SANITÀ PUGLIESE, IL J’ACCUSE DI PAOLO PAGLIARO: VENT’ANNI DI FALLIMENTI, UN BUCO DA 369 MILIONI E LA STANGATA SUI CITTADINI
L’intervento del capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, nel Consiglio monotematico sulla sanità, è stato un atto d’accusa frontale, senza reticenze, senza attenuanti. Una requisitoria politica che ha attraversato vent’anni di gestione sanitaria pugliese, dal Piano di Rientro mai davvero rispettato al disavanzo record del 2025, fino alla stangata fiscale che – secondo Pagliaro – ricadrà direttamente sulle tasche dei cittadini. Un intervento che non si limita alla denuncia: pretende verità, numeri, responsabilità. E soprattutto pretende che la sanità torni a essere un servizio, non un terreno di propaganda.
IL PUNTO DI PARTENZA: UN BUCO DA 369 MILIONI E L’ADDIZIONALE IRPEF CHE AUMENTAPagliaro apre il suo intervento con un dato che definisce “il fallimento certificato” della sanità pugliese: 369,4 milioni di euro di disavanzo nel 2025, a fronte di coperture regionali pari a soli 520mila euro. Una voragine che – secondo il consigliere – non può essere imputata al Governo nazionale, come sostiene la maggioranza, perché il Fondo Sanitario Nazionale è cresciuto di 17 miliardi dal 2022 ad oggi, portando alla Puglia circa 850 milioni in più ogni anno.
La conseguenza, dice Pagliaro, è chiara: “Il buco lo pagheranno i cittadini”, con l’aumento dell’addizionale IRPEF che definisce “la tredicesima che il Presidente Decaro intascherà dai pugliesi”. Una scelta politica, non obbligata, perché altre Regioni in Piano di Rientro – come Calabria, Molise e Sicilia – pur avendo deficit importanti, non hanno aumentato le tasse.
LA CAMPAGNA ELETTORALE E LE BUGIE SUI CONTI
Pagliaro accusa apertamente l’ex presidente Emiliano e l’attuale presidente Decaro di aver raccontato ai cittadini una sanità “in ordine” durante la campagna elettorale, mentre i conti erano già in caduta libera. Ricorda le dichiarazioni del 2020 e del 2025, quando Emiliano annunciò l’uscita dal Piano di Rientro – “non era vero” – e quando Decaro, chiudendo la campagna, disse di sapere “dove andare a prendere le risorse”.
“Lo abbiamo visto: nelle tasche dei pugliesi”, afferma Pagliaro.
SANITASERVICE, ASSUNZIONI E INAUGURAZIONI SENZA COLLAUDO
Il consigliere punta il dito contro le assunzioni del 2025:
- 20-40 milioni per Sanitaservice
- 120 milioni per le ASL
Ma chiede: “Quanti medici, quanti infermieri, quanti OSS sono stati assunti nei reparti?”. E denuncia inaugurazioni “elettorali” di strutture non operative: sei mega sale operatorie ai Riuniti di Foggia ancora senza collaudo, l’ospedale Monopoli-Fasano inaugurato nel 2025 ma attivo solo da pochi giorni.
LEA: PROMOSSI SULLA CARTA, BOCCIATI NELLA REALTÀ
Pagliaro smonta la narrazione della Regione sui LEA: “La Puglia risulta formalmente in regola, ma la verifica annuale del Piano di Rientro è negativa”. Il Tavolo tecnico nazionale, infatti, riconosce la garanzia dei LEA solo “sulla carta”, mentre segnala criticità strutturali, finanziarie e organizzative.
LISTE D’ATTESA: LA PUGLIA DEI RINVIATI AL 2030
Il capitolo più duro è quello sulle liste d’attesa. Pagliaro cita casi concreti, raccolti dai cittadini:
- TAC a Foggia: 1 anno in SSN, 2 giorni a pagamento
- Colonscopia a Lecce: 2030
- Risonanza per paziente oncologica: 2028
- TAC coronarica: 2029
- Prima visita pneumologica: 9 mesi in SSN, 3 giorni a pagamento
“Un sistema sanitario a due velocità: rapido per chi paga, lento per chi aspetta”, dice Pagliaro. E accusa la Regione di aver definito “inappropriate” il 34% delle prescrizioni, mettendo in discussione la prevenzione stessa.
TAGLI ALLA POLITICA? PAGLIARO: “SE CI SONO REATI, SI VA IN PROCURA”
Il consigliere critica la “linea dura” annunciata da Decaro su carte di credito, auto blu e rimborsi. “Se ci sono stati abusi, non si va su Facebook: si va in Procura e alla Corte dei Conti”. E definisce i 35 milioni di tagli annunciati “propaganda”.
DIRETTORI GENERALI, PREMIALITÀ E PRESTAZIONI AGGIUNTIVE
Pagliaro denuncia il “rimescolamento degli stessi manager” e le premialità erogate nonostante i conti in rosso. Sulle prestazioni aggiuntive – costate 18 milioni nel 2025 – chiede di conoscere la reale produzione: “Si pagano ad ora, non per prestazioni. Sono davvero utili?”.
Ricorda che nel 2022 l’ex assessore Palese ottenne più prestazioni con meno spesa grazie agli accordi con i privati accreditati.
MOBILITÀ PASSIVA: 300 MILIONI DI FUGA DALLA PUGLIA
Il disavanzo tra mobilità attiva e passiva è di 300 milioni. Il 78% riguarda prestazioni di complessità medio-bassa: “Non si fugge solo per interventi specialistici, ma per prestazioni ordinarie che la Puglia dovrebbe garantire”.
Pagliaro denuncia che gli Accordi di Confine, obbligatori per accedere ai fondi integrativi, non sono stati stipulati entro il 30 aprile come previsto dalla Delibera 325/2026.
PROGRAMMAZIONE FALLIMENTARE E EMERGENZA 118
Il consigliere parla di “programmazione inesistente” e di personale ridotto all’osso. Critica l’accordo integrativo sul 118: 24 milioni per pagare fino a 50 euro l’ora, ma con turni che rischiano di violare le norme sulla sicurezza e sul riposo.
SPRECHI: DALL’OSPEDALE IN FIERA ALLE PROTESI D’ORO
Pagliaro elenca sprechi storici:
- dispositivi medici oltre i tetti
- protesi d’oro
- ospedale Covid in Fiera (28 milioni + affitti)
- fabbrica delle mascherine chiusa dopo un anno
- macchinari incellophanati
- ospedale del Sud Salento ancora sulla carta dopo 15 anni
PRONTO SOCCORSO AL COLLASSO E TERRITORIO SMANTELLATO
Il sovraffollamento dei PS è, per Pagliaro, “l’imbuto di un sistema che non funziona”: mancano medici, infermieri, servizi territoriali. Gli ex ospedali riconvertiti in PTA funzionano “a mezzo servizio o chiudono quando lo specialista va in pensione”.
CASE E OSPEDALI DI COMUNITÀ: “MISSIONE COMPIUTA? NON È VERO”
Pagliaro contesta l’annuncio dell’assessore Pentassuglia: “Dice che sono pronte 83 strutture, ma noi non ne abbiamo trovata una operativa”. E ricorda che la Puglia è quartultima per pagamenti PNRR, ferma al 35%.
DIALISI, ADI, RSA, CASE PER LA VITA: UNA REGIONE CHE NON REGGE
Il consigliere affronta gli ultimi capitoli:
- contenzioso dialisi da 10-15 milioni
- ADI “gonfiata” per ottenere premialità
- RSA insufficienti: solo 8mila posti per 3,9 milioni di abitanti
- Case per la Vita in attesa di chiarimenti sul nuovo regolamento
CONCLUSIONE: “VOGLIAMO LA VERITÀ”
Pagliaro chiude chiedendo trasparenza, dati reali, numeri verificabili. E soprattutto un cambio di rotta: “La salute è un diritto, la cura è un rispetto. La Puglia non può più permettersi una sanità che inganna i cittadini”.

