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Editoria: Hortus ANIMAE. Volevo solo imparare

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Lo straordinario nell’ordinario quotidiano nel nuovo libro di Giuseppe Selvaggi

Giuseppe Selvaggi, pugliese di nascita e milanese di adozione, pubblica con Editoriale Delfino il suo sesto libro. Il suo modo di procedere nella scrittura condivisa è la conferma che, per capire e amare ancora la propria terra bisogna in qualche modo distanziarsene in termini di spazio, ma anche di tempo.
La sua ultima opera, Hortus Animae alterna prosa e poesia portandoci a essere parte e a tratti solo a sfiorare luoghi, persone, storie in quel viaggio che chiamiamo vita. Pagine guidate da un’attitudine filosofica che restituiscono al lettore riflessioni formulate con un linguaggio accessibile ed evocativo per andare oltre l’inverno dello spirito.

Nel sottotitolo “Volevo solo imparare” c’è il seme della curiosità coltivata dell’autore   convinto che occorra trovare parole nuove per raccontare e non raccontarsi, poi il tempo farà da eco e le storie torneranno a essere ripetute con parole diverse perché non se ne perda traccia. Questo saggio è un viaggio a volte viscerale, a tratti ironico, attraverso la vita con inciampi, passaggi e un caleidoscopio di persone e sentimenti.

Salire su un treno con chi crediamo sarà nostro compagno di viaggio per tutta la durata del percorso, accorgersi poi che alcuni restano a lungo, altri scendono quasi subito senza neanche proferire una sola parola e ciò malgrado il treno prosegue la sua corsa. Ripercorrere a ritroso la vita, gli amori, gli anni della prima giovinezza e poi come per le impronte sulla sabbia basta un colpo di vento. Esplorare temi come la memoria, il tempo e l’ambiguità del passato. La nostra percezione della vita è spesso una costruzione soggettiva e talvolta ingannevole. Non è mai buona cosa riflettere sulla natura della verità e su come il tempo possa distorcere e riscrivere le nostre storie personali.

Le parole restano parole, per Selvaggi il loro significato autentico e le ragioni di chi le scrive possono avere più interpretazioni, crede possano essere comprese da chi legge senza fretta e ravviva con un sorriso i colori delle stagioni della vita. Guardando il tabellone degli arrivi e delle partenze ti ritrovi in attesa in una stazione secondaria dove non parte e non arriva nessun treno, almeno nell’immediato. Non hai poi tanta fretta né di partire né di arrivare. A una certa ora del giorno più che scrivere sarebbe meglio una gazzosa, è questo che con autoironia sostiene l’autore. Un racconto, in riva al mare o sotto un pergolato. Gli interlocutori anche solo pensati, le parole si allineano in un ordine di immagini attinte da scene di vita quotidiana.

Illuminare una realtà variabile, pensieri non diversi da chiunque altro. Vita, o il suo plurale, un mosaico fatto di piccoli tasselli, incontri e conversazioni, le parole come granelli di sabbia che girando la clessidra, pur lentamente tornano scivolando a segnare il tempo. Ogni capitolo può essere letto autonomamente, quasi fosse una sosta durante un cammino.

È un libro che non pretende di insegnare, ma invita a interrogarsi ed è forse proprio per questo riesce ad accompagnare il lettore che finisce per sentirsene parte.

 

 

HORTUS ANIMAE   Volevo solo imparare  A

Editore: Editoriale Delfino srl 

 Collana: L’Onda   

Anno edizione: 2026 (luglio)

Pagine: 142 p., ill.   

prezzo di copertina Euro 19,00


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Redazione Oraquadra

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