IRENE GRANDI A CEGLIE MESSAPICA: rock, anima e luce bianca in Piazza Plebiscito
La sera di martedì 11 agosto Piazza Plebiscito a Ceglie Messapica si è vestita di un altro suono. Le case bianche, illuminate, facevano da fondale a un palco essenziale. La piazza era piena di gente. I vicoli infatti scaricavano gente a ondate. Era l’ora in cui la musica smette di essere sottofondo e diventa protagonista.
Alle 21:30 puntuale è arrivata Irene Grandi. Nessun ingresso teatrale. Solo il primo accordo e la voce. Una voce calda, che conosce il palco e non ha bisogno di dimostrarlo. Con i vari successi le
mani in alto, ed i vari ritornelli cantati anche dal numerosissimo pubblico, il ritmo ha fatto muovere anche chi era arrivato solo per ascoltare.
Il concerto ha preso la forma di un viaggio attraverso vent’anni di canzoni. Da “La tua ragazza sempre” a “Prima di partire per un lungo viaggio” fino a “Bruci la città”. Ogni brano è stato restituito senza artifici: band compatta, suono pulito, luci che mettevano in risalto il palco incastonato nella bellissima Piazza Plebiscito. La scelta è stata quella della semplicità. E la semplicità ha pagato.
Irene Grandi ha cantato con il corpo. Si muoveva, guardava, parlava al pubblico senza discorsi lunghi. Tra un pezzo e l’altro due frasi, un grazie a Ceglie Messapica ed alla Puglia. Poi di nuovo musica. Quando ha attaccato con altri brani famosi il ritmo si è fatto più teso, le persone si sono strette, a cantare a squarciagola
Il repertorio ha alternato energia e intimità. Ai pezzi più rock si sono affiancati momenti acustici. Con “Bum bum” la voce si è abbassata, la band ha rallentato, si è sentito il silenzio tra una nota e l’altra. In quei passaggi la piazza tratteneva il fiato. Poi ripartiva l’applauso, pieno, immediato.
Irene Grandi non ha forzato l’emozione. L’ha lasciata accadere. Ha cantato con la forza di chi sa stare sul palco da anni, ma anche con la leggerezza di chi si diverte ancora a farlo. Ha parlato di amore, di viaggi, di partenze e ritorni, usando parole semplici che arrivano. Non ha cercato effetti speciali. Ha puntato sulla canzone.
Verso le 23:00 è arrivato il momento centrale. La piazza ha cantato dall’inizio alla fine i brani scritti da Pino Daniele e da Vasco Rossi e cantati da lei. Cori alti, telefoni accesi, un’onda di luce che si è mossa insieme alla musica. È stato lì che il concerto ha trovato il suo punto più alto. Non per virtuosismo, ma per condivisione.
L’ ultimo saluto, l’ultimo inchino di Irene Grandi e la sua band, ha fatto sì che la gente rimanesse ferma qualche minuto, come capita quando una serata lascia qualcosa.
Il concerto dell’11 agosto si inserisce così nel calendario estivo come uno di quegli appuntamenti da non perdere e che lasciano il segno. Un grazie va all’amministrazione che ha voluto ed organizzato questo bel concerto. C’è stata la possibilità infatti di fermare il tempo
per un paio d’ore, quasi a ricordare che stare insieme ad ascoltare e condividere emozioni, grazie alla musica, sia ancora uno dei modi più semplici per stare bene.

