SULLA TERRAZZA DEL PENSIERO – QUANDO MARX E NIETZSCHE HANNO “DATO LA MANO” A GROTTAGLIE
Una serata gremita, intensa e vibrante di filosofia e attualità ha accompagnato la presentazione del nuovo libro di Marcello Veneziani, coordinata dalla giornalista Lilli D’Amicis sulla Terrazza Caretta. Un’ora e venti di dialogo serrato con il prof. Mauro Minelli, interventi del pubblico — soprattutto giovani — e numerosi applausi che hanno sottolineato i passaggi più incisivi dell’autore. Al centro: l’incontro immaginato tra Nietzsche e Marx, la crisi del pensiero critico, il ruolo della tecnologia e la necessità di difendere il dubbio come motore dell’intelligenza. Un evento che ha dato la stura alle celebrazioni del trentennale del Centro Culturale “G.Battista” presidente Ciro Marseglia.
Grottaglie (Ta) – La Terrazza Caretta, nel cuore pulsante del singolare e quasi unico Quartiere delle Ceramiche, sospesa tra cielo e pietra, ha accolto una delle serate culturali più dense e partecipate dell’estate
grottagliese. Martedì 30 giugno, davanti a un pubblico numeroso rimasto fino alla fine, Marcello Veneziani ha presentato il suo nuovo libro “Nietzsche e Marx si davano la mano”, in un dialogo fluido e appassionato coordinato dalla giornalista Lilli D’Amicis, direttrice di
Oraquadra.info.
Veneziani ha aperto la serata raccontando la genesi del volume: un tentativo di “incontrare” i due giganti del pensiero moderno non solo attraverso le loro opere, ma attraverso le loro vite.
“L’intreccio di vita e pensiero produce la cifra vera di un autore”, ha spiegato, ricevendo il primo degli applausi che hanno scandito la serata.
Il cuore narrativo del libro è il possibile — ma non documentato — incontro del 5 maggio 1882 a Nizza, giorno dell’ultimo compleanno di Marx. Un artificio letterario che permette all’autore di far emergere affinità e divergenze tra i due filosofi, entrambi malati, entrambi in cerca di luce, entrambi in cerca di un Mediterraneo che per Nietzsche è vocazione, per Marx solo parentesi.
Il prof. Mauro Minelli, immunologo, ha guidato il confronto con domande puntuali, spesso provocatorie. Si è parlato di salute come metafora esistenziale: Marx devastato da bronchiti e pleuriti, Nietzsche piegato dalle emicranie ma in un momento di creatività esplosiva. Minelli ha chiesto se la fragilità fisica possa aver generato compensazioni filosofiche.
Veneziani ha risposto distinguendo: in Nietzsche sì, in Marx molto meno.
Ogni passaggio è stato accompagnato da applausi di consenso, segno di un pubblico non solo attento ma coinvolto emotivamente.
Veneziani ha raccontato il rapporto dei due filosofi con il Sud: Nietzsche, “pensatore solare”, innamorato della luce, dei miti greci, delle processioni meridionali; Marx, invece, proiettato verso il Nord industriale, dove immaginava la realizzazione del comunismo.
“Nietzsche si sarebbe trovato benissimo nel Salento. Marx avrebbe chiesto subito di andarsene.” Una battuta che ha strappato sorrisi e nuovi applausi.
Nonostante le differenze, Veneziani ha evidenziato sorprendenti punti di contatto:
la matrice romantica,
il mito dell’azione (Faust),
la figura di Prometeo come liberatore.
Due autori che, pur opposti, condividono la tensione verso il cambiamento, la critica al filisteismo, la volontà di trasformare il mondo.
La parte più viva della serata è arrivata dalle domande del pubblico, soprattutto dei giovani, che hanno posto questioni mature e profonde:
il declino del pensiero critico,
la politica ridotta a slogan,
la tecnologia come omologazione,
il ruolo del dubbio nella formazione dell’intelligenza.
Veneziani ha risposto con evidente soddisfazione, spesso sorridendo, talvolta insistendo sulla necessità di ritornare al pensiero critico, alla fatica del sapere, alla differenza come valore.
“A me non spaventa l’avanzata dell’intelligenza artificiale; mi spaventa la ritirata dell’intelligenza umana.” Una frase accolta da un applauso lungo e convinto.
Sollecitato da Minelli, Veneziani ha raccontato il suo esperimento: far recensire il libro a un algoritmo. La prima recensione, “un compitino inaccettabile”; le successive, sorprendentemente efficaci. Da qui la distinzione: non chiamarla intelligenza artificiale, ma “cervellone artificiale”, perché manca di anima, dolore, esperienza, emozione.
La serata si è conclusa con un lungo applauso, quasi un abbraccio collettivo. Veneziani ha ribadito l’importanza del dubbio come metodo, non come fine:
“La scintilla dell’intelligenza nasce dal contrasto tra cose diverse.”
Un messaggio che ha risuonato forte sulla terrazza, tra i volti dei presenti e la luce del tramonto.
L’evento organizzato dal Centro Culturale G.Battista, nel suo trentennale di vita, presidente Ciro Marseglia, è stato possibile anche per il contributo dei partner fissi Anteas Grottaglie, presidente Cosimo Luccarelli, oraquadra.info direttore Lilli D’Amicis, Brandisio il Primitivo dell’Ammiraglio, Nogitech, NM Group, Domenico Caretta Maioliche a cui si sono aggiunti il patrocinio de la Città di Grottaglie, BCC San Marzano, Generali Taranto Anfiteatro, il Soroptimist Club, Reventi ed Edilambiente.
Un ringraziamento speciale al media partner Antenna Sud.

