SANITÀ AL BUIO: LA PAGINA PIÙ GRAVE PER GROTTAGLIE
Grottaglie (Ta) – Una giornata che avrebbe dovuto segnare un passo avanti nella chiarezza sanitaria del territorio si è trasformata invece nell’ennesima dimostrazione di quanto Grottaglie e l’intero Ambito 6 restino ostaggi di un silenzio istituzionale che dura da anni. L’assenza della dirigenza ASL, nella Commissione Sanità del Comune di Grottaglie, ancora una volta, ha lasciato una comunità di 120.000 persone senza risposte sul futuro della Casa di Comunità, dell’Ospedale di Comunità e dell’organizzazione sanitaria estiva, mentre la politica continua a occupare il centro della scena, sostituendosi ai doveri di trasparenza verso i cittadini. In questo clima di incertezza, il Comitato Salviamo l’Ospedale San Marco denuncia una situazione che definisce “la pagina più buia della sanità grottagliese”, mettendo in luce responsabilità, omissioni e rischi di un modello che parla ai partiti ma non al territorio.
Abbiamo sentito Vitaliano Bruno del Comitato Salviamo il San Marco di Grottaglie.(https://www.facebook.com/share/p/19AkTZn16Y/?mibextid=wwXIfr)
Vitaliano, oggi lei ha parlato di “pagina più buia della sanità grottagliese”. Che cosa è accaduto esattamente?
«È accaduto che, ancora una volta, la dirigenza dell’ASL — nella figura della dottoressa Ronzino — ha scelto l’assenza. Un’assenza che non è solo fisica: è un vuoto di responsabilità che dura da dieci anni. Noi, come comitato, abbiamo chiesto decine di volte un confronto tecnico, una spiegazione chiara dell’organizzazione territoriale, un quadro di ciò che sta accadendo. Non è mai arrivato nulla. Oggi, nel momento più delicato, si è ripetuto lo stesso copione.»
Lei parla di un “buio” che ormai è diventato abitudine. Che cosa intende?
«Intendo che la sanità è stata completamente politicizzata. Oggi abbiamo assistito a un dibattito in cui non si parlava di servizi, di cittadini, di emergenze. Si parlava di partiti. “Io sono di questo partito, tu sei dell’altro, tu sei all’opposizione”. E in mezzo, la dirigente ha campo libero: basta mettere d’accordo i partiti per evitare di fare ciò che dovrebbe essere il suo compito principale, cioè dare chiarezza alla popolazione.»
Chiarezza su cosa, nello specifico?
«Su tutto ciò che riguarda il futuro sanitario di 120.000 persone. L’Ambito 6 è completamente al buio: nessuno sa cosa sarà la Casa di Comunità, se sarà un AB o una SPOKE; nessuno sa quando finirà; nessuno sa che fine farà l’Ospedale di Comunità; nessuno sa come ci si dovrà curare quest’estate, con l’emergenza sanitaria e con i Giochi del Mediterraneo alle porte. E intanto i cittadini pagano l’addizionale IRPEF senza sapere che servizi avranno.»
Lei ha sollevato un punto molto delicato: il ruolo del direttore generale Bavaro.
«Sì, perché qui ci sono solo due possibilità: o Bavaro non sapeva nulla dell’assenza della dirigente — ed è gravissimo — oppure lo sapeva e non ha mandato un sostituto. E questo, francamente, non so se sia ancora più grave. In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: Grottaglie non ha avuto una voce istituzionale che spiegasse cosa sta succedendo.»
Eppure, negli ultimi giorni, Bavaro ha ricevuto molte visite politiche…
«Una processione infinita. Selfie, strette di mano, sorrisi. Sempre lo stesso copione. Se questo è il “nuovo corso”, allora siamo messi male. Perché significa che Bavaro parla con i politici, non con il territorio. E se la nuova linea territoriale di De Caro è questa, allora nasce già vecchia: nasce nel tempo che trova.»
Lei sostiene che la Conferenza dei Sindaci non sia sufficiente. Perché?
«Perché serve solo a fare pari e dispari tra loro. Non serve a dare risposte ai cittadini. Le risposte che servono sono altre:
• Perché la Casa di Comunità non è stata terminata?
• Quando pensano di finirla?
• Che modello sarà?
• Qual è il cronoprogramma dell’Ospedale di Comunità?
• Qual è il piano B per l’estate, per l’emergenza sanitaria, per i Giochi del Mediterraneo?
Sono domande semplici, concrete, che riguardano la vita delle persone. E nessuno ha risposto.»
In conclusione, qual è il messaggio che vuole mandare alla comunità?
«Che noi non ci abitueremo al buio. Che continueremo a chiedere chiarezza, trasparenza, responsabilità. Che la sanità non è un tavolo politico: è un diritto. E che Grottaglie merita di sapere dove sta andando, non di essere lasciata a brancolare nel silenzio.»

