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TRA SICUREZZA NAZIONALE E SALUTE PUBBLICA: IL CASO DEI SORVOLI MILITARI SU TARANTO

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Carosino (Ta) – Gli aerei militari continuano a solcare i cieli tarantini, ininterrottamente, a tutte le ore del giorno, con sorvoli che spesso rasentano quelli che sembrano i limiti di sicurezza per l’incolumità dei cittadini. Viviamo in un periodo in cui la sicurezza nazionale è senza dubbio una questione centrale: gli scenari internazionali sono tutt’altro che stabili e, per ovvie ragioni, molte informazioni di intelligence non vengono rese pubbliche.

L’Italia, com’è noto, ripudia la guerra secondo l’articolo 11 della Costituzione, ma lo stesso principio riconosce la legittimità dell’uso della forza per la difesa e la tutela della sovranità nazionale. È quindi plausibile che vi siano motivazioni precise dietro l’intensificarsi dei sorvoli nell’area limitrofa alla base aerea di Grottaglie.

Tutto questo, però, non cancella il fatto che si stia creando un problema serio per la cittadinanza. E purtroppo non è nemmeno la prima volta. Ricordo ancora le interrogazioni parlamentari che scrissi insieme alla deputata Donatella Duranti nel 2013: da allora, però, poco o nulla è stato realmente fatto per affrontare la questione in maniera strutturale.

Facciamo anche un po’ di chiarezza normativa, purtroppo non proprio favorevole alle comunità locali. Non possiamo appigliarci completamente alla legislazione ordinaria. La Direttiva Europea 2002/30/CE del 26 marzo 2002, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 17 gennaio 2005 n. 13, stabilisce limiti e misure operative finalizzate alla riduzione e alla mitigazione dell’inquinamento acustico aeroportuale. Tuttavia, tali disposizioni non risultano pienamente vincolanti per i velivoli militari, che godono di margini operativi legati alle esigenze della Difesa.

Questo non significa, però, che le Forze Armate siano totalmente esenti da obblighi ambientali. Anche il comparto militare opera nel rispetto di specifiche direttive NATO in materia di impatto ambientale. Ho reperito, ad esempio, una circolare dell’Aeronautica Militare — la ucopreva_007.pdf— nella quale vengono descritte le attività e le procedure da adottare nelle operazioni di volo anche sotto il profilo della mitigazione degli impatti.

Per questo ritengo che le Amministrazioni comunali interessate, insieme al Presidente della Provincia di Taranto, al Prefetto, al Presidente della Regione Puglia, ad ARPA Puglia e al Ministero della Difesa, debbano sedersi attorno a un tavolo tecnico per analizzare concretamente la situazione. Sarebbe opportuno installare, nelle aree a ridosso dell’aeroporto, apposite centraline per il rilevamento delle curve isofoniche, così da monitorare scientificamente l’impatto acustico dei sorvoli sulla popolazione.

Ed è un passaggio fondamentale, perché l’inquinamento acustico provocato dagli aerei non è un semplice fastidio: può avere conseguenze rilevanti sulla salute pubblica. Esistono numerosi studi scientifici che collegano l’esposizione cronica al rumore aeroportuale a problemi cardiovascolari e a disturbi nello sviluppo infantile. Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet[1] ha evidenziato associazioni tra il rumore cronico degli aerei e la compromissione della comprensione della lettura, della memoria di riconoscimento e dell’aumento del disagio nei bambini. Un’altra ricerca, pubblicata sull’European Heart Journal[2], ha analizzato l’incidenza di patologie ischemiche nelle aree intorno all’aeroporto di Zurigo, rilevando come il rumore notturno degli aerei contribuisse all’aumento di infarti e malattie cardiovascolari.

In queste ore si stanno raccogliendo firme per una petizione contro i voli a bassa quota ed è giusto sostenerla, perché la voce della cittadinanza deve arrivare forte e compatta. Ma, oltre alle firme, serve soprattutto che le istituzioni si muovano concretamente e con rapidità, per evitare che il disagio e il malessere della popolazione continuino ad aggravarsi.

 

[1] Aircraft and road traffic noise and children’s cognition and health: a cross-national study – PubMed

[2] Does night-time aircraft noise trigger mortality? A case-crossover study on 24 886 cardiovascular deaths | European Heart Journal | Oxford Academic


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Massimiliano Bruno Cinque

scrivo di enogastronomia e fumo lento. Appassionato di sport e politica

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