Dietro le quinte de IL FALCO SUI CALANCHI – cosa significa “curare” una mostra
Grottaglie (Ta) – In occasione di queta nuova fatica artistica dell’artista grottagliese Pino Lacava, “IL FALCO SUI CALANCHI/ UN VOLO TRA IMMAGII E PAROLE/OMAGGIO AD ALESSANDRO QUASIMODO”, ho deciso di scendere un momento nel dettaglio e dietro le quinte, perché spesso in eventi di un certo respiro il grande pubblico vede il risultato finale, ma non il processo. Oggi ci occupiamo di accendere un riflettore sul lavoro di programmazione e realizzazione, e per farlo ho rivolto alcune domande alla dottoressa Sabrina Del Piano, archeologa specialista e operatrice culturale, in questa occasione curatrice della mostra.
Come nasce l’idea di una mostra d’arte?
L’idea nasce da un atto di volontà, dal desiderio di rendere condiviso il lavoro dell’artista, quello quotidiano, silenzioso, chiuso nelle mura della sua bottega, del suo atelier, che altro non è la realizzazione materiale del suo bisogno spirituale di capirsi e comunicare al mondo. Il primo passo è un dialogo con l’Artista. Ascolto le sue necessità comunicative, cerco di interpretare la sua visione, e comincio a metterla in pratica.
Come si fa in parole povere?
Intanto curatori non si nasce, ma si diventa. Studiando e facendo pratica di campo, molta pratica. Si può avere l’attitudine, ma serve acquisire anche degli strumenti specifici che permettono poi di ottenere un risultato soddisfacente, di livello, conforme alle aspettative dell’Artista, esteticamente e comunicativamente valido. Personalmente mi ritengo fortunata perché sin da piccola mio padre [l’artista visivo Vittorio Del Piano, già docente Accademia Belle Arti di Bari., operatore culturale e fondatore della cooperativa culturale PuntoZero. n.d.r.] mi portava con sé ovunque organizzasse mostre, installazioni, eventi, e questa pe me è stata una scuola naturale. Ero a contatto con artisti e tecnici, assorbivo ogni cosa. E’ stata una palestra, per me era un gioco. Forse era davvero un gioco…

Poi la tua formazione accademica?
Di formazione sono un’umanista, sono un Dottore di ricerca, una geoarcheologa. In seguito ho sentito il bisogno di completare la mia formazione, per cui nel 2019 ho conseguito 3 master di II livello in Tutela dei Beni Culturali e Librari; Allestimento museale e Tecnologie digitali applicate ai BBCC a Matera, presso ArteData. È stata una bellissima esperienza, ho scoperto di saper già fare tante cose, quindi questi master sono stati in parte una conferma, in parte un completamento delle mie abilità.

Scendiamo nel dettaglio. Ideatore, curatore, allestitore, foto e media, progettazione grafica, ufficio stampa….
Ecco, sono figure professionali distinte che si integrano in genere per la realizzazione di un evento artistico, tuttavia quasi sempre mi sono trovata a ricoprirle tutte [Sabrina ride.] Per me è naturale pensare una mostra, cominciare a prendere i contatti con gli Enti, la struttura che ospiterà la mostra, curare la comunicazione scrivendo comunicati stampa, producendo materiale audio/video a corredo della documentazione della mostra stessa, organizzare fin nei minimi dettagli inaugurazione, finissage, presentazione in loco dell’evento… Può sembrare molto complesso, in effetti lo è, ma a me viene benissimo. So cosa fare, come farlo, e lo faccio. Mi sento perfettamente a mio agio quando mi muovo e lavoro in questo modo. Mi piacerebbe collaborare con altre figure, ma fin ad ora non è accaduto. In ogni caso, sono sempre pronta e aperta a collaborazioni. Lavorare in equipe mi piace molto, mi deriva dalla formazione universitaria di archeologa. Quando si scava si impara a coordinarsi anche in molti. Lavorare in gruppo è bello, l’importante poi è che a ognuno vengano riconosciuti i giusti meriti, proprio per un discorso di onestà intellettuale, in questo campo come in tutti i campi della vita.

Sono curiosa. Ci puoi raccontare qualcosa di questa mostra che si inaugura domani?
Come sempre è un lavoro che richiede molta concentrazione. Nulla è lasciato al caso. Sono partita dalle opere di Pino Lacava. L’allestimento aveva un problema fondamentale: niente disponibilità di spazi chiusi. E dove li metto 36 pezzi 33×48 cm? Ricordando le indicazioni di Pierre Restany, uno dei massimi critici d’arte del ‘900 che ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere, secondo cui l’arte nel futuro sarà “arte per tutti”, e lo scriveva negli Anni Sessanta, ho interpretato il paesaggio urbano del borgo di Montegiordano come una galleria a cielo aperto. In questo sono anche aiutata dalla mia formazione accademica, con il dottorato sono diventata un’analista di paesaggi. Per me guardare un panorama significa analizzare informazioni, fare connessioni, ripercorrere le fasi della sua storia geologica e umana, botanica, zoologica, archeologica. In quest’ottica, le vie, i balconi, le piazze, tutto diventa potenziale spazio espositivo. Il problema successivo: il rispetto dei luoghi. Come installare le opere senza piantare un solo chiodo? Intanto abbiamo scelto con Pino il forex, un materiale polimerico che è impermeabile, flessibile e resistente, e stampato restituisce colori vividi e brillanti. Perfetto. Ho scelto di fissarlo ai supporti urbani con delle cravattine da elettricista, le cosiddette fascette. L’impatto visivo dei supporti di ancoraggio deve essere minimo, solo l’opera si deve vedere, deve catturare lo sguardo, suscitare e trasmettere emozioni, stimolare pensieri, domande, suggestioni.

Le foto parlano, anche qui hai fatto da sola:
Si, perché il momento dell’installazione non è solo meccanico. Non si tratta semplicemente di fissare le opere qua e là. È il momento delicatissimo dell’interpretazione dello spazio, della fusione tra opera e paesaggio. Ho bisogno di tanta concentrazione, è un vero e proprio atto creativo. Per questa mostra ho lavorato ininterrottamente dalle 16.30 alle 20.30 di un pomeriggio di qualche giorno fa. Non sentivo la fatica, il caldo, la sete. Niente. Dopo però ho avuto bisogno di riposarmi [Sabrina sorride ironica e divertita]. Per tutta questa libertà di movimento devo davvero ringraziare il Sindaco di Montegiordano, Rocco Introcaso, che mi ha dato piena fiducia, memore dell’esperienza positivissima dell’anno scorso. Mi ha lasciata libera di installare dove volevo e come volevo. Lo ringrazio di cuore perché è una persona sensibilissima, ha la capacità di guardare lontano proprio come il nostro Falco, emblema della mostra. Con persone così si lavora magnificamente.

Quali sono i prossimi step?
Ho già scritto e diffuso il primo comunicato stampa, i manifesti e le locandine sono stati già progettati almeno due settimane fa; per la stampa mi ha dato una mano Pino che ha seguito da vicino la stampa in tipografia e la distribuzione delle locandine. Ora sto organizzando il service. Domani sulla gradinata di Piazza Tarsia alle 12 taglieremo il nastro inaugurale, ci serve un sistema di amplificazione del suono, un microfono… sto provvedendo. Poi partiranno altri comunicati stampa. Colgo l’occasione per ringraziarti di cuore, cara Direttrice, che ci dai questo spazio su Oraquadra. Il tuo giornale è una realtà rara e preziosa, continua a preservarla. E’ uno strumento potentissimo che molti sottovalutano, invece è una risorsa incredibile. Grazie davvero.
Grazie a te, Sabrina, per veicolare sul nostro giornale contenuti di rilievo. Si sa che la cultura e l’arte non sono apprezzati da tutti, eppure sono fondamentali per lo sviluppo coscienziale della società. Mi piacerebbe che questo concetto entrasse di più nella testa delle persone. Intanto vi faccio i migliori auguri per questa iniziativa, sarà un successo, e invito i nostri lettori a continuare a seguirci.
Grazie a te Direttrice, e a tutta Oraquadra. A presto.
Con il patrocino del Comune di Montegiordano, il 23 luglio ore 12 vernissage in Piazza Tarsia della mostra “IL FALCO SUI CALANCHI/ UN VOLO TRA IMMAGII E PAROLE/OMAGGIO AD ALESSANDRO QUASIMODO” opere dell’artista Pino Lacava tratte dalla cartella “La poesia, il verso, la parola si fa immagine/ Celebrazione del 120° anniversario della nascita di Salvatore Quasimodo, Modica, 18 agosto 2021”, ispirata alle liriche del Nobel Salvatore Quasimodo, per ricordare l’amico Alessandro Quasimodo a un anno dalla sua scomparsa. Allestimento e cura della mostra di Sabrina Del Piano, fino al 21 agosto 2026. Accesso gratuito. Evento in concomitanza con la XVIII edizione del Concorso internazionale di poesia inedita “IL FEDERICIANO”- Poesie e Testi di canzoni, ideato e realizzato dal poeta e critico letterario Giuseppe Aletti.


