Cronaca sindacale

Cronaca sindacale (121)

Ad un malato cronico necessitano cure e risposte. Per un malato acuto la tempistica sulla presa in carico del problema non è una variabile indefinita e può rappresentare un vero e proprio salvavita.

È questo il punto di riflessione che da mamma e donna nonché componente della segreteria confederale della CGIL di Taranto (delega alla salute e ai servizi sociali), pongo oggi nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica e delle forze politico-istituzionali che hanno competenza in materia.

Un appello al pragmatismo che noi donne conosciamo bene e che non può risolversi nell’ennesima polemica senza costrutto che in questi giorni difficili, gli ennesimi, per la mia città, ci portano alla sterile querelle propagandistica e ad atteggiamenti di “tifoseria” per questo o quel fronte.
Chiediamo da tempo che si intervenga, perché a quel malato cronico o acuto della città di Taranto, la risposta va data in termini di cose fatte o da fare senza ulteriori tergiversamenti. Ora. Con immediatezza e celerità. E non perché la fase di imputazioni delle responsabilità sia un fattore secondario, su cui anzi da tempo chiediamo che gli organi inquirenti e di controllo lavorino senza nessun tipo di sudditanza psicologica o politica, ma perché di fronte ad un ferito grave pensiamo sia più opportuno prestare l’aiuto e le cure necessarie.
Interventi di natura sanitaria, ma anche tutta la gamma di migliorie sulla vigilanza, il controllo, la bonifica che pure nei DPCM, negli addendum ambientali, nei tavoli ministeriali, nelle proposte di “ambientalizzazione”, e infine sulle pagine dei media e dei social media tutti sembrano avere a portata di mano, salvo poi non attuarle.
Le problematiche ambientali e sanitarie dell’area SIN di Taranto restano, così, ancora senza risposte, proprio per quel gioco al massacro, ai black out delle priorità, che guarda caso colpiscono in particolar modo le donne e i loro figli. Le stesse donne, che come denunciammo alcuni mesi fa all’atto della pubblicazione delle stime del Ministero della Salute sulla griglia dei livelli di assistenza (LEA), rimanevano vittime di uno “scostamento non accettabile” proprio alla voce sulla prevenzione dei tumori alla mammella, alla cervice uterina e al colon retto. Segnalazione che a suo tempo rivolgemmo al governatore della Puglia e che ciclicamente abbiamo posto con pressione a tutti i tavoli a cui come CGIL abbiamo presto parte. Un invito all’operatività che sembra cadere nel vuoto.
Oggi, invece, per noi, la priorità è tutta lì: chiedere che si faccia presto e sostenere la comunità tutta in questa direzione senza inutili fughe in avanti o mero esercizio di propaganda ai fini del consenso elettorale.
Fare presto per ottenere screening sempre più serrati. Fare presto per comprendere la tempistica per la realizzazione dei filtri a manica previsti nell’agglomerato. Fare presto per migliorare e rafforzare la rete di monitoraggio. Fare presto per esigere che quel miliardo e duecento milioni di euro che i Commissari avrebbero dovuto spendere per le bonifiche siano veramente spesi. I distinguo li faremo a tempo debito, ora abbiamo il dovere di salvare ciò che va salvaguardato fino allo stremo delle nostre forze.

 

Su Sun Film Group è opportuno che intervenga la magistratura

Slc Cgil nazionale e della sede di Taranto chiedono a Mibac e Miur, a Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto, a Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, nonchè alla magistratura ed agli organi ispettivi, un intervento diretto sulla Sun Film Group che ha completamente disatteso gli impegni sottoscritti con SLC CGIL agli inizi di febbraio che prevedevano la liquidazione dei debiti verso i lavoratori entro la fine di febbraio stesso. Soltanto oggi l'azienda ci ha contattato, dopo un mese di silenzio, per comunicare di non poter procedere ai pagamenti, contrariamente agli affidamenti presi.

Una vertenza che sarà illustrata in dettaglio MERCOLEDÌ 6 MARZO alle h 11.30 presso la sede della CGIL di Taranto in via Dionisio 20 a cui parteciperanano:
- Andrea Lumino, segretario generale SLC CGIL TARANTO;
- Umberto Carretti, coordinatore nazionale SLC CGIL troupe-cinema;
- Paolo Peluso, segretario generale CGIL Taranto.

Ancora oggi permangono numerosi debiti verso le ultime produzioni cinematografiche, con lavoratori che avanzano migliaia di euro, mentre l’azienda è impegnata nella distribuzione del prossimo film e, dall'11 marzo, nelle riprese di una pellicola per cui ha già realizzato il casting, ed è presente in festival internazionali.

Riteniamo assolutamente inaccettabile questo modo di procedere e confermiamo l’impegno nel sostenere i lavoratori nel recupero di quanto è dovuto per il loro lavoro e nel ridare dignità ad un settore che per troppi è motivo di arricchimento a danno dei lavoratori.
Le aziende che non rispettano i contratti e i relativi pagamenti non debbono ricevere ulteriori patrocini e sovvenzionamenti pubblici da istituzioni locali (Comune e Regione) e nazionali (quali Mibac e Miur). Il silenzio di queste istituzioni, cui chiediamo l'immediata sospensione dei contributi, su una vicenda che colpisce numerosi lavoratori, sarebbe ingiustificabile.

Pertanto procederemo nelle sedi opportune a tutela di un territorio, di un settore e di persone che hanno dignità e contratti da far rispettare.

Il Coordinamento politiche sociali della Cisl territoriale considera ancora in sofferenza la sanità ionica ed è quanto ha ribadito nell’incontro di martedì u.s. al Direttore Generale, dott. Stefano Rossi ed alla direzione sanitaria della Asl/Ta, nell’ambito dei lavori della Cabina di regia, con le altre Confederazioni, cui ha preso parte insieme con il Segretario generale della Cisl Taranto Brindisi, Antonio Castellucci.

Forti anche della consapevolezza che la manifestazione regionale unitaria del 12 dicembre u.s. a Bari a sostegno della Vertenza “Sanità e Welfare” stia producendo sempre maggiori aperture sul versante della concertazione e del dialogo sociale, alla presenza dei Direttori sanitari di tutti i nosocomi ionici, è stata fatta richiesta alla direzione sanitaria, per giungere ad una valutazione più approfondita e ad un esame al meglio degli effetti ad oggi del Piano regionale di riordino ospedaliero, di un report di tutti i presidi, i dati analitici dei relativi reparti, con i dati anche del personale e dei posti-letto.
Nei prossimi incontri verranno affrontati oltre alla riorganizzazione ed all’offerta sanitaria ospedaliera, anche la pianificazione della medicina territoriale, le liste di attesa e la riorganizzazione dell’Emergenza Urgenza.
La disponibilità assicurata dal Direttore Generale autorizza l’auspicio che la regia concertativa, dell’intero processo, possa espletare al meglio la propria funzione a beneficio dell’intera comunità ionica.

 

La Cisl Fns, una cui delegazione ha di recente visitato la Casa circondariale ionica “sollecita con forza una nuova organizzazione del lavoro, che migliori il carico di lavoro dei Poliziotti penitenziari, distribuendo il sovraccarico esistente su tutto il personale.”
È quanto si legge, tra l’altro, in una nota a firma del segretario generale regionale pugliese Crescenzio Lumieri e territoriale Taranto Brindisi, Erasmo Stasolla, indirizzata ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, in cui si auspica una totale “sorveglianza dinamica, che garantisca ai reclusi una diversa e più funzionale organizzazione” così come “una maggiore meccanizzazione delle attività del personale, considerata la cronica carenza numerica esistente nell’istituto ionico ed in tutte le strutture della Puglia, nonché una integrazione con il personale di Polizia Penitenziaria femminile, ritenendo che al momento il servizio del reparto femminile abbia una buona copertura con turnazione su quattro quadranti.”
Lumieri e Stasolla sono anche intervenuti nel merito del suicidio di un detenuto, avvenuto il 17 febbraio scorso.
“Abbiamo certezza che i Poliziotti in servizio abbiano svolto il proprio dovere con celerità, nonostante il carico di lavoro abnorme cui vengono sottoposti quotidianamente” concludono gli esponenti sindacali “a loro la Cisl Fns esprime la propria vicinanza chiedendo che non siano lasciati soli dall’Amministrazione, in questo momento delicato per la professione e per lo stato psicologico insostenibile in cui versano, giacché essi assorbono lo stato di difficoltà del pianeta carcerario, con stress correlato sia all’attività lavorativa che al verificarsi di tali episodi.”

Quello che sta accadendo all’Arsenale di Taranto è figlio di uno sguardo miope e a stretto raggio che da sempre la classe politico-istituzionale, ma anche la stessa comunità, ha avuto rispetto al futuro economico-produttivo di questo territorio.

Pertanto la riunione di oggi, convocata in Comune, speriamo non arrivi tardiva rispetto agli impegni già assunti sul sito di Taranto e che da tempo non si sono trasformati in occasioni vere di consolidamento e rilancio dell’Arsenale di Taranto, specie per gli aspetti che riguardano il personale civile.

Così Patrizia Mignolo segretaria provinciale della Confsal, al termine della riunione convocata questa mattina a Palazzo di Città per fare il punto sulla crisi dell’Arsenale Militare di Taranto e del suo indotto.

Conteremo a breve gli effetti di quota 100 anche sullo stabilimento che fu il vanto dell’Italia del dopoguerra nella nostra città – continua – perché quel capitale di conoscenza e competenza potrebbe decidere di andare in pensione, lasciando sguarniti tutti noi anche di quella memoria che sarebbe occasione di rilancio non solo del sito produttivo ma anche della stessa storia del lavoro nella nostra città.

Pagine che secondo la Mignolo andrebbero riconvertite al più presto in una funzione più attenta e puntuale dell’auspicato Museo che non può essere però la tomba del sito produttivo.

Il Piano Brin, la musealizzazione di una parte di quella storia, le ipotesi di rilancio restano ancora una pagina non interamente scritta rispetto al futuro del sito – dice – mentre assistiamo, sempre più sgomenti, ad un progressivo depauperamento della forza lavoro e delle commesse esterne.

Rispetto alla riunione di oggi la segretaria della Confsal aggiunge: “condividiamo la prospettiva del Sindaco e del presidente di Confindustria – dice – perché non può esserci piano di rilancio senza la ripresa di attività di cantieristica e riparazioni che un tempo futuro vanto della cantieristica navale tarantina”.

Un patrimonio di competenze che rischia di scomparire – continua la Mignolo – anche perché nella difficile stagione del turn over pochi nuovi innesti sono stati realizzati rispetto a quel cartello produttivo (si pensi alla scomparsa della scuola allievi operai – ndr), e nessun progetto di attinenza con l’economia navale del territorio è stato realizzato attraverso la presenza di corsi universitari specifici (ingegneria navale e navalmeccanica in stretta correlazione con gli studi primari già avviati nel territorio – ndr).

Infine la Confsal raccoglie lo stimolo arrivato dall’incontro di oggi, rispetto a un maggiore coinvolgimento della task force per il lavoro della Regione Puglia.

Crediamo che sul tema – conclude Patrizia Mignolo - l’intervento della struttura di missione presieduta da Leo Caroli debba cominciare a lavorare proponendo soluzioni e percorsi di garanzia.

In avvio un nuovo film. Il sindacalista “Attendiamo che mantengano impegni presi”.

«Apulia Film Commission e gli organi ispettivi blocchino qualunque finanziamento alla Sun Film Group fino a quando la società non avrà provveduto a saldare le retribuzioni delle precedenti produzioni». Lo ha ribadito con forza Andrea Lumino, segretario generale di Slc Cgil Taranto da tempo impegnato nella delicata vertenza che riguarda il settore cinematografico nel capoluogo ionico. Il sindacalista ha infatti denunciato che la società Sun Film Group sarebbe ormai pronta per avviare le attività per un nuovo film senza aver adempiuto agli impegni che aveva preso nell’incontro con i rappresentanti dei lavoratori. Il 4 febbraio scorso, infatti, la società aveva firmato un accordo nel quale ha garantito di provvedere al pagamento di tutte le spettanze arretrate entro il 28 febbraio. Lumino ha precisato che «siamo consapevoli che manchi poco più di una settimana a quella data, ma da quel giorno non abbiamo ricevuto dalla società alcun riscontro rispetto alle richieste che abbiamo inoltrato. Tre giorni dopo l’incontro – ha spiegato il sindacalista – abbiamo inviato alla società elenchi e documentazione di lavoratori che si sono rivolti al sindacato e non mai stati pagati per il loro lavoro: a distanza di due settimane nessuna risposta è stata fornita dalla Sun Film Group. A pensarci bene – ha aggiunto il segretario di Slc Cgil Taranto - una richiesta è giunta: la società ha chiesto a noi di fornire una contabilizzazione dell’ammontare complessivo degli ammanchi. Insomma la Sun Film Group ha chiesto alla Slc Cgil di quantificare i suoi debiti: una richiesta che riteniamo surreale e che abbiamo chiaramente rispedito al mittente». A questo infatti si è aggiunto inoltre un ulteriore dato: l’utilizzo di lavoratori che non solo non sono stati pagati, ma allo stato risulterebbero anche non contrattualizzati. Lavoratori in nero, per usare parole chiare».
Ma negli ultimi giorni la situazione si è ulteriormente complicata: «La Sun Film Group – ha aggiuntoLumino – è pronta per avviare una nuova produzione cinematografica a Roma senza aver rispettato gli impegni: è evidente quindi che la situazione diventa paradossale. Con quali fondi si avvia questa nuova produzione? E, soprattutto, se i fondi ci sono, come mai non ancora stati saldati tutte le spettanze dei lavoratori? Attendiamo con fiducia risposte dalla società nella speranza che i fatti possano chiarire una situazione incredibile. Nel frattempo predisponiamo gli atti per chiedere l’intervento della Procura della Repubblica. Perché vogliamo mantenere alta la guardia su un settore delicato visto che attiene alla produzione culturale che a Taranto è spesso utilizzato con fini elettorali e propagandistici. Intanto ribadiamo la richiesta ad Apulia Film Commission, agli organi ispettivi e al Ministeri per i beni culturali di non erogare fondi fino a quando la società non dimostrerà coi fatti di aver assolto ai suoi compiti e garantito tutela alla dignità dei lavoratori e di un interro territorio».

«Non sarà consentito a nessuno far pagare dazio in termini occupazionali al sito ionico»

Nota congiunta di Michele TAMBURRANO, Segretario Generale Fim Cisl Taranto Brindisi e Angelo COFANO, operatore settore Aeronautico Fim Cisl Taranto Brindisi, 

«Leonardo ha bisogno di reali investimenti in tutti i siti». È l’appello del segretario generale della Fim Cisl Taranto Brindisi, Michele Tamburrano, alla luce degli ultimi investimenti annunciati in Campania e che vedrebbero ristagnare la situazione nel territorio ionico.

«Per quanto concerne la divisione Aerostrutture, e in particolare il sito di Grottaglie – spiega Tamburrano - abbiamo assistito, fin qui, a grandi sforzi da parte dei lavoratori e dell’azienda, finalizzati al raggiungimento di efficacia, efficienza, alla rincorsa frenetica di riduzione degli sprechi e dei costi, con particolare attenzione alla soddisfazione del cliente per favorire quelle sinergie industriali che avrebbero permesso di stabilizzare il processo produttivo e creare le condizioni per acquisire nuove importanti commesse ed allontanarci dall’essere un’azienda monocliente e monoprodotto. L’attenzione del management - aggiunge Tamburrano - deve continuare a voler traguardare lo stesso risultato, ancora da raggiungere per molti aspetti, ma soprattutto le attenzioni del Governo e gli investimenti – fin qui solo annunciati - non possono essere circoscritti unicamente ad una parte dei siti escludendo di fatto l’area Jonica. Ciò renderebbe vano quanto realizzato a Grottaglie fino ad ora ed i sacrifici che hanno permesso allo stabilimento di diventare non solo competitivo ma anche di esempio come modello organizzativo pronto ad acquisire nuovo lavoro».
Il gruppo Leonardo in Puglia occupa, complessivamente, circa 3mila lavoratori diretti e 2mila dell’appalto, rappresentando senza dubbio una realtà strategica per lo sviluppo della nostra regione e di tutto il Mezzogiorno.
«La cultura del risultato verso cui la nuova Leonardo ha voluto spingere sin dal suo avvento – chiosa Angelo Cofano, operatore sindacale della Fim Cisl Taranto Brindisi - fonda le sue basi sull’impegno dei lavoratori e il loro coinvolgimento, ma non può prescindere dall’impegno del Governo e dell’azienda ad investire in stabilimenti virtuosi con capacità e professionalità tali da essere ormai pronti e maturi ad affrontare nuove sfide, traghettandole verso performance positive nell’interesse dei dipendenti tutti, del lavoro, del futuro dello stabilimento e di tutta la Divisione. Il processo di internalizzazione delle attività avviato da Leonardo in tutta la One Company ha visto soprattutto il sito di Grottaglie pagare un grosso dazio in termini di occupazione per l’uscita di ditte terze dall’indotto, proprio per aver sposato il progetto che avrebbe portato ulteriori carichi di lavoro, che ad oggi purtroppo non si riescono ancora ad intravedere. Pertanto - conclude Cofano - qualora le intenzioni fossero quelle di bypassare il sito di Grottaglie da nuove commesse e investimenti pubblici, così come annunciati, non resteremo fermi a guardare l’ennesimo sopruso ai danni di un territorio già martoriato e vittima di una politica votata esclusivamente al populismo».

Giovedì 7 febbraio sarà ricordato come un giorno storico per lo Stabilimento Avio Aero di Brindisi grazie all’accordo siglato tra la Direzione Aziendale e la RSU di Stabilimento di FIM-FIOM-FISMIC-UGL-FAILMS alla presenza dell’Amministratore Delegato ing. Riccardo Procacci in visita nel sito brindisino.

Negli ultimi cinque anni Avio Aero ha messo in atto un complessivo impegno economico pari a 100 milioni di euro che hanno permesso al sito di Brindisi di caratterizzarsi quale centro di eccellenza fortemente focalizzato sulla produzione di Frames oltre che sulle revisioni di motori e turbine raddoppiando di fatto i volumi produttivi nell’area Frames nel triennio 2015-2018.

Tale incremento di attività ha già prodotto effetti positivi anche sui livelli occupazionali ma una nuova organizzazione del lavoro in grado di assicurare il pieno utilizzo del capitale investito, la saturazione degli impianti e, di conseguenza, il completo soddisfacimento della domanda di produzione crea i presupposti per ulteriori opportunità di crescita. La RSU dopo un’assemblea, con successivo referendum, ha deciso di comune accordo con le maestranze di accettare la nuova sfida consentendo al sito brindisino di diventare uno Stabilimento praticamente a ciclo continuo tramite l’utilizzo dei 20 turni in diverse aree. Nel merito l’accordo prevede che si lavori anche nelle giornate di sabato e domenica, con incentivi economici ai lavoratori interessati, sui tre turni con i riposi a scorrimento durante la settimana. A fronte dell’introduzione della nuova turnazione l’Azienda procederà alla conferma a tempo indeterminato di n. 13 lavoratori attualmente in somministrazione oltre all’inserimento di n. 17 nuovi lavoratori entro il 30 agosto 2019. L’auspicio della RSU è che un’azione sindacale accorta e pronta ad un dialogo costruttivo e collaborativo possa creare i presupposti per l’arrivo di nuovi investimenti e nuove commesse che aprirebbero ulteriori opportunità lavorative per i tanti disoccupati del nostro territorio senza costringerli a cercare fortune altrove.

La notizia degli ultimi giorni riportata sugli organi di stampa relativa ad una possibilità maltese per i lavoratori del “bacino delle competenze di distretto”, che comprende anche gli ex Tecnomessapia, ci lascia quantomeno sorpresi nell’entusiasmo generato tra gli addetti ai lavori. Un offerta di lavoro è pur sempre un’opportunità ma gioire per un’occupazione in una nazione diversa ci sembra solamente utile a lavarsi la coscienza.

Il “bacino delle competenze di distretto” è nato come uno strumento innovativo di facilitazione alla ricollocazione lavorativa, possibilmente nello stesso territorio di provenienza, che non deve agire come un’agenzia di somministrazione con il patrocinio della Regione Puglia e non può e non deve favorire un esodo di competenze magari anche a condizioni economiche poco vantaggiose.
Il nostro territorio che da sempre è stato riconosciuto come area di eccellenza nel settore aeronautico viene oramai da tempo trascurato dalle grandi committenti e soprattutto da Leonardo che con una politica poco lungimirante non solo ha danneggiato tutto l’indotto locale ma ha trasformato la ex Agusta Westland, oggi Leonardo Divisione Elicotteri, in uno Stabilimento di serie B spostando la produzione dell’ AW109, AW139 e AW169 in Polonia. La cosa che fa più rabbia però è che tanti giovani di questo territorio sono costretti ad emigrare in Polonia per colmare il gap di competenze polacco.
Il Sindacato, la Regione Puglia, il Distretto Aerospaziale e anche Confindustria hanno il compito di ricostruire un quadro complessivo del settore aeronautico sul territorio disegnando un percorso per il futuro, perché nel Sud del paese non basta più tutelare i soli lavoratori, ma bisogna tutelare gli stabilimenti che spesso hanno il corpo sul nostro territorio e la mente in altri lidi e che come ultimi fatti di cronaca dimostrano sono i primi ad essere sacrificati nelle crisi o nelle ristrutturazioni.
Invitiamo pertanto ancora una volta tutti ad un’azione corale dando seguito a quanto già fatto con la creazione del bacino istituendo un tavolo negoziale che abbia come attore principale Leonardo alfine di creare una prospettiva lavorativa dignitosa.

 Giovedì, 7 febbraio, Palombella partecipa al Consiglio territoriale della Uilm Taranto

Nella mattina di mercoledì, 6 febbraio, il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella – insieme a una delegazione della Uilm nazionale, regionale e locale – effettuerà una visita allo stabilimento ArcelorMittal di Taranto, ex Ilva. Si tratta del primo sopralluogo ufficiale, a cinque mesi esatti dall’accordo del 6 settembre 2018 sottoscritto al ministero dello Sviluppo economico. “Torno nello stabilimento dopo dieci anni dall’ultima volta – spiega Palombella – con l’idea di verificare di persona lo stato di avanzamento dei lavori sul rispetto del piano ambientale e sull’adeguamento tecnologico, nonché il livello di copertura dei parchi primari, ma sarà anche un modo per incontrare i lavoratori e vedere qual è il nuovo volto dello stabilimento più grande del Gruppo”. Stabilimento che Rocco Palombella conosce bene, data la sua storia personale che lo ha portato a essere assunto all’Ilva di Taranto (quando si chiamava ancora Italsider) all’età di soli diciotto anni. Proprio qui ha avuto inizio la sua carriera sindacale fino ad arrivare al vertice dei metalmeccanici della Uil nel 2010. “Sarà un’occasione importante – ribadisce il Leader della Uilm – e ci auguriamo che venga colta positivamente sia dall’azienda, in termini di rafforzamento di relazioni industriali, che dagli stessi lavoratori al fine di affrontare in modo sempre più diretto le questioni ancora aperte legate a questa iniziale fase di ‘assestamento’ che non si è ancora conclusa”. Non a caso, infatti, il sopralluogo della Uilm nazionale avviene a valle dell’incontro del 30 gennaio scorso in Confindustria, a Roma. Un confronto ritenuto positivo, ma su cui c’è ancora bisogno di dialogare con ArcelorMittal Italia, in particolare sulla nuova organizzazione del lavoro e la ricollocazione delle professionalità, rispetto alle attività, nel passaggio da Ilva ad AM; sull’implementazione degli organici rispetto alle risalite produttive e il riavvio di impianti, a partire dal “tubificio” di Taranto il cui il numero di lavoratori integrati si dovrà aggiungere agli 8.200 minimi già previsti dall’accordo. La stessa Uilm di Taranto ha chiesto all’azienda una verifica puntuale sulla modalità di distribuzione delle unità lavorative, reparto per reparto, rispetto al piano industriale, che, a oggi, è sconosciuto.

Al termine della visita, intorno alle 14:30 di mercoledì 6 febbraio, è previsto un incontro con la stampa presso una sala della direzione di ArcelorMittal Italia adibita per occasione allo scopo. Giovedì 7 febbraio, Rocco Palombella parteciperà al Consiglio territoriale della Uilm di Taranto, che avrà luogo a partire dalle 9:00 presso la Sala Resta del Centro Congressi della Cittadella delle Imprese. Diversi i temi all’ordine del giorno: dalla visita allo stabilimento e le relative considerazioni, all’apertura della discussione sul CCNL dei metalmeccanici, alla manifestazione Cgil Cisl e Uil del 9 febbraio 2019 a Roma.

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