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UNA SERATA DI PENSIERO E MEMORIA: MICHELE MONTANARO TORNA A GROTTAGLIE CON “UNA ECOLOGIA DELL’UOMO”

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Grottaglie (Ta) – È stata una serata intensa, partecipata e sorprendentemente calda quella dedicata alla presentazione del libro Una ecologia dell’uomo di Michele Montanaro, tenutasi nella Parrocchia della Madonna delle Grazie a Grottaglie. Un ritorno “a casa” dopo quindici anni, che ha assunto il tono di un abbraccio collettivo e di una riflessione profonda sul ruolo dell’uomo nella cura del creato.

Ad aprire l’incontro è stato il parroco don Lucangelo, che ha introdotto il tema con parole semplici e nette: la custodia della Terra non è un accessorio della fede, ma una responsabilità che attraversa la vita quotidiana, la comunità e la spiritualità. Un’introduzione che ha preparato il terreno al dialogo successivo, affidato alla giornalista Paola Casella, docente di religione e  quindi collega dell’autore, capace di condurre la conversazione con ritmo, profondità e una naturale sintonia.

Montanaro, visibilmente emozionato, ha ricordato la sua giovinezza a Grottaglie, gli anni formativi trascorsi proprio nella comunità della Madonna delle Grazie, “luogo – ha detto – dove ho imparato a guardare il mondo con occhi grati e responsabili”. Un legame che non si è mai spezzato, nonostante la distanza geografica, e che ha reso il suo ritorno un momento di riconciliazione con le radici.

Il dialogo ha toccato i nodi centrali del libro, a partire dal primo: l’uomo custode, non dominatore. Montanaro ha spiegato come, nel pensiero di Joseph Ratzinger, la Terra non sia un oggetto da sfruttare ma un dono da servire. La custodia, ha ricordato, è un atto d’amore, non un esercizio di potere.

Da qui il passaggio alla seconda grande questione: la crisi ecologica come crisi spirituale. Il degrado ambientale, ha sottolineato l’autore, nasce da una frattura interiore, da un cuore che ha smarrito il senso del limite e della relazione. Senza una conversione del cuore, nessuna politica ambientale potrà essere davvero efficace.

Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’ecologia umana, concetto cardine del libro: non esiste tutela dell’ambiente senza tutela della persona. La dignità umana, la giustizia sociale, la cura dei più fragili sono parte integrante della stessa ecologia. “Quando l’ecologia umana è rispettata – ha ricordato Montanaro – anche l’ecologia ambientale ne beneficia”.

Il dialogo si è poi spostato sugli stili di vita, sui piccoli gesti quotidiani che costruiscono una cultura della responsabilità: ridurre gli sprechi, scegliere la sobrietà come libertà e non come rinuncia, rispettare gli spazi comuni, educare con l’esempio più che con le parole.

Infine, un passaggio dedicato ai giovani, definiti dall’autore “decisivi nella conversione ecologica”. Non solo perché più sensibili al tema, ma perché capaci di linguaggi nuovi, di visioni non appesantite dal cinismo, di un entusiasmo che può diventare traino per l’intera comunità.

La serata si è chiusa con un lungo applauso, non di circostanza, ma di riconoscenza: per il libro, per il pensiero, per il ritorno. E soprattutto per aver ricordato che custodire la Terra significa custodire l’umanità stessa, e che questa responsabilità non è un compito per pochi, ma un cammino condiviso.


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Redazione Oraquadra

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