Cronaca sindacale

Cronaca sindacale (121)

Occasione di incontro e approfondimento in merito alla riorganizzazione regionale del Sistema 118 regionale con la istituzione dell' Azienda regionale emergenza-urgenza.

L'affollata e partecipata assemblea organizzata nel pomeriggio di ieri (28 gennaio) nella sala conferenze del Padiglione Vinci del Santissima Annunziata dalla Funzione Pubblica, ha visto la partecipazione di soccorritori, ma anche di medici ed infermieri oltre che dei responsabili delle Associazioni di volontariato attualmente convenzionate per il Servizio di trasporto infermi con ASL Taranto. 

"L approvazione del provvedimento che istituisce l’Azienda Regionale dell’Emergenza Urgenza segna un momento importante per il nostro territorio ha sottolineato Mino Bellanova, siamo convinti che ci fosse seriamente bisogno di mettere le mani ad un settore, come quello dell'emergenza sanitaria, ma ancora una volta avremmo preferito un percorso condiviso che potesse mettere i vari attori nelle condizioni di offrire il proprio contributo".
E' per queste motivazioni che si è " voluta offrire una occasione seria di confronto, abbiamo scelto di dare voce a chi da anni vive anche condizioni di disagio lavorativo, ma mai si è sottratto al compito di assistere tutti coloro che si trovavano in condizioni sanitarie importanti - ha proseguito Bellanova.
Con l'approvazione del provvedimento quadro rimangono insoluti interrogativi importanti:
A parte il modello organizzativo regionale con la previsione di una direzione strategica, a quale ricaduta si guarda sul territorio? E' giusto disperdere le esperienze di questi anni? Sono gli interrogativi emersi nel dibattito con gli interventi di un rappresentante degli autisti - soccorritori Mimmo Pagano e di un medico del 118 Angelo Cefalo.
L'incontro coordinato dal Segretario della FP Puglia, Biagio D'Alberto, ha visto la partecipazione del Direttore Generale ASL Avv. Stefano Rossi - Siamo convinti che nessun patrimonio verrà disperso e che non sicorrerà il rischio di separare settori strategici come quelli dell'emergenza territoriale dai Pronto soccorso. Presente il dr. Gregorio Colacicco Direttore Sanitario ASL.
Per ciò che riguarda il personale, finalmente si guarda a quello che per anni, troppi, è stato considerato come un problema inesistente, si sono avvallate insopportabili situazioni al limite dello sfruttamento di manodopera - ha ripreso Bellanova.
E' Stato Mimmo Pagano a sottolineare come - essere volontari è importante e nobilita chi lo fa, ma esserlo per nascondere forme che eludono l'applicazione di tutele contrattuali, nega i più elementari diritti sino al rispetto della dignità.
Su questi aspetti che il confronto su questi aspetti il confronto si è fatto serio, stringente escludendo - pericolose scorciatoie che potrebbero scatenare contenziosi amministrativi e legali.
E' toccato al dr. Giuseppe Lella dirigente del Dipartimento regionale della salute ed estensore del provvedimento -entrare nel merito delle questioni.
Si entra nella PA per prove selettive, lo ha detto lo stesso governatore Emiliano, definiamo i criteri e le procedure, offrendo tutele e garanzie nella trasparenza e rispettando la Legge - ha sottolineato Lella.
Questo per ciò che riguarda gli autisti soccorritori. Per ciò che riguarda i medici e gli infermieri esistono elementi che vanno chiariti a livello nazionale. Il passaggio all'Azienda garantirà il diritto di opzione? il personale si troverà catapultato nell'istituenda Azienda? Il contratto a Convenzione a tempo indeterminato dei medici potrà essere trasformato in dipendenza? Su tutto il Funzionario regionale ha offerto la possibilità di un confronto su tavoli sindacali, invito prontamente raccolto dalla FP CGIL che si intesta la riuscita della manifestazione con l'impegno a riportare su territori l'esito del confronto e della trattativa, seguendo un linguaggio sindacale.
All’incontro ha preso parte anche l’assessore regionale alle attività produttive, Cosimo Borracino.

 

La vertenza Studio 100 è approdata questa mattina nella sede della Prefettura di Taranto.

L’incontro con il rappresentante governativo era stato richiesto da CGIL, SLC CGIL e Assostampa con l’intento di fare chiarezza su una vicenda da i numerosi contorni oscuri.

Il Prefetto di Taranto ha voluto allargare il tavolo di discussione ad alcuni importanti protagonisti della vertenza e responsabili istituzionali. Alla riunione infatti era stata invitata anche la proprietà della società editoriale, ma anche il Comune e la Provincia di Taranto, presenti rispettivamente con gli assessori Scarpati e Castonovi per l’ente civico e Michele Coviello della Direzione Territoriale Lavoro.
Assente per motivi di salute l’amministratore della società editoriale Gaspare Cardamone.
La riunione si è svolta alla presenza della dottoressa Maria Luisa Ruocco, capo di Gabinetto della Prefettura di Taranto, a cui le organizzazioni sindacali hanno rappresentato la grave situazione dell’azienda che da anni perpetua una politica occupazionale e imprenditoriale fatta di numerosi indebitamenti e che ad oggi mette a rischio posti di lavoro ma anche l’esistenza stessa di un marchio storico dell’informazione cittadina.

A quasi 500mila euro ammonterebbero le sole mensilità arretrate dei dipendenti, che dal 2011 subiscono gli effetti negativi di una gestione caratterizzata anche da una assoluta assenza di relazioni industriali.

Una condizione di estrema gravità e assoluta mancanza di trasparenza, anche in merito ai contributi ha spinto CGIL, SLC e Assostampa a chiedere l’immediata riconvocazione del tavolo in Prefettura e l’allargamento dello stesso alle altre organizzazioni sindacali del territorio e allo stesso Commissario Liquidatore della società Jet srl, editrice fino alla cessione alla nuova società Mastermedia dell’emittente.

Le tradizionali classifiche di fine anno, stilate dai quotidiani economici Il Sole24Ore ed ItaliaOggi, sulle città italiane dove si è vissuto meglio nel corso del 2018, hanno ribadito il profilo sociale, oltreché economico e produttivo già risaputo del nostro Paese, ovvero le due o più velocità che connotano il Nord rispetto al Sud - a vantaggio del primo – con l’aggravante di una sofferenza montante anche nelle Regioni del Centro che da tempo arrancano e non solo sul versante degli indicatori presi a riferimento.

Il risultato è che al vertice di queste classifiche si confermano molte province delle regioni dell’arco alpino, mentre a seguire ne figurano tante del Centro e solo in coda quelle del Sud, con Brindisi, BAT, Taranto e Foggia tra le ultime dieci.
Il contesto socio-economico del Paese ripresenta, dunque, complessità diffuse che sollecitano tutti ad esercitare più responsabilità per il rilancio di prospettive e valori che possono e devono costituire i fondamentali della corretta convivenza civile e sociale.
Dette complessità risultano amplificate per le Regioni meridionali e nel nostro territorio in particolare che, comunque, ha in sé diverse potenzialità ed eccellenze economiche e produttive.
In queste ore la Legge di Bilancio vive fasi decisive; essa ha in gran parte disatteso le esigenze del Paese, benché auspicabili aggiustamenti potrebbero ancora registrarsi (Ires e non solo).
Nelle settimane scorse, abbiamo spiegato unitariamente ai cittadini, ai lavoratori, ai pensionati in numerose assemblee le tante priorità evidenziando gli effettivi bisogni del Paese e di questo territorio in particolare.
Abbiamo discusso anche con i nostri dirigenti territoriali, vertici nazionali e regionali di rilancio degli investimenti pubblici e privati, che possono essere vere e proprie leve di inclusione e di promozione sociale, con risorse aggiuntive sui servizi, con fiscalità di sostegno e di incentivazione all’occupazione specialmente giovanile e femminile.
Le assemblee e tutte le altre nostre iniziative, hanno lanciato un messaggio di estrema chiarezza per la condivisione delle proposte sindacali.
Vi è la necessità di uno sviluppo supportato strutturalmente da politiche espansive, in grado di superare il gap che genera disuguaglianze, aumento della povertà, crescita della disoccupazione, in particolare quella giovanile. Occorrono, però, politiche che mettano in atto processi redistributivi e di coesione nel Mezzogiorno, misure che prevedano investimenti in infrastrutture materiali, immateriali e sociali, che spingano in direzione dell’innovazione, della valorizzazione del turismo, di una agricoltura moderna, della scuola, della formazione, della ricerca, della prevenzione, dell’ambientalizzazione, della messa in sicurezza del territorio e sostengano le politiche industriali e del manifatturiero Made in Italy.
Ma, come ha ben evidenziato la nostra segretaria Cisl Puglia, Daniela Fumarola, non può essere l'autonomia regionale differenziata la soluzione per rilanciare lo sviluppo economico e sociale delle regioni meridionali o della stessa Puglia, come qualcuno vuole farci credere.
Siamo convinti che tale processo, in Puglia vada ripensato poiché non sarebbe assolutamente un vantaggio, al contrario alimenterebbe ancor di più il divario Nord – Sud, in quanto i territori regionali più ricchi, attiverebbero ancora di più investimenti in infrastrutture, scuole, sanità, ecc...
Per questo lo Stato, attraverso anche le manovre economiche, deve garantire e rimanere al centro di un sistema che assicuri l'equità delle risorse, livelli essenziali di prestazioni e compensazione delle realtà geografiche più deboli dove il saldo fiscale è inferiore perché inferiori sono occupazione e salari, incentivando imprese e investitori, impegnando risorse aggiuntive nei territori con economie svantaggiate.
Serve invece, rafforzare i principi di solidarietà, giustizia, equità, ed universalità, secondo cui ad ogni cittadino siano garantiti gli stessi diritti in ogni parte della penisola relativamente all’accesso a servizi pubblici, all'istruzione, all’occupazione, all'assistenza ed alla sanità.
L’atteggiamento del Governo nei confronti di Cgil Cisl Uil in questi mesi, è stato di chiusura e la manovra economica, di fatto, scoraggia le fasce deboli, non punta su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni, coesione e investimenti produttivi, né traccia in particolare nelle sue aree più deboli, una prospettiva di forte rilancio economico e sociale.
Per tutto questo, come divulgato in questi giorni, sono state avviate mobilitazioni territoriali che culmineranno con una manifestazione nazionale a gennaio prossimo.
C’è bisogno di una Italia che costruisca il proprio futuro su basi solide, economiche e sociali e per fare questo, come più volte evidenziato dalla nostra Organizzazione Sindacale attraverso i vari livelli, non si può non ripartire dalle province del Mezzogiorno, come rilevano anche le classifiche de Il Sole24Ore e di ItaliaOggi semmai ce ne fosse ancora bisogno!
Per queste ragioni, Taranto deve ricostituire autorevolmente, attraverso una rete e un sistema, una rinnovata capacità progettuale e contrattuale.
E’ in tale logica che il territorio di Taranto, con tutte le sue componenti istituzionali, parlamentari, produttive, sociali e culturali, è ancora una volta chiamato a sollecitare la coerenza del Governo a non rimuovere ma a salvaguardare e rilanciare le esperienze positive messe in campo.
Ci preoccupa il mancato rilancio e confronto sul Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’area di crisi di Taranto (Cis) che era supportato da oltre un miliardo di euro.
Ricordiamo che nel Cis si è stabilito il rispetto intransigente della programmazione, della progettazione e dell’esecuzione delle opere e/o delle attività da realizzare.
Interventi previsti, con risorse appostate, per le emergenze ambientali, produttive e di sviluppo da affrontare con investimenti per le bonifiche, per la realizzazione del nuovo ospedale San Cataldo, per l’acquisto di attrezzature sanitarie, per opere di riqualificazione della città vecchia, per altre di ammodernamento infrastrutturale nell’area portuale.
Ad oggi però, fatta salva qualche dichiarazione in termini generali sui quotidiani, ci sfuggono le vere dinamiche che il Governo vorrà attivare per corrispondere adeguatamente a queste emergenze e priorità del territorio.
Altrettanto, non ci sono chiare le ragioni per cui esso non intende proseguire con lo stesso metodo, il lavoro avviato e programmato in questi anni dalla struttura ministeriale di Missione del Cis.
Nonostante ciò, noi continueremo a considerare prioritario per lo sviluppo di Taranto e della sua provincia la prosecuzione del tavolo Cis.
Questo modello del “lavorare insieme” è necessario, così come fondamentale sarà fare squadra attraverso una unità d’intenti sul territorio.
Il fare squadra, è stato oggetto, qualche giorno fa, dell’autorevole e rilevante invito alla speranza pronunciate dal segretario di Stato Vaticano il Cardinale Pietro Parolin in occasione della sua visita a Taranto per il 50esimo anniversario della visita di San Paolo VI, che celebrò la santa messa della notte di Natale all’Italsider, nel 1968.
Ripercorrendo le tappe di San Paolo VI, la visita del Cardinale Parolin, organizzata dall’Arcivescovo S. E. Monsignor Filippo Santoro, è stata non solo un momento di grande valore religioso e sociale ma ha avuto, anche, la capacità di trasferire un messaggio tangibile di speranza, che noi come Cisl abbiamo fatto nostro, per una comunità che ha necessità di coesione, di fiducia, di lavorare insieme. Per questo riteniamo importante sottolineare quanto detto, tra l’altro, dal Cardinale: “...Desidero perciò, ancora una volta, invitare tutti, specie chi ha ruoli di responsabilità, a mettere in campo tutto l’impegno, le competenze ed il cuore per fare più di quello a cui si è tenuti e che è stato già fatto: il possibile e, finanche, l’impossibile per dare a Taranto il presente ed il futuro che merita”.
Confidiamo tanto anche in questo appello da parte del Cardinale Parolin, per un nuovo inizio, a partire dalle prossime settimane con il Governo nazionale e Regionale affinché manifestino aperture e disponibilità ad un confronto serrato circa le cose da fare per Taranto, ciò costituendo, per noi, valore fondamentale di partecipazione democratica e di una rinnovata coesione sociale.

 

Di seguito la lettera inviata al Prefetto con la richiesta di un incontro su vertenza Studio 100, questa emittente  ha arretrati di stipendio e tredicesime molto importanti,  verso i loro dipendenti, molti dei quali hanno deciso di non collaborare più in attesa della risoluzione debitoria della stessa emittente.

Eccellenza, - scrivono Lumino e Mazza -  come già anticipatoLe per le vie brevi, sollecitiamo un Suo autorevole intervento, tramite la convocazione di un incontro, per affrontare la questione relativa ai dipendenti dell'emittente televisiva Studio 100.
Va premesso che da anni le sottoscritte organizzazioni sindacali, assistono i dipendenti della Tv, con il duplice obiettivo di tutelare il posto di lavoro e sollecitare il rispetto del contratto nazionale collettivo applicatodall'azienda.
La situazione col passare degli anni si è notevolmente deteriorata, tanto che la quasi totalità dei dipendenti avanza mensilità arretrate dal lontano 2011. Poco più di un anno fa, fu proposto alle organizzazioni sindacali la stipula di un accordo per il passaggio in blocco dei dipendenti da Jet srl - società dichiarata fallita lo scorso 30 ottobre dal tribunale di Taranto con sentenza numero 35/2018 - a Mastermedia srl, entrambe amministrate dal signor Gaspare Cardamone, con accollo da parte di Mastermedia srl delle somme dovute da Jet srl nei confronti dei dipendenti a titolo di retribuzioni non versate. Non accettammo quel passaggio, e non sottoscrivemmo quell'accordo propostoci, perché avevamo dubbi sulla bontà dello stesso e sulle promesse, fatte a noi e ai
dipendenti, che la nuova società avrebbe sin da subito avuto una regolarità retributiva, pagando gli stipendi, che ormai era andata smarrita dalla vecchia. Spiace constatare, ad un anno di distanza, che i fatti ci hanno drammaticamente dato ragione. Mai nel corso degli ultimi 12 mesi Mastermedia ha pagato gli stipendi regolarmente maturati dai suoi dipendenti, e non lo ha fatto nemmeno quando i dipendenti hanno accettato un contratto part time per ridurre il peso economico a carico dell'editore. E così, ci troviamo alla fine del 2018 con dipendenti che non prenderanno né gli stipendi maturati nel corso dell'anno, né la tredicesima (vero e proprio sogno), né tantomeno riceveranno gli arretrati maturati negli anni precedenti giacché malgrado gli annunci aziendali, non ci sono notizie dal Mise circa la corresponsione dei contributi ai sensi della legge 448 del 1998 a Mastermedia srl, contributi invece già ricevuti da buona parte delle Tv destinatarie degli stessi.
- e concludono - La totale assenza di chiarezza, il continuo circolare di voci inquietanti, richiedono un confronto immediato, in sede istituzionale, nel quale poter affrontare, magari una volta per sempre, la vertenza Studio 100, a tutela dei lavoratori dipendenti, costretti da mesi e mesi a lavorare in cambio di poche centinaia di euro di acconto al mese,
senza prospettive certe e concrete per il futuro.
In attesa di un cortese cenno di riscontro, porgiamo cordiali saluti.

“Riconnettere il porto alla città e guardare al lavoro come leva fondamentale per affermare qualità della vita e riscatto sociale sia individuale che collettivo”.

È quanto afferma Maria Teresa De Benedictis, Segr. Generale della FILT CGIL di Taranto, a margine dell’incontro svoltosi con il Presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete.
Nel prendere atto positivamente dell’impegno da parte di Yilport, che da gennaio diverrà con tutta probabilità il nuovo e importante operatore terminalista del porto di Taranto con una concessione cinquantennale, con lo sviluppo breve periodo (due anni) di un traffico pari a 500 Teu e nel medio (5 anni) pari a 1 mln di Teu, la CGIL rilancia come fondamentale il tema del riassorbimento della quasi totalità del personale ex TCT e dell’intero indotto.
“In CGIL siamo convinti che si tratta di una stima prudenziale e abbiamo chiesto un impegno ad accelerare gli investimenti per intercettare nuovi traffici”- sostiene la De Benedictis – “ritenendo che le potenzialità dell’infrastruttura portuale e retroportuale e la dimensione globale dell’azienda lo possano consentire”.
Peraltro il rilancio dell’economia marittima e lo sviluppo dei traffici si completerà se saranno costruite misure di politica economica capaci di legare strettamente la portualità alla riorganizzazione del tessuto economico, al rilancio della produttività totale dei fattori, alla ripresa di competitività dell’industria e della logistica sui mercati internazionali.
Nel paradigma della nuova economia industriale, la logistica svolge un ruolo determinante. Senza un accesso efficiente ai mercati si determina uno svantaggio competitivo difficilmente colmabile. Accanto a questo elemento, che conta sempre più nella determinazione della produttività totale dei fattori, serve la capacità di far crescere la dimensione delle imprese e di puntare sui settori ad elevato contenuto tecnologico, per modificare la traiettoria di una specializzazione manifatturiera ancora concentrata sui settori maturi.
Quindi “va richiamata una responsabilità più complessiva di tutti gli attori istituzionali” afferma ancora la sindacalista della FILT CGIL.
Accelerazione che la CGIL richiama anche sui collegamenti per l’intermodalità, a cominciare dalla rete ferroviaria di collegamento.
Penso – dice la De Benedictis – al tratto Cagioni-Molo Polisettoriale con l’attivazione prevista ad aprile 2020, e Taranto-Piastra Logistica con attivazione prevista nell’agosto del 2020. Entrambi i raccordi, allo stato funzionale attuale, sono percorribili anche se da tempo non abbiamo treni – continua la segretaria della FILT - Entrambi gli investimenti di potenziamento consistono in nuovo fascio 3 binari 750 m elettrificati e riduzione tempi di manovra.
I porti saranno, assieme ai retroporti ed alle strutture logistiche, insomma l’asse strategico di questo intervento di politica industriale auspicato per Taranto.
Nel corso dell’incontro a proposito delle opportunità di sviluppo e lavoro, il presidente dell’Autorità portuale ha ribadito che saranno avviate nuove attività di Innovation Hub che vedranno tra le altre cose recuperare gli spazi dell’ex iard Belleli, e il varo di una nuova concessione al mol Sant’Eligio per lo sviluppo della nautica da diporto che prevederà assunzioni di personale direttamente dall’agenzia portuale nata per tutelare gli ex operatori TCT.
Infine la FILT CGIL attraverso la sua segretaria Maria De Benedictis ha condiviso con il presidente Prete il piano d’azione per dare nuova connotazione pubblica al rapporto con AM Investco e procedere ad azioni di recupero dei materiali ferrosi come nei progetti di economica circolare previsti dall’addendum al contratto di cessione dell’ex ILVA.

La scoperta di una lavoratrice Planet Group. Lumino: “Prima sfruttati e poi sbeffeggiati”

«Se fossi stata una ragazza madre ora starei morendo di fame e insieme a me anche i miei figli». Sara, nome di fantasia, ha 31 anni ed è appena diventata mamma. La sua è una storia emblematica: il racconto di chi è stato sfruttato e poi ha scoperto di essere anche stato derubato. Da circa un anno lavora per Planet Group, call center che opera a Taranto e annovera tra i suoi committenti anche colossi come Tim. Qualche tempo f, giunta al suo settimo mese di gravidanza, ha chiesto di andare in maternità: «Era un mio un diritto – ha spiegato Sara – perché avevo maturato ben più dei tre mesi di lavoro come prevede la legge e così ho presentato la domanda». L’Inps le ha risposto: la sua domanda non poteva essere accettata perché non c’erano contributi versati per la sua posizione lavorativa. Sara ha scoperto con quella lettera che per i suoi mesi di lavoro non era mai stato versato alcun contributo previdenziale. Nemmeno un euro. Mai.
«Non sono neppure andata in amministrazione tanto mi avrebbero risposto come fanno sempre che non potevano farci nulla, che non avevano potere o addirittura che non ne sapevano nulla. In realtà lo sanno. Le voci sui contributi non versati sono sempre girate in quella azienda. Anche io le avevo sentite, ma non ci avevo dato troppo peso. Quando ho presentato domanda ho scoperto amaramente che era tutto vero». E l’azienda? L’azienda per i lavoratori è un’entità evanescente: «Non c’è nessuno con cui interfacciarci, nessuno a cui porre domande e ottenere risposte. E così sono andata immediatamente all’ispettorato del lavoro e da un avvocato».
E così mentre in Italia si discute sull’ipotesi di tenere le donne al lavoro fino al nono mese di gravidanza, emergono storie che sembrano appartenere ai secoli scorsi. «Io penso che la scelta di rimanere al lavoro durante la gravidanza – ha commentato Sara – debba essere esclusivamente della donna: gli ultimi mesi sono sempre i più delicati e nessuno può imporre o obbligare una donna a continuare a lavorare». A maggior ragione se non le sono stati versati i contributi. E se Sara l’ha scoperto a sue spese, ci sono tante donne e tanti uomini che hanno saputo della sua disavventura eppure continuano a lavorare per Planet Group: «hanno bisogno di lavorare – è il commento della donna – e sono disposti ad accettare qualunque cosa. Persino questo pur di vedere uno straccio di stipendio a fine mese. Io no – ha aggiunto con orgoglio e rabbia – io sono una lottatrice e non posso accettare che qualcuno si arricchisca togliendomi ciò che mi spetta. Ciò che mi sono sudata con ore di lavoro stressante, faticoso e sottopagato. Io non lo accetto».
La storia di Sara, madre lottatrice, è ora la nuova battaglia della Slc Cgil di Taranto: «Questa vicenda – ha spiegato il segretario Andrea Lumino – non è solo l’ennesimo caso di sfruttamento, ma è un vero e proprio raggiro. Per di più accaduto in un call center non “da sottoscala”, ma in un’azienda di grandi dimensioni. Planet Group – ha aggiunto il sindacalista – inoltre continua, nonostante le denunce fatte, ad agire nell’assoluta mancanza di rispetto delle regole e delle norme contrattuali nazionali oltre che degli obblighi fiscali».
Secondo Lumino: «sono tanti i lavoratori che come Sara hanno firmato un “contratto a progetto” e anche se l’azienda ha grandi committenze, agisce in un modo inqualificabile: abbiamo scoperto che i lavoratori mandati a casa non hanno ottenuto l’indennità di disoccupazione perché neppure a loro erano stati pagati i contributi. Insomma sfruttati e sottopagati e persino sbeffeggiati». Il sindacato ha lanciato all’azienda un ultimatum per si adeguasse applicando le norme nazionali e dopo aver declinato ogni richiesta di incontro la risposta è stata la stessa fornita ai lavoratori: «Non sappiamo, non possiamo garantire». «Non possiamo neppure lontanamente comprendere un simile atteggiamento – ha concluso Lumino – e quindi ci rivolgeremo all’ispettorato del lavoro e alla Guardia di finanza, ma chiediamo anche a Tim e agli altri committenti e ancora una volta alle istituzioni di fare la loro parte: urge un tavolo per da Taranto lanci un ponte anche in Salento e in Basilicata per salvaguardare i tanti dipendenti di Planet Group che rischiano di trovare sotto l’albero una beffa al posto del regalo».

È il primo accordo sindacale di secondo livello, nell’appalto ex Ilva oggi Mittal Italia S.p.A., quello sottoscritto a Taranto pochi giorni fa con la Sodexo, Azienda di pulizie civili che opera nello stabilimento siderurgico presso i reparti ACC1, ACC2,AFO 1/2/4, 5° Sporgente, Mensa dirigenti, PGT, SEA.

Lo scorso novembre, per soddisfare la domanda di servizi supplementari, la Sodexo ha fatto ricorso all’utilizzo di ore lavorative supplementari, nei vari reparti; tanto è bastato perché il sindacato sollecitasse, a far data dall’1 gennaio p.v. un adeguamento strutturale dell’orario di lavoro, stante la presenza in organico di personale comunque numericamente insufficiente, al punto che si sono anche concordate nuove assunzioni, dando la priorità ai cosiddetti lavoratori storici.
Al contempo l’Azienda, sempre su richiesta sindacale, ha concesso un premio di 4 euro sotto forma di ticket restaurant, legato alla presenza/mese giornaliera – salvo assenze correlate a diritti contrattuali - a prescindere dall’inquadramento e dall’orario di lavoro e corrisponderà anche un premio annuo di 100 euro a tutti i propri dipendenti che non subiranno infortuni sul posto di lavoro.
“Abbiamo puntato a rendere esigibile, con questo accordo, i contenuti della vertenzialità che ci vede impegnati in prima linea da molto tempo, anche unitariamente, contro il precariato nel sistema indotto ex Ilva, specie nei settori delle pulizie civili ed industriali – commenta Antonio Arcadio, segretario generale Fisascat Cisl Taranto Brindisi – ma abbiamo anche inserito nella contrattazione, ottenendo positivi riscontri anche da parte di Sodexo, elementi valoriali di giustizia retributiva, implementando le ore lavorative e perciò il salario mensile, considerando che l’esiguità del tempo di lavoro di troppi dipendenti si è tradotto finora in precarietà economica con tutte le comprensibili conseguenze familiari e sociali negative. Altro risultato non secondario che mi piace segnalare è l’impegno assunto dall’Azienda a porre in essere azioni di contrasto alle molestie sul posto di lavoro, in conformità con l’accordo già stipulato a livello internazionale. ”

"CGIL-CISL-UIL di Grottaglie unita mente alle proprie categorie e associazioni, dennciano  il grave e irrispettoso comportamento che l'Amministrazione Comunale di Grottaglie sta utilizzando non solo nei confronti delle scriventi organizzazioni sindacali  ma anche e soprattutto nei confronti dei Cittadini.

Infatti, da diverse settimane, moltissimi Grottagliesi stanno ricevendo cartelle di pagamento di "rettifiche IMU anni 2013/2014" non chiare, eccessivamente penalizzanti e senza aver mai ricevuto alcun avviso bonario di pagamento.
Già  il 29/10/18, noi Organizzazioni Sindacali abbiamo provveduto al coinvolgimento del Sindaco di Grottaglie, tramite una formale richiesta di incontro urgente, con la rappresentazione della grave problematica e della necessità di affrontarla e risolverla in tempi brevi. A tal proposito vogliamo ricordare che la richiesta di pagamento deve essere soddisfatta entro 60 giorni dalla notifica.
Il giorno 8/11/18, finalmente, si è realizzato un incontro con l'Assessore Bonfrate Mario.in rappresentanza del Sindaco. Questa occasione, dopo ampia discussione ha visto la formalizzazione di un verbale di incontro, nel quale si sono evidenziate le criticità e il relativo impegno della Amministrazione Comunale per una celere
verifica e soluzione di quanto di seguito si espone:
• mancato invio dell'avviso bonario;
• applicazione non comprensibile delle sanzioni su importi già soddisfatti;
• adozione di criteri eterogenei degli avvisi di accertamento;
• sospensione della efficacia temporanea degli avvisi di accertamento."

Fin qui il comunicato stampa della CGIL_CISL UIL Grottaglie, di fronte a questo silenzio dell'Amministrazione comunale si rimane inebetiti, specialmente per la ormai sconcertante indifferenza di un 'Amministrazione che ha conquistato il consenso cittadino e quindi salita al Palazzo grazie alle grandi lotte a difesa del popolo di Grottaglie. A questo punto sorge in molti la domanda: "Ma dove sono finiti i vostri ideali di un movimento attivo e battegliero a servizio della collettività?

L’ultima lettera è dello scorso 5 novembre, la prima del 25 luglio, ma sul tema del “servizio di assistenza domiciliare integrata, per disabili e non autosufficienti”, continua a registrarsi l’assordante silenzio del Comune di Taranto.

Così in una nota la Funzione Pubblica CGIL, che insieme alla segreteria confederale e alla categoria dei pensionati, nei mesi precedenti si era fatta promotrice di una serie di lettere e solleciti per richiedere un incontro al Comune di Taranto e in particolar modo all’Assessore ai Servizi Sociali, Simona Scarpati.
Mentre noi scrivevamo al Comune (ben quattro missive – ndr) per ridiscutere dell’offerta per questi utenti con la drammatica incombenza di appalti in scadenza in settori sensibili che molto si legano alla capacità anche empatica degli operatori di entrare in contatto con i loro assistiti, l’ente civico provvedeva ad andare in proroga, a cambiare appalti e soprattutto a non convocare un tavolo di coo-programmazione rispetto a servizi che hanno cittadini e lavoratori al centro della loro azione – dice Tiziana Ronsisvalle della FP CGIL.
Sono mesi che attendiamo – continua la sindacalista della CGIL – ma tutto quello che siamo riusciti ad ottenere dal Comune di Taranto è un pannicello caldo che presto si raffredderà.
Il riferimento è all’appalto in scadenza per gli operatori che si occupano dei disabili totali.
Per loro la data ultima è fine novembre – dichiara la Ronsisvalle – dopodiché dal 1° dicembre le lettere di licenziamento che hanno già ricevuto diventeranno esecutive e per loro e soprattutto per i loro utenti ci sarà il buio dell’ennesima precarietà.
Eppure il Comune di Taranto di fronte a tale situazione non ha sentito la necessità di avviare un dialogo.
Un ente chiuso – continua la nota della FP CGIL – che pure avrebbe dovuto sentire forte l’esigenza di una offerta di welfare territoriale che arrivasse a più persone possibili, mentre continuiamo a registrare il vuoto assoluto rispetto alla costituzione della Carta dei Servizi al Cittadino, che è la mappa indispensabile per chi è costretto a registrare all’interno della propria famiglia, fragilità, debolezze o bisogni a volte difficili da affrontare da soli.
Non si tratta più di disattenzione – dice la Ronsisvalle – per la storia di quei 12 operatori a rischio licenziamento è la storia che si intreccia con il futuro dei loro assistiti che dopo anni di cura, confidenza e attenzione torneranno ad essere soli.
Nelle note della FP CGIL anche alcuni riferimenti agli appalti varati in questi ultimi mesi.
Assistiamo a gare con offerte economiche troppo basse per garantire il costo del lavoro specializzato che si professa di offrire – continua Tiziana Ronsisvalle – e anche di questo avremmo voluto discutere con il Comune. Siamo preoccupati e auspichiamo si possa tornare presto a discutere delle urgenze e dei bisogni dei cittadini più deboli di questa città.

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