TAMBERI VOLA ANCHE A TARANTO: L’ORO CHE MANCAVA A UNA CARRIERA LEGGENDARIA
Lo sapevamo già e, con opinione abbastanza unanime, possiamo dirlo senza troppi dubbi: Gianmarco Tamberi è entrato nella leggenda dello sport italiano e mondiale. Il saltatore in alto, capitano della Nazionale azzurra di atletica leggera, ieri, sulla pista Giuseppe Valente di Taranto, ha messo al collo l’ultimo oro che ancora mancava nel suo interminabile palmarès.
2,25 metri, una misura di tutto rispetto ma, diciamocelo, Gianmarco ci ha abituato a ben altre altezze. È stata comunque quella giusta per permettergli di vincere la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo. Una competizione che, a due giorni dal termine, ha visto la Nazionale italiana conquistare 187 medaglie. Anzi, 189, perché mentre sto scrivendo le coppie Elena Sali e Melissa Schincariol e Giovanni Borgonovo e Tito Christoforakis hanno conquistato altri due ori nel canottaggio, nel 2 di coppia PL.
Ma torniamo a Gimbo e al suo essere, ormai, campione di tutto.
Quattro volte campione europeo, con l’ultima medaglia, quasi inaspettata, conquistata a Birmingham appena qualche settimana fa; campione olimpico a Tokyo, in quelli che sono stati probabilmente i dieci minuti più emozionanti della storia dello sport italiano, mentre Jacobs vinceva i 100 metri; campione del mondo outdoor a Budapest nel 2023 e indoor a Portland nel 2016. E poi una serie infinita di vittorie nei meeting e in Diamond League.
Difatti, nell’intervista post vittoria, ha chiuso dicendo che doveva andare a riposare perché già in mattinata sarebbe partito alla volta di Bruxelles, dove tra qualche giorno sarà nuovamente in pedana per provare ad aggiudicarsi il diamante nella finale della Diamond League.
Eppure a Taranto ci teneva tantissimo. Soprattutto per i tanti tifosi tarantini che gli avevano chiesto di partecipare. Ci teneva, soprattutto per il pubblico, a voler saltare. Non per la competizione, non per la misura, né tantomeno per gli avversari, perché, come lo stesso Tamberi ha dichiarato, nel bacino del Mediterraneo attualmente non ci sono grandi saltatori con cui doversi confrontare. Ma ci teneva. Lo voleva. Aveva bisogno anche di quest’ultima medaglia, conquistata sul territorio italiano.
Ma le medaglie non raccontano tutto.
Tamberi è una persona eccezionale, uno di quegli atleti capaci di farsi voler bene quasi da tutti. È diventato anche un’icona di stile con la sua ormai celebre Half-shave, la barba rasata soltanto a metà. E se il suo personaggio, fuori dalle piste, è riuscito ad arrivare persino negli Stati Uniti, con l’invito della NBA (National Basketball Association) a prendere parte all’All-Star Game, allora significa che qualcosa di speciale è realmente accaduto.
E ultimamente, nella competizione delle schiacciate ideata da Shaquille O’Neal, un concorrente ha persino voluto dedicargli uno Slam Dunk. Per chi volesse vedere il salto: NEVER SEEN A DUNK LIKE THIS 😳.
Quando un atleta italiano diventa un riferimento anche dall’altra parte dell’oceano, tanto da essere citato e imitato nel mondo dello spettacolo sportivo americano, allora possiamo dirlo: il salto è davvero ben riuscito.
E ora non resta che fargli il più grosso in bocca al lupo per la Diamond League.

