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DAL DISINCANTO ALLA TRANSIZIONE: PERCHÉ TARANTO HA ANCORA BISOGNO DI VERITÀ

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Ci sono serate che non servono a celebrare un libro, ma a misurare la distanza tra ciò che una comunità è stata e ciò che è diventata

Grottaglie (Ta) – Il 10 luglio, nella sede dell’azienda IT Euronet, nel cuore della Zona Industriale della Città delle Ceramiche  ha avuto luogo la presentazione di “Storia di Taranto 1980-2000. Dal disincanto alla transizione” si è trattato di un momento di verità.

Una verità che non consola, non addolcisce, non fa sconti.

Carla Sannicola – Giovanni Battafarano

Il volume, curato da Giovanni Battafarano e scritto a più mani, è un atto politico nel senso più alto del termine: un racconto plurale che restituisce alla città la sua storia attraverso le voci di chi, in quegli anni, era al timone della politica, dell’informazione, dell’industria, del sindacato.
Una coralità che oggi appare quasi rivoluzionaria, in un tempo in cui la complessità viene sistematicamente ridotta a slogan, a post, a inaugurazioni di circostanza.

Un libro corale, curato da Giovanni Battafarano e pubblicato da Gianfranco Mandese, che ricostruisce vent’anni decisivi per Taranto e per l’intera area ionica: anni di fratture, di tentativi, di visioni, di ritardi, di intuizioni che ancora oggi parlano al presente.

La sala era gremita: piccoli imprenditori, professionisti, operatori culturali, rappresentanti delle parti sociali, cittadini provenienti da Taranto, Grottaglie e dai comuni limitrofi. Una platea attenta, partecipe, pronta a intervenire nel dibattito finale con domande e riflessioni che hanno mostrato un territorio vivo, desideroso di capire e di capire.

Claudio Signorile – Carla Sannicola

Carla Sannicola, autrice del saggio storico-sociologico che apre il volume, ha moderato l’incontro.

Ha chiarito subito il senso dell’opera: non nostalgia, ma memoria critica.
Un riesame necessario per comprendere la Taranto contemporanea e le sfide ancora aperte per una rinascita che non può più essere rimandata.

Ha ricordato che i relatori presenti — Giovanni Battafarano, Raffaele Bagnardi, Oronzo Fornaro e Claudio Signorile — sono stati coinvolti nella stesura del saggio come opinion leader, testimoni privilegiati degli ultimi due decenni del secolo fordista.
Una scelta precisa: far parlare chi ha vissuto quei passaggi dall’interno, nei ruoli chiave della politica, dell’industria, dell’informazione, del sindacato.

La presentazione in un’azienda di Information Technology non è stata casuale.
Sannicola l’ha definita “emblema della generazione X”, quella che ha sperimentato l’autoimprenditorialità, la programmazione dal basso, le missioni di sviluppo, i patti territoriali.
Una generazione che ha vissuto il passaggio dall’analogico al digitale, dalla fabbrica automatizzata alla globalizzazione.

Giovanni Battafarano, già sindaco di Taranto e parlamentare, ha illustrato i contenuti del volume:

“Abbiamo definito questo libro come il racconto dell’età del disincanto, ma anche della transizione verso una realtà più forte e coesa.”

Anni segnati dalla crisi demografica e industriale, dai costi umani e ambientali, dall’instabilità politica.
Ma anche anni di semi di futuro: la nascita dell’Università con il recupero della Caserma Rossarol, la stagione degli Ori di Taranto, la cultura come fattore di sviluppo economico, la diversificazione produttiva che cominciava a guardare al porto commerciale, al terziario avanzato, alle piccole e medie imprese, all’agricoltura moderna.

Una transizione che — ha sottolineato — non è mai davvero terminata.

Raffaele Bagnardi

Raffaele Bagnardi, già sindaco di Grottaglie e direttore del CISI, ha ricostruito la storia del primo incubatore d’impresa dell’area ionica:

“Fu in assoluto la prima agenzia di sviluppo locale, prima SPI Gruppo IRI.”

Ha preferito parlare di “delusione sociale”:
lo stabilimento siderurgico, ancora avanguardia mondiale negli anni ’80, entra in una spirale di crisi che culmina nella privatizzazione del 1995, momento di rottura del patto sociale con la città.

Ha descritto il declino inerziale aggravato dall’assenza di politiche energetiche lungimiranti e da costi di produzione non più competitivi.
Ha ricordato il protocollo d’intesa del 2001 — firmato da Comune di Taranto, Comune di Grottaglie e Provincia — come primo esempio di pianificazione d’area vasta, aperta alla logistica integrata.

Il suo monito finale è stato netto: superare l’emergenza energetica, affrontare l’obsolescenza tecnologica, abbandonare i “fondi di emergenza” per investimenti strutturali e di lungo periodo.

Carla Sannicola – Giovanni Battafarano – Oronzo Fornaro

Oronzo Fornaro, imprenditore IT, ha analizzato il passaggio dalla politica dei blocchi alla globalizzazione: dallo Stato imprenditore al modello competitivo basato sulla velocità e sulla circolazione di capitali e informazioni.

Ha ricordato le avanguardie locali degli anni ’80 — Data System, IME del gruppo Montedison — e la nascita dei primi provider e portali pubblici nel territorio ionico:

“Noi abbiamo mosso i primi passi nel ’94-’95 portando internet nel territorio.”

Ha ribadito che i problemi storici, soprattutto quello energetico, erano già evidenti allora.
E che oggi la sfida è usare con consapevolezza le risorse del PNRR, insistendo sui giovani e sulla verità dei fatti.

Claudio Signorile

Claudio Signorile, già ministro del Mezzogiorno e dei Trasporti, ha ricordato il primo Piano Nazionale dei Trasporti del 1986 e il “Documento Taranto”, nato proprio a Grottaglie.

Ha offerto una visione lucida delle potenzialità inespresse del territorio ionico: Taranto come piattaforma logistica euromediterranea, punto di riferimento del quadrilatero campano, possibile porta verso la sponda mediterranea meridionale e il sistema africano.

Ha denunciato la mancata comprensione, a livello territoriale, dell’importanza strategica del porto commerciale: investitori rifiutati, infrastrutture sottoutilizzate, risorse ingenti non trasformate in sviluppo.

La sfida futura, ha detto, si giocherà sulla capacità di Taranto di diventare hub energetico.

Il dibattito finale ha mostrato un territorio che non vuole rassegnarsi.
Professionisti, imprenditori, operatori culturali, ritornanti e restanti hanno raccontato difficoltà, ritardi culturali, scollamenti storici tra Taranto e la provincia, la “sindrome dell’exit” che ha svuotato generazioni, la propaganda distruttiva che ha frenato lo sviluppo.

Sono emerse richieste chiare:

ricucire il rapporto tra città e provincia
• superare logiche da feudo e voto di scambio
• dare protagonismo ai giovani e alle donne
• costruire una classe dirigente illuminata
• valorizzare la storia millenaria di Taranto
• uscire dallo stigma siderurgico
• tornare a pensarsi come capitale culturale del Mediterraneo

Nelle conclusioni, Battafarano ha detto:

“Sono convinto che proprio di questo tipo di dibattito ci sia necessità.”

Ha invitato a battere la cultura del disfattismo, a ricucire la realtà territoriale, a chiedere ai giovani un protagonismo maggiore.

Carla Sannicola ha chiuso con una frase che è già un manifesto:

“Manteniamo i piedi nel presente, mettiamo la testa nel passato e impegniamo il cuore nel futuro.”

Il libro si propone come strumento di un dibattito itinerante, capace di risvegliare una nuova coscienza collettiva.

In una serata dedicata alla storia, alla responsabilità, alla visione, l’unico sindaco presente è stato quello di San Giorgio Ionico, Cosimo Fabbiano.

La serata di Grottaglie ha mostrato con chiarezza chi questa responsabilità se la prende.

La transizione non è finita: è ancora in corso.
E Taranto non può più permettersi amministratori che scappano dal pensiero.

Questo libro, e il dibattito che ha generato, sono un invito a guardare la città non come un destino, ma come una responsabilità collettiva.

Questo libro non è nostalgia.
È un atto politico.
È un invito a guardare la città non come un destino, ma come una responsabilità.

 


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Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

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