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APERTAMENTE di Lilli D’Amicis – TARANTO HA BISOGNO DI VERITÀ, NON DI RICORDI

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Una risposta all’editoriale di Gianpaolo Cassese: pur non avendo condiviso molte scelte della sua stagione parlamentare, riconosco che oggi coglie il punto essenziale. Taranto non può essere giudicata con gli occhi del passato. Serve una narrazione fondata sui dati attuali, sulla complessità e sulla responsabilità verso una comunità che ha già pagato abbastanza

Ho letto attentamente e fino in fondo, come da lui consigliato, l’editoriale del già on. Gianpaolo Cassese sulla decisione della Corte d’Appello di Milano e, pur non avendo condiviso in passato molte scelte del suo percorso parlamentare – spesso, a mio avviso,

Articolo  della Gazzetta del Mezzogiorno 

segnato da un certo opportunismo politico – riconosco che questa volta il bersaglio lo centra.

Cassese dice una cosa che da anni dovrebbe essere la base di qualsiasi discussione sull’ex Ilva: Taranto non è più la città del 2012. Continuare a raccontarla come se nulla fosse cambiato non è solo scorretto, è dannoso. E lo è soprattutto oggi, mentre la Città si prepara a mostrarsi al mondo con i Giochi del Mediterraneo.

Non serve essere d’accordo con Cassese su tutto per riconoscere che la sua analisi è fondata. Gli interventi di ambientalizzazione, la copertura dei parchi minerali, il confinamento delle sorgenti emissive, il monitoraggio continuo: sono fatti, non opinioni. E chi vive a Taranto lo vede ogni giorno. La nube scura che per anni ha definito lo skyline non è più la normalità. Questo non cancella le ferite, non assolve nessuno, non riscrive la storia. Ma descrive la realtà del 2026, che è l’unica da cui si può partire per decidere responsabilmente.

Cassese ricorda anche un punto che nel dibattito pubblico viene sistematicamente ignorato: la salute non è solo qualità dell’aria. È anche lavoro, reddito, stabilità sociale, accesso alle cure. Una comunità impoverita si ammala di più. Una comunità che perde migliaia di posti di lavoro non diventa automaticamente più sana.

Questa complessità non piace a chi vive di slogan, ma è l’unica onestà possibile verso Taranto.

Commissari ex Ilva: Francesco Ardito, Antonio Lupo, e Alessandro Danovi

Non dimentico che proprio durante la stagione parlamentare di Cassese è stato nominato commissario per l’Ilva l’avv. Antonio Lupo: una scelta che si inserisce in quel quadro politico che ho spesso giudicato troppo attento agli equilibri di palazzo e troppo poco disposto a esporsi davvero. Proprio per questo, il fatto che oggi Cassese rivendichi la necessità di guardare Taranto per quella che è, e non per quella che conviene raccontare, ha un peso particolare. È come se, almeno in questa pagina, facesse i conti con quella responsabilità.

Sono d’accordo con lui su un punto decisivo: Taranto non può essere giudicata con gli occhi di quindici anni fa. Continuare a usare immagini del passato come chiave unica di lettura del presente significa condannare la città a restare ostaggio della propria storia, anche quando alcuni cambiamenti—faticosi, imperfetti, incompleti—sono avvenuti davvero.

Non si tratta di assolvere l’industria, né di minimizzare le sofferenze. Si tratta di pretendere che le decisioni che riguardano salute, lavoro e futuro di migliaia di persone siano prese sulla base di dati aggiornati, evidenze scientifiche e responsabilità istituzionale, non sulla forza di una narrazione cristallizzata.

Su questo, l’editoriale di Cassese fa centro. E proprio perché viene da chi ha avuto un ruolo diretto nella stagione dei commissari, mi aspetto che questo richiamo alla complessità non resti solo una pagina ben scritta, ma diventi un impegno pubblico: a dire tutta la verità, anche quando è scomoda, e a riconoscere che Taranto ha già pagato abbastanza per gli errori di chi l’ha governata e raccontata.

Taranto Ora ha diritto a essere giudicata per ciò che è oggi.


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Redazione Oraquadra

Oraquadra è una testata giornalistica on-line, fondata dalla giornalista Lilli D'Amicis (Arcangela Chimenti D'Amicis), con autorizzazione n.808 del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.Oraquadra.info è ospitato sui server di VHosting.itForo competente: TarantoEditore: Arcangela Chimenti D'AmicisDirettore: Arcangela Chimenti D'Amicis alias Lilli D'AmicisLegal Advisor: avv. Michela TomboliniFVproductions (Mario Perrone)Redazione: oraquadraredazione@libero.itWhatsApp 3348331312

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