“And Now The Beatles”: l’Accademia Mousikè riporta a Martina Franca il mito dei Fab Four
Il Piccolo Teatro Comunale “Valerio Cappelli” di Martina Franca ha ospitato, lo scorso 21 maggio 2026, And Now The Beatles, lo spettacolo firmato dall’Accademia Musicale Mousikè e dedicato all’universo, ancora luminosissimo, dei quattro ragazzi di Liverpool.
Un viaggio musicale e scenico attraverso una storia che non appartiene solo alla musica, ma all’immaginario di intere generazioni. A guidare il pubblico, come una sorta di memoria in carne e voce, la figura di Brian Epstein, storico manager dei Beatles, qui trasformato in voce narrante: un testimone privilegiato, quasi un custode del racconto, chiamato a riaprire una pagina fatta di successi, svolte artistiche, entusiasmi collettivi e fragilità nascoste dietro il mito.
Il palco del Teatro Comunale ha visto protagonisti gli allievi dell’Accademia Musicale Mousikè, accompagnati dai maestri Fabrizio Di Salvo, Merialma Colucci, Gianpiero Tripaldi, Angelo Palmisano e Francis Pellizzari, con la collaborazione di Davide Gigantelli. Non soltanto esecutori, ma giovani interpreti chiamati ad abitare un repertorio enorme, delicato, quasi inevitabile. Perché confrontarsi con i Beatles significa entrare in canzoni che tutti conoscono, ma che proprio per questo chiedono misura, freschezza e personalità.
La narrazione ha accompagnato i diversi momenti dello spettacolo, scanditi da cambi di scena, cambi d’abito, medley e brani entrati ormai nella memoria comune. Ogni passaggio sembrava aprire una piccola porta su un tempo diverso: gli esordi, l’entusiasmo, la costruzione del mito, la corsa improvvisa verso il successo, ma anche quella trasformazione continua che ha reso i Beatles molto più di un semplice gruppo musicale.
Gli allievi dell’Accademia hanno affrontato lo spettacolo con entusiasmo e partecipazione, alternandosi tra momenti solistici, parti d’insieme, medley e cambi scenici che hanno dato ritmo alla serata. I cambi d’abito e di atmosfera hanno contribuito a scandire le diverse tappe del racconto, quasi a suggerire le trasformazioni di un gruppo che, in pochi anni, è passato dall’energia immediata degli esordi alla sperimentazione, dalla leggerezza pop alla costruzione di un immaginario musicale destinato a non spegnersi più.
Il pubblico ha risposto con grande partecipazione, facendo registrare il sold out per una serata che ha confermato ancora una volta il ruolo dell’Accademia Musicale Mousikè nel percorso di formazione e crescita artistica di tanti giovani musicisti del territorio. Un teatro pieno non è mai soltanto un dato numerico: è il segno di una comunità che si riconosce in un progetto, che accompagna i ragazzi, che guarda al palco non come a un punto d’arrivo, ma come a un luogo possibile di esperienza, emozione e futuro.
Soddisfazione è stata espressa dal direttore dell’Accademia, il Maestro Ferdinando Carella, che ha sottolineato il valore umano e didattico dello spettacolo: non una semplice esibizione di fine percorso, ma il risultato di un lavoro condiviso, costruito passo dopo passo tra lezioni, prove, ascolto e crescita. Un progetto pensato per mettere gli allievi nelle condizioni di misurarsi con un repertorio senza tempo, imparando non solo a cantare o suonare, ma ad attraversare le canzoni, comprenderle e restituirle al pubblico con consapevolezza.
La soddisfazione del Maestro Carella è stata anche quella di vedere gli allievi misurarsi con una dimensione più grande della lezione individuale o della prova in aula. Il teatro, con la sua luce e il suo silenzio prima dell’attacco, diventa sempre una scuola diversa: insegna la concentrazione, l’ascolto, la presenza, la capacità di sostenersi a vicenda, di sentire il pubblico non come un peso, ma come parte viva dell’esperienza.
E in quella coralità di voci, strumenti e presenze sceniche, And Now The Beatles ha trovato forse la sua parte più autentica: il passaggio di una musica che non invecchia nelle mani e nelle voci di una nuova generazione. Ed è forse questo il senso più bello di uno spettacolo così: scoprire che certe canzoni non restano ferme nel tempo, ma continuano a camminare.
Cambiano volto, cambiano interpreti, cambiano abiti. Eppure, appena cominciano, sembrano ancora capaci di portarci altrove. Magari in un tempo che abbiamo vissuto davvero, oppure in un luogo che non abbiamo mai conosciuto, ma che quelle melodie riescono comunque a farci sentire familiare. È questa la strana forza della musica: passa da una generazione all’altra, cambia mani e cambia voce, ma continua a riconoscerci.


