Cronaca sindacale

Cronaca sindacale (121)

Peluso: “La ASL non faccia pagare ai lavoratori il peso delle sue scelte”

Per la CGIL la riunione convocata questa mattina nella sede dell’ASL di Taranto, per discutere del processo di internalizzazione dei circa 220 dipendenti della società Sanità Service che si occupa dei servizi informatici (CUP e Logistica), si è conclusa in un nulla di fatto. La delegazione della CGIL composta dalla segreteria territoriale e dai rappresentanti di Funzione Pubblica, FILCAMS, FILT e FIOM, infatti ha abbandonato i lavori in chiaro ed evidente dissenso con l’impostazione del tavolo di trattative.

All’incontro tenuto dal direttore dell’ASL ionica, Stefano Rossi e dall’assessore regionale Mino Borracino, partecipavano anche le segreterie confederali e di categoria di CISL e UIL.

La riunione per noi doveva essere un momento di confronto e costruzione di una soluzione possibile per questi 220 dipendenti vicini ad una fase di stabilizzazione della loro posizione lavorativa, ma a rischio di frammentazione contrattuale – dice Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto –Per loro da tempo rivendiamo l’attuazione del contratto unico di settore perché a quelle esigenze sanitarie quel personale assolve.

La riunione, invece, è sembrata essere un passaggio meramente informativo e svuotata dall’indispensabile esigenza di aprire un confronto vero in vista del futuro professionale e retributivo di questi lavoratori.

Eppure – spiega ancora Peluso - c’è in gioco il futuro lavorativo di oltre 200 lavoratori che oggi lavorano in appalto sui rispettivi Servizi e che, a seguito dell’emanazione delle Linee Guida regionali dovrebbero essere presto diventare forza lavoro stabile nella società in house dell’ASL.

C’è, inoltre, un evidente nodo da sciogliere anche rispetto alle ipotesi di soluzione del problema proposte dal direttore generale e dallo stesso assessore Borracino – sottolinea Peluso – il primo indisponibile ad una soluzione che valuti il lavoro come variabile di qualità indispensabile e quindi fermo sulle posizioni di contratti diversi (metalmeccanico, multi servizi), il secondo più possibilista.

È’ evidente che a fronte di un vantaggio economico da parte dell’azienda ospedaliera, se si dovesse confermare la linea dei contratti differenti, si consumerebbe sotto i nostri occhi una disparità di trattamento tra lavoratori spesso impegnati in mansioni simili o parallele – scrive il segretario della CGIL.

Ma se al direttore si certifica il compito di guardare ai conti dell’ASL al sindacato – continua Peluso – si ascrive il ruolo di guardare agli interessi e alla dignità dei lavoratori, specie quando gli stessi non sono solo la forza lavoro di una azienda, ma la stessa onorabilità, il servizio e l’efficienza di una impresa che si occupa di salute e benessere della propria collettività. Insomma l’ASL non può comportarsi come la peggiore impresa a maggior ribasso facendo cadere sulle spalle dei lavoratori tutto il peso delle sue diseconomie.

La CGIL di Taranto ritiene che l’internalizzazione dei Servizi e il passaggio dei lavoratori in Sanità Service si possa fare in tempi brevissimi, comprendendo tutti i servizi stessi (informatico, CUP e logistica) e a condizioni che, pur non aggravando i costi dell’Amministrazione, possano garantire a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici interessate parità di trattamento e condizioni di miglio favore

L’abbandono della riunione da parte della CGIL – termina la nota - non fa venir meno l’impegno di tutta l’Organizzazione di raggiungere questo risultato, mettendo in atto tutte le iniziative anche nei confronti dell’Amministrazione Sanitarie a della politica regionale.

 Dubbi sulla adeguatezza di Rossi e Santoro. La sanità è una cosa seria”

“Siamo convinti che la strada sia quella della internalizzazione, ma senza dubbio si deve procedere nella direzione dell'uniformità contrattuale. La Sanitaservice rischia di diventare un carrozzone con una molteplicità di contratti. Va invece scelto un unico modello contrattuale, certamente il più vantaggioso per i lavoratori. Rileviamo inoltre una condotta antisindacale e discriminatoria, nei confronti della nostra organizzazione sindacale, dal momento che l'azienda sanitaria locale utilizza una metodica superata, poichè dialoga esclusivamente col sindacato confederale. Ci convinciamo sempre più del fatto che il Direttore dell'Asl di Taranto, Stefano Rossi, e l'amministratore unico della Sanitaservice, Vito Santoro, sono inadeguati al ruolo che ricoprono, soprattutto perché legati a vecchi schemi politico-sindacali nei quali non ci riconosciamo. Il loro è, a nostro parere, un modus operandi ancorato a logiche superate. Non rappresentano dunque per noi le istanze della Regione; perciò manifestiamo ancora una volta i nostri dubbi e le nostre riserve in merito, segnalandole al governatore Michele Emiliano e all’assessore Mino Borraccino. La sanità è una cosa seria e per amministrarla sono indispensabili competenze, che non riscontriamo nelle figure indicate. Vogliamo un confronto sulle liste. Il nostro obiettivo è quello di evitare che restino fuori i lavoratori che hanno maturato il diritto. Bisogna dunque internalizzare e aprire subito la partita sul contratto. Infine, per quel che concerne i due bandi della Sanitaservice, rispettivamente quello relativo alle 40 assunzioni e quello inerente alla scelta dei capisquadra, attendiamo risposte. Rileviamo la necessità di apportare alcune correzioni perché così come si presentano al momento, potrebbero risultare discrezionali”.

Sono le indagini ISTAT a dirlo. A dicembre 2019 vi è stato un forte calo dei dipendenti permanenti e un aumento record di contratti a termine. Il precariato esiste e non è più solo una condizione economica ma una condizione dell’esistenza che compromette lo stesso benessere di fette sempre più importanti di comunità.

Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto, usa le ultime indagini statistiche nazionali, per ricordare l’appuntamento che giovedì 6 febbraio alle 16 al cinema Bellarmino, vedrà la CGIL e il NIDIL territoriali ridiscutere pubblicamente del tema del precariato.
La formula usata prevede la proiezione di un film, quello del regista tarantino Carlo Barbalucca “Storie di precaria follia” edito da NIDIL CGIL nazionale, abbinata alle storie vere di lavoro in bilico che attraversano il territorio anche in settori economico, produttivi e culturali inimmaginabili.
Anche gli indicatori BES 2019 per la provincia di Taranto fotografano valori inequivocabili – dice Peluso – con vette altissime di precariato, un tasso di disoccupazione particolarmente elevato, che colpisce maggiormente le donne, e una percentuale di “neet” (persone che non cercano impiego e non frequentano né scuole né corsi di aggiornamento) pari al 33,6% della popolazione.
Sono storie a cui la CGIL prova a dare voce, anche attraverso il fantasma del precariato interpretato nel film di Barbalucca, dall’attore David Riondino.
Io in questo film sono il signor Precariato, quello che chiunque non abbia un posto fisso incontra, e che solo lui è in grado di sentire, perché come un fantasma riesco ad essere visto solo da chi vive quella condizione – dice Riondino – Nel film ne nascono situazioni divertenti ma anche un punto di osservazione a questa “abitudine” all’esser precari che fa riflettere.
All’appuntamento di giovedì 6 febbraio parteciperanno oltre al segretario della CGIL di Taranto, Paolo Peluso e il regista Barbalucca e l’attore Riondino, anche la segretaria nazionale del NIDIL CGIL, Sabina Di Marco, il segretario territoriale Daniele Simon, gli attori e interpreti del film Sophia Giacoia e Giuseppe Nardone e alcuni lavoratori precari.
Per prenotare il proprio posto al Cinema Bellarmino e assistere alla proiezione gratuita del film e all’incontro con i testimonial, si può inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Le prenotazioni saranno accettate fino ad esaurimento posti.

Taranto – Il bando visite mediche anno 2019 prevede l’erogazione di un contributo pari a 10 euro sulle spese sostenute dalle imprese agricole per sottoporre i lavoratori a visita medica preventiva (D.Lgs. 9 aprile 2008, n.81 e successive modifiche e integrazioni).

Nel 2017 e nel 2018 sono stati sottoposti a visita medica oltre 6.200 lavoratori.

Il bando relativo all’anno 2019, la cui scadenza è al 30 giugno 2020, è riservato alle imprese agricole, costituite con qualsiasi forma giuridica prevista, operanti e iscritti nei ruoli INPS della provincia di Taranto che applicano il C.C.N.L. degli operai agricoli e florovivaisti nonché il relativo contratto provinciale di lavoro per la provincia di Taranto.

Per aver diritto al contributo è necessario che, all’atto della presentazione della domanda ricorrano le seguenti condizioni:

a) nell’anno cui si riferisce la richiesta di contributo, l’impresa agricola operi e sia iscritta nei ruoli dell’INPS della provincia di Taranto;

b) l’impresa agricola sia in regola con il versamento dei contributi all’Ente Bilaterale Territoriale Agricolo di Taranto (CAC provinciale e FIMI), negli ultimi cinque anni;

c) l’impresa agricola sia in regola con gli adempimenti nel settore agricolo in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro previsti dal D.|gs.9 aprile 2008 n.81 e successive modifiche e integrazioni;

d) l’impresa che intende chiedere il contributo, deve inoltrare direttamente al Faila Ebat, a mezzo raccomandata A/R o PEC o per tramite delle organizzazioni cui abbia conferito regolare mandato, apposita domanda, utilizzando il modello allegato, compilata correttamente con tutti gli elementi richiesti, entro e non oltre il 30.06.2020;

e) il pagamento sarà erogato a mezzo bonifico bancario una volta verificato da parte dell’Ente i requisiti richiesti e il pagamento della fattura relativa al costo complessivo delle visite mediche effettuate.

Nel contempo l’Ente ha avviato un’azione di moralizzazione nei confronti delle imprese agricole affinché trimestralmente le quote CAC e FIMI previste nel contratto C.C.N.L. degli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Taranto siano versate.

Il mancato versamento degli stessi, oltre a non consentire al lavoratore di percepire le citate prestazioni e trattamenti assistenziali, determina la decadenza dai benefici fiscali e previdenziali concessi dalle leggi di settore in favore delle imprese agricole, nonché l’impossibilità di erogare servizi e/o incentivi a sostegno dell’imprenditorialità agricola (es. contributo per visite mediche lavoratori, ecc…).

Continua l’azione dell’Ente Bilaterale Faila Ebat che eroga risorse in provincia di Taranto a breve saranno emessi ulteriori bandi per i lavoratori e le aziende agricole; per ulteriori informazioni visitate il sito www.failaebat.it oppure seguite la pagina facebook https://www.facebook.com/failaebat

La Uilm di Taranto dona 80mila euro ai lavoratori in cassa integrazione protratta di Ilva in amministrazione straordinaria e dell’appalto, iscritti al sindacato. Dopo le donazioni ad Airc, Lega tumori, ospedale SS. Annunziata di Taranto (oncoematologia pediatrica) ed ospedale san Pio di Castellaneta, la Uilm presenta questa nuova iniziativa di sostengo per i lavoratori e le famiglie.
“Le promesse devono essere mantenute – comunica il sindacato, guidato a livello provinciale dal segretario Antonio Talò -. Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto. Sebbene le difficoltà burocratiche, alla fine è prevalsa la perseveranza su questa iniziativa a sostegno di questi lavoratori penalizzati sul piano economico, e non solo, per gli effetti della protratta cassa integrazione. Questa misura ha determinato un ingente stanziamento di risorse da parte della nostra organizzazione, a fronte dell’elevato numero di lavoratori iscritti; ci dà motivo di grande soddisfazione. Siamo ben consapevoli che questa iniziativa, da sola, sicuramente non risolve il problema di questi lavoratori, ma vuole rappresentare un elemento per tenere accesi i riflettori su questa folta platea di operai ai quali non deve mai mancare l’attenzione e soprattutto lo spirito di iniziativa a sostegno di questo fondamentale bacino di maestranze, da riportare a lavoro, così come l’accordo del 6 settembre prevede”. I buoni saranno consegnati da lunedì 27 gennaio, ininterrottamente per i giorni successivi. Per l’occasione, “condivideremo un momento di incontro e discussione con lavoratori. Consegneremo loro un buono spesa da spendere presso la Coop”. Lunedì 27 gennaio 2020, alle ore 9, nella la sede sindacale di Taranto, in piazza Bettolo 1/C al 4° piano, saranno consegnati i primi buoni (cognomi dalla A alla C). “Consegneremo – spiega la Uilm - buoni regalo cartacei dotati di un sistema anticontraffazione: disponibili in tagli da 10, 25 e 50 euro, sono validi per 12 mesi dalla data di emissione. Possono essere utilizzati per acquistare tutti i tipi di merce (alimentare e non alimentare), comprese le ricariche telefoniche e sono cumulabili per il pagamento della stessa spesa. I buoni sono esenti da Iva in quanto già versata in ordine d’ acquisto”. I buoni sono spendibili nei circa 400 supermercati e Ipercoop di Coop Alleanza 3.0 presenti in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia (nelle province di Mantova e Brescia), Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Basilicata, Puglia e Sicilia. Si possono usare anche in più di 30 Librerie.coop, nei negozi Amici di casa Coop, nelle profumerie Momenti per te, nelle parafarmacie Coop Salute.

E quali sono quelle previste da MARISTAT nello studio avviato dal 2019 del “Piano Industriale Integrato 2020-2025” per tutti gli Arsenali e Centri Tecnici?

Il Coordinatore provinciale FLP DIFESA, Pasquale BALDARI, comunica che cogliendo l’occasione di dialogo con la convocazione indetta dall’Arsenale MM Taranto per il giorno 20.01.2020, riguardante i riflessi sullo Stabilimento del nuovo Decreto di struttura in vigore dal 01.01.2020 che, in base ai compiti e funzioni assegnati, prevede un nuovo organigramma funzionale e nuova Tabella organica, la FLP DIFESA ha scelto di partecipare alla predetta riunione.

Il momento d’incontro è stato ritenuto utile dalla FLP DIFESA – afferma Pasquale BALDARI – rilevato l’assordante e strano silenzio di tutti gli attori in campo che parlano dell’Arsenale di Taranto e l’assenza di notizie certe, per tentare di ricevere almeno da interlocutori locali della Forza Armata, eventuali notizie (profili professionali da mettere a concorso, tempistica, ecc…) sulle “sbandierate” ed ipotizzate assunzioni di personale civile tecnico, che inesorabilmente tardano ad arrivare mettendo a rischio il futuro dell’Ente, stante l’esponenziale crescita dei pensionamenti in atto in questi anni.

Tutto ciò, ribadisce il Coordinatore provinciale FLP DIFESA, Pasquale BALDARI, anche in virtù dell’occasionale venuta a conoscenza del nuovo studio dello Stato Maggiore Marina, notizia confermata nel corso della riunione dall’Arsenale di Taranto, avviato nel 2019 e che prosegue nel 2020, riferito al “Piano Industriale Integrato 2020-2025” per tutti gli Arsenali e Centri Tecnici, con contributi di pensiero richiesti all’Arsenale di Taranto, di La Spezia e di Augusta, di cui allo stato dell’arte non si conoscono, a livello nazionale e locale, i contenuti delle linee guida proiettate alle esigenze attuali ed a medio-lungo termine, né tanto meno è noto se nello stesso documento è stato previsto un vero e concreto piano assunzionale e formativo, valido a salvaguardare il ruolo pubblico dello Stabilimento.

La FLP DIFESA – afferma Pasquale BALDARI – lamenta a tutti i livelli la mancata informazione ed il mancato coinvolgimento delle parti sociali su tale studio, evidenziando che i ritardi temporali sull’emanazione dei bandi di corcorso già autorizzati, anche se per numeri risicati, oltre a quelli che si stanno accumulando con la necessità di prevedere legislativamente (prima era la legge di bilancio, ora si parla di “Decreto per Taranto” ) bandi di corso-concorso con professionalità tecniche utili al rilancio dell’Arsenale di Taranto, destano non poca preoccupazione alla FLP DIFESA ed a tutta la comunità jonica.

Proprio per tale ragione, la FLP DIFESA – dichiara Pasquale BALDARI - chiede alla politica, alle istituzioni, alla Forza Armata, di uscire allo scoperto e di fare chiarezza sulle vere scelte che si vogliono fare per il rilancio dell’Arsenale di Taranto, perché il suo futuro e il suo percorso di rilancio non può e non deve, come si vorrebbe far passare, essere legato alle ultime vicende dell’ex Ilva anch’esse meritevoli di essere effrontate e risolte, in quanto il suo rilancio è derivante dal cosiddetto Piano BRIN che ha utilizzato ingenti risorse economiche (già spesi circa 160 milioni di euro) con l’obiettivo non solo dell’adeguamento dello Stabilimento alle norme legislative vigenti ed all’ammodernamento delle strutture, infrastrutture e macchinari, ma soprattutto alla realizzazione delle assunzioni progressive di personale civile ed alla sua formazione, sino ad oggi ostacolate da leggi e leggine così come recentemente segnalato, con propria delibera, dalla Corte dei Conti, ipotizzando nel caso di mancato completamento del progetto, l’ipotesi di spreco di denaro pubblico.

La FLP DIFESA, dopo aver rappresentato l’insufficienza delle informazioni documentali ricevute (sugli organici e sugli andamenti dei prossimi pensionamenti) e la necessità che la Direzione dell’Arsenale integri le stesse in tempi brevi, per poter fare una completa verifica e valutazione anche in riferimento all’applicazione della direttiva SMD-CIV002 del 28.06.2017 su compiti e funzioni del personale civile ed avviare subito dopo i tavoli tecnici, ha chiesto l’avvio, per quanto possibile, di urgenti iniziative interne (ad esempio riconversioni professionali per motivi di servizio su base volontaria, ecc….) per salvaguardare la continuità delle attività lavorative, con priorità a quelle ritenute strategiche, attuali ed a medio termine, che stanno risentendo fortemente dei riflessi dei pensionamenti in atto del personale civile.

Infine, la FLP DIFESA ha rappresentato alla Direzione Arsenale la necessità di conoscere lo stato dell’arte dei finanziamenti destinati al servizio di pulizia nell’Ente, in quanto giungono notizie da parte dei lavoratori di un abbassamento dei livelli d’intervento sin dall’inizio dell’anno, rispetto a quelli consolidati nell’anno precedente.

 

«Finalmente un segnale incoraggiante». Il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano, accoglie positivamente la comunicazione ricevuta questa mattina - nel corso di una riunione - dalle Rsu dai vertici ArcelorMittal.

«La ripartenza del reparto Pla2, fissata per il 10 febbraio – spiega Prisciano - sicuramente è una buona notizia che va nella direzione giusta non solo in termini produttivi, ma anche di rilancio impiantistico. Dopo le nostre rivendicazioni, si metterà mano alle tanto attese e necessarie manutenzioni degli impianti. Tra manutenzione ed esercizio, da subito, torneranno in fabbrica circa 60 unità. Il tempo di laminazione durerà 4 settimane per una produzione di circa 30.000 tonnellate destinata al mercato estero e nazionale. A pieno regime ci sarà una forza lavoro di 360 unità. L’impianto, quindi, lavorerà a pieno organico».
In sintesi: Il treno lamiere marcerà a 20 turni; la finitura a 15 turni; manutenzione meccanica 2 squadre a 10 turni; 5 turni manutenzione elettrica più pronto intervento; magazzino spedizioni a 21 turni.
Biagio Prisciano, fa presente che «dopo le prime 4 settimane di lavoro, ci saranno due settimane di fermata. Nel frattempo ci saranno aggiornamenti per eventuali acquisizioni di nuovi ordini».
Sicuramente è un primo segnale positivo per tutti i lavoratori che rientreranno a lavoro, anche se rimane ancora tanto da fare: «Abbiamo ancora impianti fermi, quali i tubifici che un tempo erano fiore all’occhiello dello stabilimento. Bisogna non perdere tempo – precisa Prisciano - in quanto lo stesso non è una variabile secondaria, ma importante. Contestualmente, occorre accelerare sull’ambientalizzazione dello stabilimento, intervenire con manutenzioni ordinarie e straordinarie anche in altri impianti. La sicurezza e la salute dei lavoratori – evidenzia - deve essere al primo posto di ogni ragionamento».
La Fim Cisl ricorda all’azienda, al governo e alla Regione Puglia che in ArcelorMittal i lavoratori sono interessati da procedura di Cigo a massimale e cioè il 60%, ma al di sotto della stessa nel netto «Pertanto – conclude Biagio Prisciano – anche in ArcelorMittal va trovata soluzione per un’integrazione alla Cigo; così come bisogna monitorare la questione Cigs che interessa i lavoratori in amministrazione straordinaria, i quali, per quanto ci riguarda, non devono mai essere considerati come “lavoratori di serie B”».

Tavola rotonda su ‘Taranto: porto e aerospazio per il futuro della Puglia’

Si terrà a Villa Maria, via per Martina Franca n. 181 a Crispiano (Ta), a partire dalle 9:30, la Tavola rotonda organizzata dalla Fit Cisl Puglia (federazione che rappresenta i lavoratori dei trasporti) sul tema ‘Taranto: porto e aerospazio per il futuro della Puglia’.
Aprirà i lavori il Segretario generale della Fit Cisl Puglia, Franco Spinelli, mentre a seguire interverranno alla Tavola rotonda la Segretaria generale della Cisl Puglia, Daniela Fumarola, il Responsabile Relazioni Industriali Gi On Board, Giuseppe Mandurino, il Presidente della IV Commissione Sviluppo Economico della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio - Porto di Taranto, Sergio Prete, e il Vicepresidente del Cda di Aeroporti di Puglia, Antonio Vasile. Concluderà i lavori il Segretario nazionale della Fit Cisl, Maurizio Diamanti.
Coordina la Tavola rotonda il giornalista Luciano Sechi.

Taranto – Claudia Merlino è il nuovo direttore generale di Cia Agricoltori Italiani: nominata dalla giunta nazionale riunita a Roma, arriva all’incarico dopo aver ricoperto prima il ruolo di responsabile lavoro e relazioni sindacali e poi di capo del settore organizzazione.

La Cia Due Mari esprime soddisfazione per tale nomina.

Claudia Merlino lo scorso anno inaugurò la nuova sede dell'Ente Bilaterale Agricolo Faila Ebat della provincia di Taranto.

Claudia Merlino subentra a Rossana Zambelli, in carica dal 2010, che lascia la guida amministrativa di Cia per la raggiunta maturità previdenziale.

«A nome di tutta la Cia esprimiamo a Rossana Zambelli i più vivi ringraziamenti per il lavoro e l’impegno svolto per la nostra organizzazione e per l’agricoltura del nostro Paese – ha dichiarato il presidente Cia, Dino Scanavino, in rappresentanza della Giunta nazionale – Nei suoi tanti anni di attività, Zambelli ha contribuito in maniera fattiva alla crescita dell’organizzazione dedicata alla tutela degli imprenditori agricoli. Allo stesso tempo facciamo i nostri migliori auguri a Claudia Merlino per questo nuovo e importante incarico, sicuri che saprà garantire a Cia passione e professionalità».

Claudia Merlino è la seconda donna a ricoprire il ruolo di direttore generale di Cia Agricoltori Italiani.

«Il 10 dicembre saremo in piazza a Roma – spiega il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano – per partecipare alla mobilitazione dedicata a Mezzogiorno, industria, servizi e sviluppo ambientalmente sostenibile, contro i licenziamenti, a sostegno dell’occupazione e delle vertenze aperte, per l’estensione degli ammortizzatori sociali, per la riforma degli appalti e dello “sblocca cantieri”».

Temi ancor più sentiti tra i metalmeccanici tarantini, fortemente provati dal braccio di ferro messo in atto dal gruppo ArcelorMittal nei confronti di un territorio già fortemente provato dalle crisi. La proposta di 6300 tra esuberi e mancato ritorno al lavoro dalla cassa integrazione è irricevibile.
Da Taranto a Roma per dire no alla penalizzazione del territorio ionico, che non può permettersi nuovi tagli occupazionali. La Fim Cisl chiede al Governo - insieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria e ai confederali di Cgil, Cisl e Uil, che hanno promosso la settimana di mobilitazione e tre manifestazioni nazionali a Roma #PIÙLavoroCrescitaSviluppo - adeguate risposte ai temi del lavoro, della crescita e dello sviluppo. Uno sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti Mittal e nell’indotto, proclamato dalle segreterie di Fim, Fiom e Uilm.
«Martedì saremo a Roma – sottolinea Prisciano - per respingere gli esuberi del nuovo piano industriale, comunicato da Mittal. un piano che per noi è inaccettabile e inaudibile. Il 6 settembre 2018 abbiamo sottoscritto al Mise un accordo, che per noi è vincolante. Quell’accordo è esistente ed è valido; tra l’altro ricordiamo al Governo - garante di quell’accordo - che dopo una lunga ed estenuante trattativa abbiamo siglato quell’intesa poiché non produceva esuberi, ed interveniva sul risanamento della fabbrica con gli interventi ed gli investimenti necessari. Quanto presentato mercoledì dall’Ad Lucia Morselli al Mise rappresenta un preoccupante ritorno al passato. Una proposta che non tutela ne’ l’ambiente, ne’ la salute dentro e fuori la fabbrica e ne’ il lavoro. ArcelorMittal non può organizzare le sue strategie industriali scaricando ogni conseguenza sui lavoratori e sulla città. I cittadini di Taranto e i lavoratori non sono pacchi postali; di esuberi e di penalizzazione del territorio non vogliamo sentirne e a Roma martedì lo grideremo con forza».
Il lavoro si crea: per questo i sindacati chiedono più investimenti pubblici, che aumentino occupazione di qualità e crescita, in un’ottica di sviluppo sostenibile. Vanno affrontate e risolte le gravi crisi aziendali che affliggono il nostro sistema produttivo, che hanno pesanti ricadute sui livelli occupazionali, sulla crescita e sullo sviluppo del Paese.
Intanto, ArcelorMittal si barrica e avvia la proceduta di proroga della Cigo per altre 13 settimane. I lavoratori coinvolti sono come numero massimo 1.273 di cui 900 operai e 269 tra quadri e impiegati. Sull’argomento Prisciano conferma la posizione già assunta nelle scorse settimane: «Sin dall’inizio non abbiamo condiviso l’avvio della procedura di Cigo, per cui non riteniamo sensato proporre accordi sulla proroga, poiché – conclude Biagio Prisciano - l’azienda non si è mostrata collaborativa nel garantire l’integrazione salariale ai dipendenti».

Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

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