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NEL CASTELLO, IL GIGANTE: CRONACA DI UNA SERATA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE A GROTTAGLIE

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Nel Castello Episcopio, un robot sul palco e tre studiosi hanno acceso il dibattito sull’intelligenza artificiale. Tra loro, la voce di Raffaella Caramia, grottagliese doc con studi all’estero, quindi la dottoressa  ha ribaltato la prospettiva: l’IA non è solo tecnologia, è linguaggio, potere, governance. Grottaglie ha ascoltato, osservato, discusso. E per un attimo, mentre Pixie muoveva la testa, è sembrato che il futuro fosse già lì, seduto tra la gente.

Grottaglie (Ta) – La sera è calda, il Castello Episcopio sembra respirare insieme al suo Giardino Mediterraneo. Le sedie si riempiono lentamente, come se il pubblico avvertisse che non si tratta di un evento culturale  qualunque: l’intelligenza artificiale, qui, non è un tema astratto, ma un corpo vivo che attraversa la vita quotidiana, il lavoro, la scuola, la politica, perfino la cura degli anziani.

Sul palco, tre studiosi e un robot. Cosimo Vinci, Berardina De Carolis, Raffaella Caramia. E Pixie, l’ospite metallico che ascolta, risponde, osserva.

Il moderatore, il bravissimo Alessandro Brunello, apre il dibattito con un sorriso che scioglie la tensione:

Parliamo di un gigante. E capire come conviverci è già un atto politico.

Il primo affondo arriva da Vinci: l’uomo è pigro, e proprio per questo inventa. La scrittura nasce per non dover ricordare tutto. La tecnologia nasce per non dover fare tutto. L’IA nasce per non dover pensare tutto.

È una provocazione che attraversa la sala come una corrente: se la tecnologia nasce dalla pigrizia, può anche amplificarla? Può indebolire il pensiero critico, la lentezza necessaria per capire davvero?

De Carolis porta la discussione nel cuore della quotidianità: le scuole. Racconta i docenti spaventati, gli studenti che usano l’IA comunque, la necessità di insegnare non solo a usare la tecnologia, ma a verificarla.

“Se non insegniamo il fact-checking, l’IA diventa una scorciatoia che ci impoverisce. La responsabilità non è della macchina: è nostra.”

Berardina De Carolis – Raffaella Caramia – Cosimo Vinci

Il pubblico  annuisce. Qualcuno prende appunti. Qualcuno guarda Pixie come si guarda un animale esotico: con curiosità e un filo di timore.

Quando prende la parola Raffaella Caramia, il tono cambia. La sua formazione – linguistica, cooperazione internazionale, ricerca sull’etica dell’IA – porta un respiro diverso, più politico, più strutturale.

Caramia non parla di fantascienza, ma di potere.

“L’intelligenza artificiale non è solo una tecnologia. È un sistema di governance. È un linguaggio che modella il mondo. E chi controlla questo linguaggio, controlla la narrazione del futuro.”

La platea si fa silenziosa.

Caramia ricorda che l’Europa sta cercando di costruire un modello etico, mentre i colossi privati investono cifre che gli Stati non possono e non vogliono eguagliare. Parla di “asimmetria”, di “tecnologie che non sono neutre”, di “algoritmi che incorporano scelte politiche”.

E poi aggiunge una frase che resta sospesa nell’aria:

Berardina De Carolis“Non dobbiamo pensare che l’IA voglia imitare l’uomo. L’IA prende spunto dall’uomo per fare qualcosa di diverso. E questo ‘diverso’ va governato.”

È il momento più lucido della serata: l’IA non è un doppio dell’umano, è un nuovo attore sociale. E come ogni attore sociale, può emanciparsi, deviare, amplificare, distorcere.

Un uomo del pubblico interviene: parla di cinema, di colonne sonore tutte uguali, di creatività sacrificata sull’altare dell’efficienza. Il dibattito si accende.

Gli studiosi concordano: l’IA può generare, ma non può sentire. E senza un’idea originale dell’autore, tutto diventa copia di una copia.

Grottaglie, città di ceramisti, diventa esempio perfetto: se tutti chiedono all’IA di creare un nuovo vaso, tutti otterranno lo stesso vaso. L’originalità non è nel modello: è nell’intenzione.

La professoressa De Carolis racconta il progetto che ha segnato la sua carriera: la badante robotica. Un robot che riconosce emozioni, monitora parametri vitali, avvisa i familiari.

Non sostituisce: accompagna. Non ruba lavoro: cambia lavoro.

“Il futuro sarà ibrido. L’intelligenza aumentata non toglie l’umano: lo amplifica.”

Un ragazzo prende il microfono e chiede ciò che tutti pensano ma nessuno osa dire: l’IA può sviluppare coscienza?

La risposta è un coro di cautela: non lo sappiamo, non possiamo prevedere, non possiamo escludere.

Vinci ricorda che l’uomo non è solo logica: è paura, empatia, affetto. E queste emozioni sono parte dell’intelligenza, non un difetto.

Caramia aggiunge un punto decisivo:

“La coscienza non è solo calcolo. È relazione. È contesto. È storia. Se un giorno una macchina dovesse svilupparla, non sarebbe una coscienza umana. Sarebbe un’altra cosa. E dovremmo essere pronti a riconoscerla.”

Un insegnante di filosofia interviene con forza: i privati investono miliardi, gli Stati arrancano, la democrazia rischia di non reggere l’urto.

Il robottino Pixie intervistato dall’assitente della professoressa De Carolis

Brunello risponde con una visione culturale:

“Non saranno i governi a salvarci. Sarà la conoscenza. La comunità. Il confronto. Serate come questa.”

Il pubblico, in prevalenza composto da giovani,   applaude. Pixie muove la testa, come se ascoltasse davvero.

La serata si chiude con un’immagine che resta nella mente:

l’IA è una pistola carica. Non è buona, non è cattiva. Dipende da chi la impugna.

E in quel giardino, sotto le mura del Castello Episcopio, il pubblico presente  ha fatto ciò che serve davvero:

ha guardato il gigante negli occhi. Ha iniziato a capirlo. Ha iniziato a parlarne insieme.


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Lilli D'Amicis

𝐋𝐢𝐥𝐥𝐢 𝐃’𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢𝐬 – Una vita per il giornalismo e la comunicazione indipendenteArcangela Chimenti D’Amicis, conosciuta da tutti come Lilli D’Amicis, è una giornalista di grande esperienza, indipendente e senza compromessi.Nata il 10 luglio 1955 a Grottaglie, dopo quasi vent’anni lontana dalla sua città natale vi è tornata nel 2010, continuando a esercitare con passione una professione che difende con determinazione dal 1984.Iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Puglia dal marzo 1986, ha iniziato la sua carriera come corrispondente per il Corriere del Giorno di Taranto, collaborando poi con diverse emittenti televisive e radiofoniche: Videolevante Taranto, Retepuglia, TRCB e Puglia TV di Brindisi. Innovatrice per natura, ha ideato il primo TG condotto da bambini a Puglia TV, un esperimento così riuscito da essere presentato in un convegno ACLI a Sanremo.Dopo un periodo al Nord, ha lavorato con Astro TV e Uno TV a La Spezia, assumendo il ruolo di caporedattore. Nel 1993, a Roma, ha fatto parte della redazione cronaca e spettacoli de Il Tempo. Tornata in Puglia, ha collaborato con Ciccio Riccio FM, firmando per 25 anni le due testate giornalistiche (Ciccio Ticcio e Disco Box) realizzato per il Corriere del Giorno rubrriche di spettacolo "Radioascoltanto" e "Televisionando". Dopo 25 anni di direzione editoriale di Ciccio Riccio ha ceduto il testimone a Valentina Molfetta nuovo diretteore editoriale delle due testate succitate.Nel 1997 ha fondato ZOOM Grottaglie, magazine pocket con tiratura mensile di 2.000 copie, tra i primi in Puglia ad avere un sito internet (zoomonline.it). La chiusura nel 2001 fu causata da un furto devastante in redazione, segno evidente di quanto l’informazione libera e non asservita al potere potesse dare fastidio.Dal 2006 al 2015 ha ricoperto l’incarico di addetto stampa di un Senatore di Puglia, lavorando nel settore politico. Nel 2011 ha fondato il giornale online Oraquadra.info, ancora attivo, e già nel 2004 aveva avviato il blog di successo Tuttoilresto-noia.blogspot.com, con una media di 1.200/1.500 lettori giornalieri.Accanto alla carriera giornalistica, Lilli ha cresciuto due figli: Michela Tombolini, avvocato e prima wedding lawyer d’Italia, e Giovanni Tombolini, pilota di aerei e docente presso l’Istituto Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, impegnato anche come pilota di Canadair per otto mesi all’anno.A 70 anni, sposata da 50 anni con Oreste Tombolini, ammiraglio MM in pensione, continua a essere operativa con la sua agenzia MT Eventi, specializzata in wedding e non solo. La sua storia dimostra che passione e professionalità non hanno età, finché la salute accompagna il cammino.E scusate se è poco!

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