GIOCHI DEL MEDITERRANEO TARANTO 2026: a un mese dall’inizio la città si prepara…
Taranto – Mancano 30 giorni e Taranto si sta vestendo a festa. A un mese dai Giochi del Mediterraneo 2026 è stato svelato il cuore dell’evento: la cerimonia di apertura e chiusura, ma soprattutto il senso che questa edizione vuole avere per la città.
La presentazione si è tenuta martedì 21 mattina e ha messo insieme numeri, artisti e un obiettivo chiaro: trasformare 15 giorni di sport in un’eredità.
Il punto di partenza è l’Erasmo Iacovone. Massimo Ferrarese, presidente del Comitato Organizzatore, ha rassicurato: gli impianti sportivi sono ormai prossimi al completamento e i ritardi dovuti al maltempo invernale sono stati recuperati. La consegna dello stadio è attesa nei prossimi giorni.
Sarà proprio lo Iacovone a ospitare il 21 agosto la cerimonia inaugurale. Un palco enorme verrà montato sul terreno di gioco per raccontare Taranto al mondo. Subito dopo però andrà smontato, e questo potrebbe impedire di giocare le prime partite della stagione calcistica allo Iacovone. Una scelta che racconta le priorità: prima la città, poi il campionato.
Ferrarese ha voluto sottolineare anche il lavoro di rete: collaborazione tra i comuni coinvolti, sostegno degli sponsor e una partnership importante con Nike che vestirà i 3.000 volontari. Della copertura televisiva si occuperà la Rai, garanzia di visibilità nazionale e internazionale.
Il direttore generale Carlo Molfetta ha fatto i conti. E sono grandi.
3.300 atleti già iscritti, destinati a salire a circa 4.000. L’Italia ne porterà almeno 416, ma il numero crescerà. In totale saranno 33 discipline sportive, 282 cerimonie di premiazione, 286 eventi medal e circa 2.500 medaglie da assegnare.
Dietro ci sono 3.000 volontari in divisa Nike, un esercito civile che per settimane sarà il volto dell’accoglienza. E poi musica, arte, moda e cultura: i Giochi non saranno solo gare, ma un cartellone diffuso per tenere la città viva giorno e notte.
È stata presentata anche Ionios, la mascotte ufficiale. Il nome richiama lo Ionio, il mare che è identità di Taranto e che sarà protagonista assoluto della narrazione.
A svelare il lato spettacolo ci hanno pensato il direttore artistico Angelo Bonello e Francesco Paolo Conticello. La cerimonia di apertura racconterà Taranto partendo dal mare, passando per la sua storia millenaria e arrivando a uno sguardo dritto sul futuro.
Sul palco dell’Iacovone saliranno nomi che parlano a generazioni diverse: Al Bano, Mietta, Serena Brancale, Rockin’1000 con il loro muro di chitarre, e l’ Orchestra Magna Grecia. Un mix di pop, rock e sinfonico pensato per dire che Taranto è tante cose insieme.
Gli organizzatori hanno promesso altre sorprese. Quelle vere le vedremo solo il 21 agosto, giorno dell’inaugurazione.
Il sindaco Piero Bitetti ha ringraziato Ferrarese e tutto il comitato, ma ha spostato l’attenzione sul “dopo”. I Giochi, ha detto, lasceranno a Taranto un’eredità concreta. Il simbolo è il nuovo parco urbano, definito un “gioiello” che resterà alla comunità anche quando le tribune saranno smontate e gli atleti saranno tornati a casa.
È questa la scommessa più alta: usare l’evento per rigenerare spazi, impianti e immagine. Dopo anni difficili, Taranto ha l’occasione di raccontarsi non solo per le sue criticità, ma per la capacità di ospitare 4.000 atleti da tutto il Mediterraneo e farli sentire a casa.
Dal 21 agosto allo Iacovone partirà lo spettacolo. Tra luci, musica e sport, Taranto 2026 vuole dimostrare che il Mediterraneo non è solo un mare che divide. È un mare che unisce.

