRETI DELL’AMMINISTRAZIONE”
Taranto – Come Consigliere comunale, ritengo doveroso richiamare l’attenzione della cittadinanza sul progetto di rigassificazione GNL nel Porto di Taranto.
Come avevo già evidenziato in Consiglio comunale nel mese di Aprile, la sospensione della procedura non poteva essere considerata una conclusione definitiva, infatti, puntualmente, è arrivata la riapertura della consultazione pubblica relativa al progetto del rigassificatore al Molo Polisettoriale.
Taranto è già uno dei territori italiani a più alta pressione ambientale e industriale, inserire un rigassificatore in un’area segnata dalla presenza di raffinerie, traffico petrolifero, acciaierie e depositi di carburanti significa aumentare ulteriormente i rischi ambientali, sanitari e di sicurezza industriale.
Restano forti preoccupazioni sul rischio di incidente rilevante e di “effetto domino” tra impianti ad alto, sulla possibile formazione di nubi fredde in caso di rilascio accidentale di GNL e sull’assenza di una chiara dimostrazione dell’assenza di aggravamento del rischio cumulativo territoriale.
Taranto è già un Sito di Interesse Nazionale per le bonifiche ed è stata più volte al centro di condanne della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per la mancata tutela della salute e dell’ambiente.
Il Consiglio comunale di Taranto, ad aprile, si espresso con chiarezza contro il progetto, approvando la nostra mozione e sancendo il NO della città al progetto rigassificatore nel porto.
Ora, però, è il momento di trasformare le intenzioni e gli indirizzi politici in fatti concreti.
L’Amministrazione comunale deve dare piena attuazione a quanto deciso dal Consiglio comunale, difendendo con determinazione gli interessi della città, come già avvenuto nel 2008.
Annuncio sin da ora una battaglia istituzionale forte e determinata contro questo impianto, utilizzando ogni strumento politico e amministrativo necessario per tutelare Taranto, la salute dei cittadini, l’ambiente e la sicurezza del territorio.
Non si tratta di una posizione ideologica contro lo sviluppo, ma dell’applicazione del principio di precauzione in un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali, sanitari e sociali.
Taranto non può continuare ad essere caricata di nuovi rischi industriali.
Le scelte sul futuro della città devono mettere al centro salute, sicurezza, ambiente e tutela della comunità, basta essere “terra di sacrificio”

