SUI PASSI DI FRANCESCO, OLTRE LA SOGLIA DEL MISTERO
Nel cuore della chiesa di San Francesco, Carosino ha vissuto una serata che è andata oltre la semplice presentazione di un libro: un attraversamento spirituale e culturale. Le voci dei relatori, tra filosofia, teologia e poesia, hanno restituito un Francesco d’Assisi vivo, vicino, capace ancora di interrogare il nostro tempo. Musiche, letture e riflessioni hanno trasformato l’incontro in un rito condiviso, dove il libro Il Cantico dell’Amore è diventato un varco verso il Mistero
Nella serata di giovedì scorso 12 giugno, Carosino (Ta) ha vissuto non soltanto la presentazione di un libro ma l’attraversamento di una soglia. Il Cantico dell’Amore – Sui passi di Francesco dalla Parola al Mistero, ha infatti trovato nel copioso pubblico presente un luogo di ascolto raro e interessato, dove il pensiero si è fatto voce e la voce si è fatta rito condiviso.
Di spessore la presenza dei relatori, accompagnati dai saluti di don Filippo Urso parroco di Carosino e del Sindaco Onofrio Di Cillo. Ha aperto il cammino di studio della serata, con il suo linguaggio sapiente, metaforico (come ama fare) e quasi iniziatico, Pierfranco Bruni. Il noto scrittore, poeta, italianista e critico letterario, nel corso del proprio intervento ha provveduto a restituire, tra l’altro, un Francesco d’Assisi che non appartiene soltanto alla storia della spiritualità, ma anche alla filosofia: un uomo cioè capace di trasformare la fragilità in pensiero, la povertà in categoria dell’esistere, la laude in un modo nuovo di abitare il mondo.
Nella brillante relazione di Bruni, Francesco d’Assisi è apparso come un ponte tra metafisica e tessuto sociale, tra parola e antropologia del destino. il cielo, per il “suo” Francesco d’Assisi, non è lontananza ma alleanza. Gli ha fatto eco la prof.ssa Marilena Cavallo, docente di lettere e scrittrice, impegnata con un proprio contributo al libro, che ha proposto una ulteriore visione della figura di Francesco: quella della semplicità del santo di Assisi, che attenzione non semplifica, ma scava nel profondo del cuore. Il linguaggio dialettico della professoressa, diretto, penetrante, soave quasi in certi momenti, ha restituito a tutti i presenti un Francesco d’Assisi vicino ai gesti quotidiani della gente. Nel corso del suo intervento, ha sottolineato anche il viaggio di Francesco in Oriente e, soprattutto, l’incontro con il sultano, effettuato con una parola, la sua, “disarmata e disarmante”.
Un santo insomma quello prospettato dalla Cavallo, che non parla dall’alto ma affianco, che non insegna ma accompagna e che soprattutto non impone ma dialoga. A coordinare la serata gli interventi di Floriano Cartanì, giornalista e scrittore oramai consolidato che, avendo anche lui partecipato al libro con un proprio contributo, ha tessuto il filo che unisce quei quattro sguardi su San Francesco d’Assisi, portati all’attenzione dai colleghi relatori. Cartanì in particolare, ha raccontato un Francesco in cammino verso e con la fragilità umana, vissuta come luogo di relazione e rivelazione: la semplicità quindi come forma alta di conoscenza reciproca. Un Francesco, il suo, che non fugge il limite, ma lo attraversa e che non teme la nudità dell’anima, perché è lì che nasce la libertà e la memoria di Dio. Il suo intervento ha dato ritmo e respiro all’incontro, trasformandolo in un vera comunicazione corale con i numerosi presenti, che sono rimasti attenti sino alla fine della serata.
Le conclusioni di don Francesco Nigro hanno fermato quasi il tempo nella chiesetta luogo dell’incontro, riportando tutto alla sorgente: cioè la dimensione spirituale e storica del santo di Assisi. Con la propria caratteristica espositiva che qualifica il Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, don Francesco Nigro ha ricordato con estrema lucidità e profondità, che Francesco d’Assisi non è un’icona da contemplare, ma un esempio che continua a interpellare il nostro tempo. La lettura teologica data dal sacerdote sul passaggio francescano, ha restituito alla fine al libro, la sua vera radice d’essere: un invito a lasciarsi sollecitare dalla figura del santo di Assisi, nella quotidianità della vita.
A dare corpo emotivo all’evento sono state pure le musiche e i canti curati da Arcangelo e Tony Conzo e da Michele Mancone: un tessuto sonoro di alto livello che ha accompagnato le parole come un respiro antico, capace di evocare la terra, il silenzio, la preghiera più intima. Le letture di Palma Pomes inoltre, tratte dal bellissimo volume presentato Il Cantico dell’Amore – Sui passi di Francesco dalla Parola al Mistero, hanno aggiunto quella giusta vibrazione della voce alla serata, non tramite una semplice interpretazione, ma come un attraversamento del testo. Così, in una sera di giugno in occasione delle celebrazioni nazionali per gli 800 anni dalla sua dipartita, nella locale chiesa di san Francesco d’Assisi, Carosino ha ascoltato parlare del Serafico della fratellanza, non come un ricordo lontano ma come una presenza ancora viva. Il libro presentato è diventato alla fine ciò che dovrebbe essere ogni libro: un varco, un invito, un passo verso il mistero. Appunto.
Floriano Cartanì

