Concorso di Ceramica “Mediterraneo”Accade in PugliaCronacaCultura&ArtePRIMO PIANOTaranto & ProvinciaUncategorized

APERTAMENTE di Lilli D’Amicis – Il Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo”: quando l’altrove diventa scusa e Grottaglie viene lasciata fuori dalla porta

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Il Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” può continuare a sventolare l’internazionalità come una bandiera che luccica solo da lontano. Può continuare a ignorare la città che lo ospita, la storia che lo sostiene, la qualità che lo fonda. Può continuare a fingere che Grottaglie sia un dettaglio, un colore di sfondo, un folklore da brochure.Ma la verità è semplice: senza Grottaglie, il concorso non esiste.

Grottaglie non ha bisogno di essere difesa: ha bisogno di essere riconosciuta. E quando un concorso nato qui, cresciuto qui, nutrito per decenni dalla linfa della sua ceramica, finge di non vedere ciò che ha sotto gli occhi, il problema non è l’errore: è la miopia culturale. Il Concorso Mediterraneo, da cinque anni, sembra inseguire un altrove di maniera, un internazionalismo da brochure, dimenticando che l’universalità non si compra: si produce. E Grottaglie la produce da secoli.

La pagina del catalogo del Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo”2026 dedicata a Francesco Spagnulo 

In questo scenario,  è la crepa che rivela la verità. Non il nome da inserire per dovere geografico, non la quota locale da esibire per sentirsi inclusivi. Francesco Spagnulo è l’artista che costringe il Mediterraneo a guardarsi allo specchio — e a non piacersi.

Spagnulo è il luogo esatto in cui la ceramica grottagliese smette di essere tradizione e diventa linguaggio critico. La sua formazione è rigorosa, la sua ricerca è verticale, la sua visione è una lama: non modella, incide. Non decora, interroga. Non rassicura, incrina.

Descrizione dell’opera Untitled e Wordlessdi Francesco Spagnulo nel catalogo del Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo”2026

Le opere Untitled e Wordless sono colombaie contemporanee dove la pace non è simbolo, ma sospetto. Colombe che diventano granate. Armadi che diventano celle. Numeri che diventano identità sequestrate.

È ceramica che non chiede di essere capita: pretende di essere letta. E chi non la legge, non è distratto: è culturalmente impreparato.

Il Mediterraneo, ostinato, continua a guardare il muro. E mentre rincorre l’internazionalità come fosse un lasciapassare per la credibilità, ignora la città che ha formato generazioni di artisti capaci di parlare al mondo senza bisogno di passaporti esotici. Grottaglie non è la cornice: è il quadro. E quando un concorso nato dentro Grottaglie smette di riconoscere la grandezza di Grottaglie, non è più un concorso: è un cortocircuito culturale.

La mancata attenzione verso Spagnulo non è un incidente. È una mancanza di lettura, di visione, di responsabilità. È la prova che il Mediterraneo, oggi, non sa più distinguere la ceramica che rassicura dalla ceramica che denuncia.

Grottaglie non ha bisogno di essere protetta. Ha bisogno di essere ascoltata. E quando il Mediterraneo non ascolta, Grottaglie continua comunque a produrre bellezza, visione, avanguardia. Una bellezza che non chiede permesso. Una bellezza che non fa prigionieri. Una bellezza che — prima o poi — costringerà tutti a guardare dove finora non hanno avuto il coraggio di vedere.

Come può il Concorso Mediterraneo non vedere un artista che del Mediterraneo racconta la verità più scomoda? Come può ignorare chi, con la ceramica, mette in crisi la pace, la verità, la narrazione? Come può non riconoscere che Spagnulo è esattamente ciò che il concorso dice di cercare: un autore che trasforma la materia in responsabilità?

La risposta è semplice: non lo vede perché non è pronto a vederlo.

E questo, per un concorso che porta il nome del mare più complesso del mondo, è la vera, inaccettabile contraddizione.


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Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

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