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APERTAMENTE di Lilli D’Amicis – Grottaglie: quando il silenzio diventa complicità e il risveglio arriva troppo tardi

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C’è una verità che a Grottaglie abbiamo evitato di pronunciare per troppo tempo: lo scalo Arlotta è stato abbandonato non dal destino, ma dalla politica. Una politica che ha preferito obbedire invece di decidere, tacere invece di rivendicare, subire invece di governare.

Per questo, oggi, le parole del consigliere Enzo Lenti non sono una polemica: sono una constatazione. Amara, ma innegabile.

Dott.. Vincenzo Lenti consigliere comunale FdI Grottaglie 

Per nove anni e mezzo Grottaglie è rimasta sospesa in un limbo fatto di promesse, annunci, slogan e nessuna strategia. La battaglia per i voli civili è stata trasformata in un rito stanco, autoreferenziale, utile solo a chi la agitava come bandiera personale. Il risultato? Zero voli. Zero programmazione. Zero visione.

Nel frattempo, lo scalo veniva lentamente svuotato del suo ruolo strategico: prima il declassamento, poi l’addestramento, poi l’attesa infinita dello “spazioporto”, infine la trasformazione in un aeroporto-cargo “perché sì”, deciso altrove, senza che da Grottaglie arrivasse un sussurro, un dubbio, una reazione.

Il silenzio è diventato complicità. E la complicità, in politica, pesa quanto una scelta sbagliata.

Ciro D’Alò – Sindaco di Grottaglie (Ta)

Oggi il sindaco D’Alò si sveglia e scopre che l’aeroporto potrebbe essere una risorsa. Benissimo. Ma è un risveglio tardivo, tardivissimo. E soprattutto non nasce da una visione, ma dall’evidenza di essere stato travolto dagli eventi.

Il cargo agroalimentare è un’opportunità? Sì. Ma non perché qualcuno l’ha immaginato per Grottaglie: perché Grottaglie è stata scelta come ripiego, come alternativa allo spazio che altrove non c’era. Eppure, paradossalmente, questa “occasione di rimbalzo” può diventare la scintilla che non abbiamo mai avuto il coraggio di accendere.

Perché se il cargo funziona, se la piattaforma logistica prende forma, se le imprese rispondono, allora i voli passeggeri non sono un sogno: sono la conseguenza naturale. E qui sta il punto: non è ideologia, è sviluppo.

Grottaglie ha tutto: porto, ferrovia, retroporto, industria, agricoltura, aerospazio. Ha tutto, tranne una classe dirigente che negli ultimi dieci anni abbia saputo dire una sola volta: “Questo aeroporto è nostro, e lo vogliamo far crescere”.

Oggi, finalmente, qualcuno lo dice. E io lo dico con chiarezza: ha ragione Lenti. Non per appartenenza politica, ma per onestà intellettuale. Perché un territorio che non difende le proprie infrastrutture è un territorio che si condanna da solo.

Grottaglie non può più permettersi di essere il laboratorio delle scelte altrui. Non può più essere la pista di riserva della politica regionale. Non può più essere il luogo dove tutto è possibile, purché non disturbi nessuno.

È tempo di pretendere. È tempo di rivendicare. È tempo di dire che l’Arlotta deve tornare ai voli civili, e che questa volta non accetteremo più silenzi, rinvii, o “vedremo”.

Perché lo sviluppo non aspetta. E noi abbiamo già aspettato troppo.


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Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

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