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FESTA DEL GRANO 2026 – LA RACCOLTA CHE SI RACCONTA A SAN GIORGIO J. TRADIZIONE, MEMORIA E NUOVE MERAVIGLIE ALLA MASSERIA FEUDO

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San Giorgio jonico (Ta) – La terza edizione della Festa del Grano alla Masseria Feudo ha restituito alla comunità sangiorgese un rito che non è semplice rievocazione, ma memoria viva. Organizzata in collaborazione con l’Associazione Isonomia e Masseria Feudo, con il patrocinio del GAL Magna Grecia e il media partner Oraquadra.info, la festa ha coinvolto un vasto tessuto associativo del territorio: Pro Loco San Giorgio, ANSPI, ARCI, Team Inclusion APS, Diversamente Giovani APS, ANSI, Belle’, Gruppo Volontari Comunali. Una rete che ha trasformato l’evento in un vero laboratorio di comunità. L’evento, come già nelle passate edizioni, è stato condotto dalla bravissima Angela Roberti, consigliera comunale di San Giorgio Jonico.

Angela Roberti

Quest’anno, accanto alla tradizione, la festa ha compiuto un passo avanti: due novità – la Ballata dei Cavalli di Angelo Macripò e la presenza dei maestri cestai di Toritto – hanno arricchito la narrazione, intrecciando memoria, arte e spettacolo.

La cornice è quella dell’antica Masseria Feudo, fondata nel 1730, con la sua abitazione padronale neoclassica, le scuderie, la rimessa delle carrozze e il grande cortile quadrangolare in pietra calcarea. Un luogo che conserva tracce di una necropoli del IV-III secolo a.C. e che, ancora oggi, restituisce la sensazione di un tempo sospeso.

Il padrone di casa, Teodoro Ripa, ha aperto la serata nel segno della memoria e della gratitudine. Ha riportato il pubblico alle sue esperienze giovanili, quando la terra si lavorava “a mano”, con i buoi che trainavano gli aratri di legno e poi di ferro. In un momento di intensa suggestione, ha evocato i versi dannunziani dedicati alle seminagioni, ricordando la dignità dei gesti contadini e quella “maestà sacerdotale” che accompagna chi affida alla terra il proprio futuro. Le sue parole hanno dato alla festa un tono quasi liturgico, un richiamo alla sacralità del lavoro agricolo.

Cosimo Fabbiano – Teodoro Ripa – Marta Sibilla – Ciro Maranò

La festa è iniziata con la dimostrazione di mietitura all’antica: i contadini, chiamati a raccolta, hanno mostrato la falciatura manuale del grano. Subito dopo, i bambini hanno raccolto i fascetti posati lungo la stradina e li hanno caricati sul carro, ricreando una scena che appartiene alla memoria collettiva del territorio.

La prima grande novità dell’edizione 2026 è stata la Ballata dei Cavalli. Angelo Macripò ha portato nel cortile una performance che ha unito eleganza, forza e tradizione. I cavalli, guidati con maestria, hanno trasformato la mietitura in una scena teatrale: un passaggio simbolico dalla fatica alla festa, dal lavoro alla celebrazione. Un momento che ha incantato il pubblico e che ha segnato un salto qualitativo nella narrazione dell’evento.

Mentre l’Accademia Professionale del Gusto si esibiva con la pizza acrobatica, fuori dalla corte i volontari ANSPI e Team Inclusion coinvolgevano i bambini nella decorazione delle rotoballe. Poi, tutti insieme dietro al carro trainato dal cavallo e dall’asinello, il corteo ha raggiunto l’arco della masseria, accompagnato dal Trio Motolese–Barletta–Trani e dai tamburelli dei bambini.

Nel cortile, la festa è diventata un villaggio del sapere: – il panificio Bakery con il laboratorio del pane; – le signore di Diversamente Giovani con orecchiette e gnocchi; – l’Accademia del Gusto con la pizza; – i volontari che spiegavano, coinvolgevano, raccontavano

Ed è qui che la seconda novità ha brillato: i maestri cestai di Toritto, ospiti speciali dell’edizione. La loro arte, fatta di gesti antichi e materiali autentici, ha trasformato il laboratorio di intreccio in un vero atelier della tradizione pugliese. La cesta – simbolo della raccolta – è diventata racconto, memoria, identità.

La Pizzica degli Areté

L’Associazione Areté ha curato due momenti culturali: la lettura di brani tratti da “Giorni vissuti come se fossero anni” di Aliata Liborio Guccione, e l’esecuzione del brano “Diamante” di Zucchero (testo di De Gregori). Poi, la pizzica: Stefania Frisa e Rebecca Peluso hanno trascinato il pubblico in una danza collettiva che ha chiuso la parte artistica della serata.

Stand dei maestri cestai di Toritto

La degustazione finale ha celebrato i panifici sangiorgesi: Bakery Fumarola, Ideal Pane, Il Golosone, San Giorgio, San Giuseppe. Pane, focacce, prodotti da forno, accompagnati dai vini delle aziende Giustini e Fabiana, distribuiti dai volontari della Pro Loco.

L’Assessora Marta Sibilla ha sottolineato l’attesa che ogni anno circonda la Festa del Grano, raccontando come i cittadini le chiedessero per strada quando sarebbe tornata questa celebrazione così sentita. Ha ringraziato le tante realtà coinvolte, le associazioni, i volontari, i panifici, i visitatori giunti anche da fuori provincia, ribadendo che la promozione del territorio passa dalle persone che lo vivono e lo animano.
Le signore di Diversamente Giovani con orecchiette e gnocchi

Il Sindaco Cosimo Fabbiano ha richiamato il valore comunitario dell’evento, salutando i cittadini sangiorgesi e gli ospiti provenienti da altre città, riconoscendo nella Festa del Grano un momento di identità condivisa, capace di unire tradizione, cultura e partecipazione.

A chiudere, il saluto del Direttore del GAL Magna Grecia, Ciro Maranò, presente in rappresentanza del Presidente Luca Lazzaro.

La Festa del Grano 2026 non è stata solo la conferma di un evento identitario: è stata un passo avanti. La Ballata dei Cavalli e i maestri cestai di Toritto hanno aggiunto profondità, bellezza, autenticità. Hanno trasformato la rievocazione in esperienza, la tradizione in racconto vivo.

Una festa che non si limita a ricordare: racconta, coinvolge, costruisce comunità.

Ingresso Masseria Feudo San Giorgio jonico (Ta)
Una delle bellissime sale della Masseria Feudo
Il suggestivo cortile /porticato della Masseria Feudo di San Giorgio jonico (Ta)

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Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

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