DigitalMenti: il viaggio dei ragazzi del Pertini tra pietra, musica e futuro con un’incursione dei ragazzi dell’Istituto Pacinotti di Taranto
Un viaggio tra pietra, musica, teatro e tecnologia che ha trasformato gli studenti in narratori di emozioni e costruttori di futuro

Dalla visita a Casa Vestita alla canzone dedicata alla tragedia di Crans Montana, fino allo spettacolo teatrale “Anìmia – La casa delle emozioni”, gli studenti del Pertini e dell’I.T.T. Pacinotti hanno attraversato tre percorsi formativi del progetto DigitalMenti, con la presenza e l’operosità di ARCA APS ETS. Un’esperienza che unisce educazione emotiva, creatività e competenze digitali, restituendo ai giovani strumenti per conoscersi, raccontarsi e generare valore per il territorio.
Grottaglie (Ta) – C’è un filo che attraversa luoghi, linguaggi e generazioni. Un filo che unisce una casa antica che respira, una tragedia che chiede memoria, un laboratorio digitale che apre strade nuove e un palcoscenico che diventa specchio dell’anima.
È il filo che ha guidato gli studenti del Don Milani–Pertini con un’incursione dell’I.T.T. Pacinotti dentro DigitalMenti, con l’apporto della presenza e operatività di ARCA APS ETS e finanziato da Fondazione Con i Bambini e Fondazione CDP, che da tre anni sta ridisegnando il modo di fare formazione nelle scuole del territorio a cui vanno aggiunti i qualificati partners di Progetto Taranto Makers (presidente l’ing.Giuseppe Cavallo), Abc Digital, Università del Salento, Politecnico di Ba.
Un progetto che non forma solo competenze.

Forma identità.
Forma consapevolezza.
Forma futuro.
Tutto è iniziato in un luogo che sembra uscito da un racconto antico: Casa Vestita, nel cuore del quartiere ceramico di Grottaglie.
Una casa che il tempo aveva quasi dimenticato, riportata alla luce dal ceramista Mimmo Vestita seguendo un sogno ricorrente. Tra ipogei, giardini nascosti e reperti che rimandano ai Templari, i ragazzi del Pertini hanno scoperto che le emozioni non sono concetti astratti: sono stanze, luci, respiri.
Hanno scritto un testo narrativo in cui Gioia, Rabbia, Paura, Calma, Empatia, Tristezza e Allegria diventano personaggi vivi.
E hanno scelto di non comparire in video: le loro voci sì, i loro volti no.
Così, con l’aiuto della IA e del videomaker Salvatore Centonze, hanno creato avatar cartoon che si muovono dentro le immagini reali della casa.

Il risultato è un filmato che non racconta una visita: la abita.
E restituisce ai ragazzi la consapevolezza che le emozioni non si cancellano: si ascoltano, si custodiscono, si condividono.
Il secondo percorso è stato il più difficile.
Il più necessario.
I ragazzi hanno lavorato sulla tragedia di Crans Montana, dove un incendio ha spezzato vite giovanissime e lasciato ferite che non si rimarginano.
Hanno scelto di non raccontarla dall’esterno: hanno scelto di entrarci dentro, di ascoltare, di scrivere.
Ne sono nati testi potenti, maturi, che non cercano pietà ma verità.
Nicole Giorgino scrive:
“Dicevi che saresti tornato… ma il cielo di gennaio si è tinto di nero.”
Dalila Lepore aggiunge:
“Le fiamme ti hanno preso in un istante… trasformando te, il mio orgoglio, in un dolore logorante.”
Annachiara Pentassuglia, voce dei sopravvissuti, denuncia:
“Pensano che essere salvi sia un regalo, senza capire che a volte sopravvivere è la condanna più pesante.”
Marika Laliscia, immaginata come una delle ragazze che non sono tornate, scrive:
“Sono neve che copre le vostre orme, per alleviare il dolore sulle nostre tombe.”
Sono parole che diventano musica.
Nel laboratorio “Emozioni in Musica”, questi testi sono stati trasformati in una canzone corale: un brano che non vuole consolare, ma stare accanto.
Un brano che restituisce dignità al dolore e responsabilità alla memoria.
La terza tappa ha portato i ragazzi nel cuore del digitale: riprese, montaggi, app, sistemi operativi, intelligenza artificiale, linguaggi inclusivi come la LIS.
Qui hanno scoperto che la tecnologia non è un fine, ma un mezzo.
Un mezzo per raccontare, per includere, per dare forma a ciò che sentono.
Hanno realizzato video, testi, narrazioni ibride.
Hanno imparato che le Digital Skills servono per il lavoro, sì, ma prima ancora servono per la vita.
E che le Life Skills — consapevolezza emotiva, empatia, gestione delle emozioni — sono la base di ogni futuro possibile.
All’interno del percorso DigitalMenti, c’è Idea2Action realizzato da Taranto Makers che rappresenta la dimensione più orientata all’innovazione e alla progettazione d’impresa. Un laboratorio pensato come un vero incubatore di

giovani talenti, in cui l’intuizione creativa viene accompagnata passo dopo passo fino a trasformarsi in una proposta concreta, strutturata e presentabile.
Il percorso guida gli studenti attraverso l’intero ciclo di vita di un progetto: dall’analisi dei bisogni reali tramite problem solving e design thinking, alla definizione del modello di business con strumenti digitali collaborativi. I ragazzi imparano a osservare il mondo con occhi progettuali, a individuare problemi autentici e a immaginare soluzioni sostenibili.
La fase creativa si intreccia con quella tecnica: attraverso software di prototipazione rapida, gli studenti danno forma visiva alle loro idee, sviluppano mockup di app o prodotti, costruiscono l’identità del proprio brand con strumenti di grafica e comunicazione visiva. Parallelamente, lavorano sulle competenze trasversali più richieste oggi: storytelling, public speaking, capacità di presentare un’idea in modo efficace e coinvolgente.
Il laboratorio simula le dinamiche di un vero team aziendale moderno: ruoli, responsabilità, gestione delle risorse, strategie di lancio, fino alla preparazione di un pitch finale e alla simulazione di campagne di crowdfunding. Un’esperienza che non solo avvicina i ragazzi al mondo dell’impresa, ma li aiuta a scoprire il valore delle proprie intuizioni e la forza del lavoro condiviso.
Poi c’è il teatro come specchio dell’anima
Grottaglie — Al Parco del Sorriso, in una mattina che profumava di attesa e di primavera, gli studenti dell’I.T.T. Pacinotti hanno portato in scena Anìmia – La casa delle emozioni, il racconto teatrale nato dal percorso laboratoriale svolto nelle settimane precedenti nell’ambito di DigitalMenti.
Sul palco, gli studenti hanno dato vita a una grande dimora simbolica: una casa antica, fatta di stanze dimenticate e corridoi silenziosi, che rappresenta il mondo interiore di ciascuno di noi.
In questo spazio sospeso, le emozioni hanno preso forma: Gioia, Calma, Rabbia, Paura, Disgusto, Tristezza, Allegria, Empatia.

Guidati dalla dott.ssa Anna Maria D’Urso, dal dott. Salvatore Centonze e dalla docente Tina Castronuovo, gli studenti hanno trasformato settimane di studio, scrittura e confronto in una rappresentazione intensa, capace di emozionare e far riflettere.
Il teatro, ancora una volta, si è rivelato un linguaggio capace di unire: un ponte tra scuola e vita, tra emozioni e pensiero, tra individualità e comunità.
“DigitalMenti è un viaggio che continua”
A margine dell’evento, l’ing. Giuseppe Cavallo, responsabile del progetto DigitalMenti, e la dott.ssa D’Urso hanno espresso soddisfazione per il lavoro svolto e per ciò che ancora attende studenti e docenti:
“Con entusiasmo guardiamo al percorso che accompagnerà DigitalMenti, iniziato tre anni fa, fino al 2027. Attraverso un calendario di appuntamenti laboratoriali con gli studenti del Pertini e delle scuole superiori di Grottaglie, continueremo a proporre attività dedicate alla formazione, all’innovazione e allo sviluppo di competenze digitali e d’impresa.
DigitalMenti rappresenta, anche in questa ultima fase, un’opportunità concreta per valorizzare talento e creatività degli studenti, intorno a nuove idee imprenditoriali e alla partecipazione attiva nel generare valore per il territorio.”
Casa Vestita ha insegnato ai ragazzi a sentire.
La musica ha insegnato loro a dare voce.
La tecnologia ha insegnato loro a trasformare.
Il teatro ha insegnato loro a mettere in scena ciò che sono.
Quattro percorsi, un’unica direzione: la costruzione del Sé. Anche se va detto che i ragazzi hanno prestato la loro voce ma non hanno voluto apparire come immagine se non attraverso l’elaborazione che ha fatto l’IA della loro stessa immagine, facendoli apparire come personaggi di fantasia, dei cartoon, ma con tanto di sentimenti profondi e autentici, è qui che ha fatto centro il progetto DigitalMenti, grazie all’apporto di professionisti come D’Urso, Cavallo e Centonze, a cui si è affiancato l’eccellente lavoro dei docenti del Pertini e del Pacinotti che hanno saputo guidare i ragazzi con professionalità ed empatia, in poche parole la Scuola che sa davvero dare e formare, affinché i ragazzi guardino al futuro con progettualità e positività.
Un Sé capace di ascoltare, di ricordare, di creare, di immaginare.
Un Sé che non teme le emozioni, perché ha imparato a riconoscerle.
Un Sé che non teme il futuro, perché ha scoperto di avere strumenti per abitarlo.

