Il 5 giugno scorso, sulla Terrazza della Bottega Caretta, una serata sospesa tra storia e luce
Grottaglie (Ta) – Il 5 giugno scorso, la Terrazza della Bottega Caretta, affacciata sul cuore vivo del Quartiere delle Ceramiche, si è trasformata in un luogo capace di incontro culturale e di scambio di idee. La luce del tramonto ha accarezzato le maioliche, il pubblico ha preso posto con quella compostezza che annuncia l’attesa, e l’atmosfera ha assunto subito il tono delle occasioni che ti lasciano all’ascolto e alla riflessione, mentre viene raccontato un romanzo storico.

L’appuntamento, infatti, ha visto la presentazione del romanzo storico di Elio Dalto, Per la Spada e per la Fede. Un cavaliere dell’Ordine di Malta e il mistero della morte di Caravaggio, inserito nel calendario del trentennale del Centro Culturale Giuseppe Battista. Un anniversario che vuole restituire alla comunità il senso di una continuità culturale costruita nel tempo, con dedizione e visione.
La serata si è aperta con i saluti del Presidente Ciro Marseglia, che ha ricordato il valore di un percorso trentennale radicato nella comunità, e di Stella Caretta, che ha accolto i presenti nella terrazza di famiglia con la naturalezza di chi custodisce un luogo identitario. La presenza del Presidente Onorario S.E. Francesco Amoruso ha aggiunto un segno di continuità istituzionale e affettiva.
Il dialogo con Elio Dalto ha condotto il pubblico dentro le pieghe del suo romanzo: l’Ordine di Malta come crocevia di potere e devozione, il Seicento come secolo di tensioni e chiaroscuri, Caravaggio come uomo in fuga, inquieto e vulnerabile, prima ancora che artista rivoluzionario. Una narrazione che ha restituito vita a figure storiche spesso imprigionate nelle sole date, riportandole invece alla loro dimensione umana.
L’intervento della prof.ssa Maria Rosaria Quaranta, docente di Storia dell’Arte, ha offerto una lettura limpida e profonda del Merisi: la luce come destino, la carne come verità, la pittura come gesto che non concede tregua.
La conduzione della serata è stata affidata a Lilli D’Amicis, che ha accompagnato il dialogo con misura e naturalezza, lasciando emergere le voci e i contenuti senza sovrapporsi, mantenendo un ritmo fluido e rispettoso.
Il pubblico ha seguito con attenzione ogni passaggio, in un silenzio partecipe che ha amplificato le parole e le suggestioni. La terrazza, immersa nella luce della sera, ha restituito agli astanti un momento di ascolto collettivo, di quelli che restano nella memoria.
Al termine, l’autore si è trattenuto a lungo per il firma-copie, dialogando con lettori curiosi e appassionati, segno di un interesse autentico e di una serata che ha lasciato un’impronta nitida.

