ORI E RECORD: A BIRMINGHAM TRIONFA L’ITALIA DELL’ATLETICA
Il sogno, ora, sarebbe quello di ripetere, pur con tutte le difficoltà e la competitività che un evento del genere comporta, questo risultato ai prossimi Mondiali di Pechino, l’anno prossimo, e poi, magari, a Roma nel 2029. Perché la FIDAL, Federazione Italiana di Atletica Leggera, coltiva il sogno di poter far svolgere la competizione mondiale nella Capitale, anche se vi sono numerose difficoltà organizzative ed economiche e una frangia di oppositori tra politica, giornali e comitati vari.
Ma tralasciamo le analisi politiche, le opzioni e i sogni sul futuro e concentriamoci su quello che è accaduto in questi giorni a Birmingham. L’Italia ha vinto il medagliere generale con prove di assoluto carattere da parte dei suoi atleti e delle sue atlete.
Eppure il campionato non si era aperto nel migliore dei modi. Anzi, tutto lasciava presagire che sarebbe stato difficile compiere un grande exploit. Mattia Furlani, campione del mondo di salto in lungo e bronzo ai Giochi Olimpici di Parigi, al primo salto si infortuna nuovamente alla coscia destra. Ed è così che una medaglia praticamente certa sfuma nel giro di pochi secondi.
Jacobs, campione olimpico a Tokyo sui 100 metri, quasi certo di poter fare tripletta, corre la semifinale in assoluto controllo, staccando gli avversari sui 60 metri e poi rallentando. Ma quando ci si mette la sfortuna, allora c’è poco da fare. Nei pochi minuti che precedono la finale sente un irrigidimento muscolare. Coach Camossi lo invita a non prendere parte alla gara, ma la voglia di Marcell è troppo forte. Purtroppo il suo fisico non lo asseconda ed è costretto al ritiro. Nella stessa finale, e con lo stesso risultato, ovvero un infortunio, si ritira anche Alì.
Ma le gioie non tardano comunque ad arrivare.
Leonardo Fabbri, nel getto del peso, si conferma campione e il podio si tinge d’azzurro con la medaglia d’argento di Zane Weir. Peccato che lo svedese Petterson abbia sottratto, proprio all’ultimo lancio, la medaglia di bronzo a Nick Ponzio: sarebbe stato un bellissimo podio tutto italiano.
Nadia Battocletti è in grandissima forma. Vince, convince, ma soprattutto è imprendibile nel passo. Doppio oro nei 5000 e nei 10000 metri. E le vittorie nelle discipline del fondo arrivano eccome. Il campione olimpico, mondiale ed europeo Stano si conferma nella maratona di marcia, mentre la sua collega Sofia Fiorini stabilisce addirittura il primato mondiale di specialità. Nella mezza maratona di marcia Alexandrina Mihai vince l’argento e, tra gli uomini, Fortunato e Cosi conquistano rispettivamente argento e bronzo.
Vi sono, però, ori che lasciano qualcosa in più: emozioni, ammirazione e storie da poter raccontare. Storie nelle quali si intrecciano grandi aspettative, passi di una vita difficoltosa, desiderio di rivincita, momenti di buio fino ad arrivare alla grandezza assoluta. Sono le storie di Larissa Iapichino, Andy Diaz e del capitano Gianmarco Tamberi.
La storia sportiva e umana di Tamberi meriterebbe un libro intero, ma siccome ha dichiarato che vorrà tornare in pedana alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028, allora è giusto aspettare ancora un po’ prima di scriverlo. La sua grandezza, però, è tutta nella resilienza, nella capacità di venir fuori dalle difficoltà più assolute. È la fenice che risorge sempre. Bravo anche Matteo Sioli a conquistare il bronzo.
Andy Diaz è l’italocubano che, dal dormire per strada, ha fatto un balzo, anzi tre, che lo hanno portato a diventare il quarto miglior triplista di sempre, con una misura di 18,15 metri, nuovo primato italiano, a pochi centimetri dal record del mondo. Ed è proprio quello il suo prossimo obiettivo. Diaz non salta, vola.
E vola lontano, come l’italoucraina Dariya Derkach, che ha stabilito il record europeo di disciplina e ha regalato all’Italia un’altra medaglia d’oro.
Ed ecco Larissa.
Per chi, come me, appartiene a una generazione cresciuta con i salti di mamma Fiona May, è quasi impossibile non essere legati e voler bene a questa giovanissima atleta che, a grandi salti, è riuscita persino a superare i risultati della mamma.
Il campionato europeo si è chiuso ieri sera nel migliore dei modi. Con una vittoria inaspettata in una disciplina che non ci ha mai visto pienamente protagonisti. I ragazzi della staffetta 4×400 hanno conquistato l’oro, battendo gli inglesi a casa loro e stabilendo anche il nuovo record nazionale.
Il movimento dell’atletica italiana sta raccogliendo numerosi successi e regalando grandi storie. Ma occorre che a questi risultati seguano anche gli investimenti necessari per far crescere i ragazzi e le ragazze, dare loro strutture, possibilità e futuro, e portare questa bellissima disciplina sempre più in alto. Per il prestigio, per la bellezza e, soprattutto, per lo sport.

