APERTAMENTE di Lilli D’Amicis – A GROTTAGLIE L’OCCASIONE MANCATA DI PIAZZA CAFFORIO
«L’approvazione del progetto rappresenta un passo importante per dare nuova vita a uno spazio centrale della città», ha dichiarato il sindaco Ciro D’Alò, sottolineando che «Piazza Cafforio

sarà più sicura, più accessibile e capace di rispondere alle esigenze di cittadini e attività commerciali». Un linguaggio istituzionale che parla di funzionalità, sicurezza, parcheggi, videosorveglianza, LED, aiuole. Ma dietro le parole della rigenerazione urbana si nasconde una verità più scomoda: quella di un’occasione mancata, di un progetto che avrebbe potuto trasformare la piazza in un oratorio vivo, educativo, comunitario, anziché in un parcheggio da 420 mila euro.

La piazza, più volte vandalizzata e rattoppata, con sperpero di denaro pubblico, senza contare l’abbattimento di una biblioteca regionale che non aveva mai visto un libro, torna oggi al centro del dibattito pubblico. E mentre il Comune annuncia «una pavimentazione uniforme per un utilizzo flessibile della piazza, anche per eventi e manifestazioni», resta il pensiero di ciò che sarebbe potuto essere: un luogo per i ragazzi, per la crescita civile, per la socialità. Un patto tra istituzioni che non si è mai compiuto: la piazza alla parrocchia, il Castello Episcopio alla città. Un’idea che avrebbe unito fede, cultura e comunità.

Oggi, invece, Grottaglie si muove ancora per sottrazione. Si interviene dove manca qualcosa, ma non si immagina mai ciò che potrebbe nascere. E Piazza Cafforio, nel suo nuovo volto, diventa il simbolo di questa distanza tra visione e gestione, ormai un leit motiv in questa nostra sfortunata cittadina che non trova mai la quadra con un’Amministrazione valida che porti la nostra comunità ai livelli che merita.

