Flash mob "Albe e Tramonti" - Associazione Genitori tarantini

Comunicato Stampa 28 Lug 2019
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All’alba di questo giorno, in Città vecchia, un gruppo di musicisti capitanati dal violino del maestro Francesco Greco ha salutato in musica il sorgere del sole. Un evento tanto bello quanto inusuale, per la nostra comunità. Noi eravamo lì, in attesa che il concerto finisse, che i musicisti venissero premiati dall’applauso finale dei presenti, per il rispetto che sempre si deve agli artisti. Poi, abbiamo presentato le nostre croci e srotolato lo striscione che vuole ricordare a tutti che “tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un solo bambino”. Un ulteriore atto di accusa verso le Istituzioni di tutti i livelli, colpevoli dello scempio insopportabile a carico del nostro territorio e delle nostre vite. Dal Governo nazionale che ancora pone il P.I.L. al di sopra della salute, fino al Governo cittadino, cieco (e quindi complice) di fronte alle offese perpetrate all’ambiente e alla vita stessa. A distanza di nove mesi dalla consegna al Sindaco delle firme raccolte dalle associazioni “Genitori tarantini” e “LiberiAmo Taranto”, siamo ancora in attesa di quella risposta che ci era dovuta entro sessanta giorni. A questo si aggiunga la promessa, anche questa disattesa, della Commissione Ambiente di invitare nostri rappresentanti ad un consiglio monotematico sul tema. Quando un diritto che la Costituzione italiana dichiara “fondamentale” diviene un’emergenza per colpa dei Governi, siamo di fronte alla morte di una Repubblica democratica.

Vorremmo parlare esclusivamente della sublime bellezza di Taranto, delle sue albe e dei suoi tramonti. Vorremmo davvero farlo, ma non possiamo chiudere gli occhi davanti alle enormi ingiustizie che i tarantini subiscono ogni giorno, da oltre mezzo secolo. Questa alba tarantina abbiamo voluto dedicarla ai piccoli angeli vittime dell'inquinamento industriale. Ci sono albe e ci sono tramonti incredibilmente affascinanti. E ci sono, poi, tramonti che lasciano nel cuore una notte senza fine. Tramonti che non avremmo mai voluto vivere, ma che si ripresenteranno grazie alla spietata crudeltà propria degli infami.

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