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Atrani celebra la grande letteratura: Stefania Romito unisce Boccaccio e Montale nella Notte dei Festival

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ATRANI (SA) – Una cornice di straordinaria suggestione, lo Scoglio a Pizzo di Atrani sospeso tra il blu del cielo e il respiro del mare, ha fatto da perfetto scenario alla ventesima edizione di ..incostieraamalfitana.it – Festa del Libro in Mediterraneo. L’appuntamento speciale de “La Notte dei Festival”, svoltosi domenica 12 luglio, ha regalato al pubblico una serata di altissimo profilo intellettuale grazie alla presenza della scrittrice, giornalista e saggista Stefania Romito.

A condurre magistralmente l’incontro è stato Alfonso Bottone, direttore organizzativo del Festival, che con la consueta sensibilità e precisione giornalistica ha guidato il dialogo con l’autrice, valorizzando la profondità delle sue ricerche e la straordinaria attualità dei temi trattati.

 

Un plauso sincero va anche alle splendide incursioni d’arte della serata: gli appassionanti intermezzi musicali curati dal soprano Laura De Vita hanno impreziosito l’evento, emozionando la platea e creando un’armonia perfetta tra la parola scritta e le suggestioni del canto lirico.

Al centro della serata, la presentazione del volume di Stefania Romito Boccaccio. Viaggio nella VI Giornata del Decameron (Passerino Editore) e del Volume collettaneo, curato dalla stessa Romito, Eugenio Montale. Tra il mal di vivere e il mare (Collana Nuovo Rinascimento Milano – Passerino Editore)

Durante il suo applaudito intervento, Romito ha sottolineato con orgoglio il respiro istituzionale dell’evento, parlando del prestigioso gemellaggio culturale con il Festival del Nuovo Rinascimento, manifestazione di rilievo nazionale di cui è responsabile letteraria. Un legame che testimonia la volontà di creare ponti culturali solidi tra il Nord e il Sud Italia nel segno della bellezza e della rinascita artistica. L’autrice ha inoltre illustrato le linee guida del Progetto Scientifico Internazionale “Montale Ossi di Seppia Centenario”, un’iniziativa di immenso valore accademico nata per celebrare la ricorrenza del capolavoro montaliano, approfondendone la ricezione e l’impatto culturale su scala globale.

Il fulcro critico ed emozionale dell’intervista ha riguardato l’originale parallelismo, sviscerato nel saggio dedicato alla Sesta Giornata del Decameron, tra Eugenio Montale e Giovanni Boccaccio. Stefania Romito ha evidenziato i punti di contatto tra i due pilastri della nostra letteratura, apparentemente distanti secoli ma uniti da una profonda sintonia intellettuale.

Dall’analisi dell’autrice è emerso come il “motto leggiadro” e l’arguzia verbale della Sesta Giornata boccacciana agiscano esattamente come il “varco” o la “maglia rotta nella rete” inseguiti dalla poesia montaliana: in entrambi i casi, la parola si fa strumento salvifico, un lampo di consapevolezza e di intelligenza con cui l’essere umano tenta di evadere dal caos, dalle sventure della Fortuna o dal peso opprimente del “mal di vivere”. Entrambi gli autori, inoltre, offrono una ferma risposta laica ed etica ai momenti di crisi storica – la peste nera del 1348 per il certaldese, i drammi e i totalitarismi del Novecento per il premio Nobel genovese –, esaltando ciò che di più nobile e resiliente risiede nello spirito umano.

Una serata indimenticabile che ha confermato la Costiera Amalfitana non solo come luogo di ineguagliabile bellezza paesaggistica, ma anche come autentico crocevia della cultura internazionale capace di far dialogare i classici della nostra tradizione con le sfide del pensiero contemporaneo.

 


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Stefania Romito

Stefania Romito è giornalista pubblicista e scrittrice.

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