L’abbraccio universale della poesia a Korçë – Successo per il Festival Internazionale, nel segno di Asdreni e del centenario di Montale
Ci sono luoghi in cui la parola scritta smette di essere semplice inchiostro per farsi carne, respiro e legame tra i popoli. Questo miracolo culturale si è rinnovato anche quest’anno a Korçë, in Albania, in occasione del prestigioso Festival Internazionale di Poesia, un appuntamento di assoluto rilievo nel panorama letterario globale.
L’evento, svoltosi nell’arco di due intense giornate, ha confermato la sua straordinaria vocazione internazionale, riuscendo a riunire poeti provenienti da ogni angolo del mondo. Ciascun autore ha portato in dote la propria lingua e la propria sensibilità, unendosi in un coro polifonico che quest’anno ha voluto omaggiare una pietra miliare della cultura albanese: la celebre poesia Excelsior del grande poeta Asdreni.
Il successo di una manifestazione così complessa e ricca di sfumature si deve alla macchina organizzativa impeccabile guidata da Jorida Tollkuçi, direttrice della Biblioteca “Thimi Mitko” di Korçë, e dal prof. Arjan Kallço (poeta, docente e membro di Giuria). A loro, insieme a tutti i poeti partecipanti, va un plauso unanime per aver saputo tessere una vera e propria fusione di anime.
Il Festival di Korçë non è solo un susseguirsi di letture, ma un’esperienza estetica totale. Come da tradizione, l’evento ha regalato emozioni intense grazie alle esibizioni collaterali di attori e cantanti albanesi di immenso talento, capaci di tradurre in musica e recitazione l’essenza stessa della commozione poetica.
Per la giornalista e scrittrice Stefania Romito questa edizione ha segnato una significativa riconferma. Si tratta infatti della sua seconda partecipazione a questo importante evento internazionale, a testimonianza di un legame ormai profondo e radicato con la comunità intellettuale albanese. Durante le giornate della kermesse è stata presentata la nona tappa del Progetto Scientifico Internazionale “Montale Ossi di Seppia Centenario”, ideato e curato dalla scrittrice stessa.
Al tavolo dei relatori, a fare gli onori di casa, il prof. Arjan Kallco, saggista d’eccezione del volume collettaneo insieme a Jorida Tollkuçi Eugenio Montale – Tra il mal di vivere e il mare (Collana Nuovo Rinascimento Milano, edita da Passerino Editore). Accanto a loro, ha preso parte alla presentazione un altro illustre tassello del progetto montaliano: il diplomatico Mario De Rosa, la cui partecipazione ha ulteriormente impreziosito lo spessore dell’incontro, sottolineando il valore della diplomazia culturale come veicolo di pace e comprensione reciproca.
L’intervento di Mario De Rosa in lingua inglese e quello di Stefania Romito in italiano hanno evidenziato come la poesia di Eugenio Montale sia profondamente apprezzata a livello internazionale, in particolare nell’area balcanica, come testimonia anche il prestigioso Premio Internazionale di Poesia di Struga che gli fu conferito nel 1973 in Macedonia del Nord.
Se la poesia di Asdreni ha tracciato la rotta di questa edizione con il suo slancio ideale, il centenario di Ossi di seppia ha gettato un ponte definitivo sopra l’Adriatico. Presentare la nona tappa del progetto in un contesto così cosmopolita ha dimostrato, ancora una volta, come il “male di vivere” e la ricerca del “varco” montaliani siano istanze universali, capaci di parlare a ogni latitudine.
Il Festival Internazionale di Poesia di Korçë si chiude lasciando nei partecipanti il ricordo di un’armonia rara, dove le differenze geografiche e linguistiche si sono annullate nello spazio condiviso dell’arte.

