LA MAGGIORANZA SI SBRICIOLA: A GROTTAGLIE IL SINDACO D’ALÒ PERDE I SUOI UOMINI, IL PALAZZO NON SCRICCHIOLA, TREMA
Grottaglie (Ta) – Il Consiglio comunale di oggi non è stato un semplice passaggio amministrativo: è stato un atto di verità politica, di quelli che nessuno nella maggioranza avrebbe voluto vedere nero su bianco. Perché quando tre consiglieri dello stesso movimento, Sud in Movimento — Annicchiarico, Lacava e Marchese, storicamente molto vicini al sindaco D’Alò — decidono di sfilarsi, prima con un’astensione e poi con un voto contrario, non siamo più nel campo dei segnali: siamo nel pieno della crisi politica.
Sul PEF, la prima crepa: l’astensione di Marchese, affiancata da quelle di Annicchiarico e Lacava. Un gesto che ha fatto sobbalzare più di qualcuno, perché se Alessandra Lacava e Giovanni Annicchiarico erano già da tempo distanti dal Sindaco, Marchese no! Marchese era considerato un fedelissimo, un uomo di equilibrio, uno che non si muove senza una ragione precisa. E quando un fedelissimo si ferma, significa che qualcosa si è rotto.
La frattura è diventata plateale con le tariffe Tari: voto contrario, dichiarazione di voto, intervento successivo a ribadire il dissenso. Non un malumore, non un capriccio politico: una presa di distanza
Il Consiglio comunale di oggi ha consegnato a Grottaglie una fotografia nitida, forse impietosa, sicuramente impossibile da ignorare: la maggioranza non è più la maggioranza che il sindaco D’Alò pensava di guidare. E non perché manchino i numeri — quelli, almeno per ora, ci sono — ma perché è venuta meno la compattezza politica, quella che tiene insieme una coalizione quando le scelte diventano pesanti e il futuro si avvicina troppo in fretta.
Il passaggio sul PEF è stato il primo segnale, il primo scricchiolio avvertibile anche da chi non frequenta il Palazzo. L’astensione di Annicchiarico, Lacava e Marchese, tutti e tre di Sud in Movimento, tutti e tre storicamente molto vicini al sindaco, è stata una scossa. Non un gesto tecnico, non un incidente: una presa di distanza politica. E quando un movimento che ha rappresentato per anni la spina dorsale del progetto D’Alò decide di non seguire più automaticamente la linea del sindaco, significa che qualcosa si è incrinato nel rapporto fiduciario.
Ma la crepa è diventata fenditura con il voto sulle tariffe Tari. Qui Marchese ha rotto ogni indugio: voto contrario, dichiarazione di voto, intervento successivo a ribadire il dissenso. Una sequenza che non lascia spazio alle interpretazioni. Il provvedimento è passato con 12 voti favorevoli e 9 contrari, ma la maggioranza ha dovuto appoggiarsi ai due consiglieri ex Forza Italia, Gianfreda e Santoro (ormai costei col suo “accorato” intervento in aula si è confermata spietata avvocata difensora di D’Alò), oggi veri e propri sostegni esterni di un equilibrio che non regge più da solo.
E allora la domanda che circola — nei corridoi del Comune, nelle chat politiche, nelle piazze — è inevitabile: quanto può durare una maggioranza che si salva grazie a chi non le appartiene?
La verità è che la coalizione mostra segni evidenti di logoramento. I malumori sono diventati atti politici. Le tensioni sono diventate voti. Le distanze sono diventate dichiarazioni pubbliche.
E quando Sud in Movimento, il movimento più vicino al sindaco, quello che ha accompagnato D’Alò in tutte le stagioni politiche, decide di alzare la mano e dire “così no”, il messaggio è chiaro: il ciclo politico sta entrando nella sua fase discendente.
Sul fondo di tutto questo c’è la questione che nessuno dice apertamente ma tutti conoscono: la successione. La possibile candidatura dell’assessora Ida De Carolis, indicata — secondo molte ricostruzioni — proprio dal sindaco, ha irrigidito equilibri già fragili. In politica, il dopo pesa sempre più del presente. E quando qualcuno appare già designato, altri iniziano a muoversi per non restare spettatori.
Il Consiglio di oggi non è stato un episodio isolato: è stato un punto di svolta. La maggioranza è uscita dall’aula più debole, più nervosa, più dipendente da stampelle esterne. E Grottaglie, che la politica la osserva con attenzione, lo ha capito benissimo.
I prossimi mesi non saranno tranquilli. E sì, ne vedremo delle belle.

