Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Gennaio 2020

Il mondo pagano non smette di vivere intrecciato ad un tempio cattolico e religioso cristiano. La confusione della religione cattolica e dei cattolici praticanti e così tale e tranto che mi fa dare ragione a Marx. Io che maxista non sono e cerco di cucire gli dei con i Santi antichi e moderni. 

Neppure i miti erano arrivati al fatto di erigere falò in nome di una profezia ontologica. Erano segni pagani. Il mito è religiosamente pagano. I riti sacrificali sono l’antica Bibbia sommersa dalle Lettere di San Paolo e dai Sinottici ed apocrifici. Bisognerebbe avere il coraggio culturale di eliminare alcune tradizioni che hanno radici barbare. Noi vogliamo chiamarle culturali? Chiamiamole pure tali. Ma restano con un “patismo” barbaro e barbarico.
Io sono del parere che un Santo non può essere messo come icona su una pira bruciante. Non può rappresentare l’empatia tra il sacro la sacralità e la fine in cenere. Un rito pagano che diventa cristiano e viceversa. Una cultura popolare che ha poco di cultura religiosa cristiana (o ortodossa o islamica) e molto di paganesimo.
L'antropologia moderna è un coronamento della filosofia. La pira è un falò nella tradizione pre omerica e si fortifica con l'incendio di Troia. Il simbolo della città che brucia è una antologia di una civiltà.
Poi possiamo trovare tutti i collegamenti che si vuole. Nei Nativi d'America aveva un senso prettamente propiziatorio. Intorno al falò si pregava. Ma sono stati inviati nelle “riserve” e i riti cancellati. Nella civiltà occidentale non esiste se non partendo appunto da Troia in fiamme tra i vari falò.
Nella Storia Patria ci sono valenze di altra natura che non si permettono di toccare elementi antro - filosofiche. Ma nessuno ha mai pensato che con la pira si brucia un Santo? La cultura romana addirittura non ha festeggiato San Lorenzo bruciato vivo. Simbolo del fuoco.
L'Occidente, dopo Omero, tra Occidente ed Oriente, riparte da Nerone che non ha bruciato Roma. I roghi sono strumenti usati dalla Grande Inquisizione. Giordano Bruno. Giovanna D’Arco e tutti i vari e veri Santi messi al rogo (come ho raccontato nel mio libro). Il templarismo pre e post crociate racconta altre storie. Insomma bisognerebbe sgombrare un po' di non conoscenze per festeggiare i roghi.
Noi siamo nella cultura de Campo de Fiori. Quando si capirà ciò ci saranno altre riflessioni su questo paganesimo portato nelle viscere dei Santi? Mentre la pira brucia si festeggia. Siamo proprio alla enfasi della barbarie. Una cultura che possa vivere non ha bisogna di una civiltà e di una storia mandata al rogo. Ma di bellezza, di consapevolezza, di ragione. Abbiamo la necessità di una metafisica dei riti.
La metafora più cocente è stata offerta addirittura da Cesare Pavese che di antropologia era un maestro. Chiude il suo romanzo “La luna e il falò” con una pira dove viene bruciata Santa, un personaggio del suo romanzo. Pensate un po’. Il falò e un personaggio di nome Santa. Coincidenze? Sono gli stupidi credono alle coincidenze. Bisogna che il mondo cattolico si svegli e vada nel profondo non di una teologia scarsamente filosofica. La pira è un rito barbaro che invita alla cancellazione di tutto. Ci sarà alla fine la cenere che verrà spazzata dal vento. Una purificazione? Scontiamoli in vita i peccati. Per chi crede nei peccati. Intanto la Inquisizione non smette di vivere e di esserci non paticamente ma praticamente!

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Giovedì, 30 Gennaio 2020 16:03

Ascoltare la scienza fa guadagnare tempo

Dal seminario sui cambiamenti climatici l’invito a pensare a Giochi del Mediterraneo a basso impatto ambientale

Ascoltare la scienza fa guadagnare tempo. È con questa battuta del professor Giuseppe Mastronuzzi che si può sintetizzare la giornata di studio e disseminazione organizzata a Taranto da CMCC, dall’Università di Bari in collaborazione con Serveco sul clima e i cambiamenti. Gli anni che stiamo vivendo sono i più caldi da quattrocentomila anni a questa parte e le temperature andranno sempre più ad alzarsi, almeno, stando a quanto sostengono ben undici modelli matematici di previsione. L’aumento delle temperature inciderà sulla vita quotidiana a cominciare dall’innalzamento dei livelli del mare che, sebbene non sia percepibile quotidianamente è ormai misurabile. Il mare non crescerà in maniera uguale ovunque e se in Pianura Padana si perderanno oltre cinquemila metri quadri di territorio, Taranto rischia mediamente di meno, grazie anche ai movimenti geologici che mitigheranno l’innalzamento dei mari. Nei modelli previsionali si vede chiaramente che saranno la parte nord dell’Isola e del Borgo a rischiare di essere sommersi, se non si farà nulla per impedirlo. Crisi, infatti, etimologicamente indica la scelta ed è quella che l’uomo ora deve compiere per decidere come reagire ai cambiamenti climatici, non facendo nulla o provando a individuare strategie di mitigazione e resilienza. Grazie alla possibilità di accedere a modelli climatici di previsione con precisione che può arrivare a poche decine di km, prevedere cosa accadrà è possibile quasi con precisione. La precisione dei modelli va però verificata con l’osservazione diretta.
Giovanni Coppini ha indicato l’attualità del lavoro della Fondazione CMCC, spiegando come sia possibile mitigare gli impatti del climate change attraverso soluzioni tecnologiche e naturali, come il rimboschimento costiero. Reder, ricercatore della Fondazione, è intervenuto illustrando come i modelli previsionali già indichino quale scenari ci troveremo presto ad affrontare. L’innalzamento dei mari non sarà uguale ovunque, perché le dinamiche che soggiaciono a questo fenomeno sono diverse, come ha spiegato Antonioli, già Enea: ci sono movimenti geologici che si intersecano e producono delle differenze: mentre il Tavoliere sarà sommerso, Taranto avrà un impatto minore. Il professor Capolongo ha invece spiegato come la mano dell’uomo produca le precondizioni per i disastri, a cominciare dalle alluvioni. La cementificazione è pericolosa sia per l’impermeabilizzazione del suolo, sia perché, se fatta nei dintorni dei bacini alluvionali, può essere l’anticamera dei disastri, perché si conoscono quali fenomeni accadranno, ma non è possibile prevedere quando. Il professor Pierri è intervenuto sulle modificazioni dell’ambiente marino mediterraneo, mettendo in guardia la platea sul rischio dell’introduzione delle specie aliene che arrivano nel Mare Nostrum attraverso diverse vie d’entrata e vi proliferano a causa del riscaldamento delle acque. Bruno Notarnicola, invece, professore ordinario di Ecologia industriale e scienze merceologiche, ha illustrato in che maniera le imprese impattano sul riscaldamento globale, attraverso le emissioni della CO2 e ha invitato a utilizzare modelli di comportamenti virtuosi anche a Taranto, magari in occasione dei Giochi del Mediterraneo del 2026. Infine Pietro Vito Chirulli, di Serveco, partner dell’iniziativa, ha invitato tutti a scegliere quotidianamente da che parte stare, perché tante piccole azioni, impattano tanto quelle delle grandi aziende, a cominciare dalla scelta di comprare più o meno prodotti con imballaggi.
Il seminario è stato l’occasione per comprendere come la scienza possa sia aiutare a immaginare il futuro sia a ragionare sulle possibili soluzioni. Secondo i modelli previsionali in Italia, nei prossimi ottanta anni, la temperatura si innalzerà mediamente di cinque gradi e le giornate di caldo intenso, con il termometro al di sopra dei 35 gradi, saranno sedici o diciotto volte in più, con conseguenze quotidiane importanti, che impatteranno sul benessere delle persone, anche a livello economico: il sud
Determinati dall’uomo, che ha intaccato il delicato equilibrio naturale del ciclo del carbonio, i cambiamenti climatici sono la conseguenza dei sistemi di produzione e delle scelte, appunto. Per questo dal tavolo dei relatori arriva l’appello affinché si adottino misure che vadano a mitigare gli impatti, magari aumentando le aree marine protette, rimboschendo le coste e aumentando le foreste subacquee di posidonia, ma anche scegliendo di svolgere in maniera sostenibile i prossimi Giochi del Mediterraneo che si svolgeranno a Taranto.
Il seminario, a cui hanno partecipato diverse classi delle scuole superiori tarantine (Righi, Ferraris, Archimede, Aristosseno), ha visto l’intervento degli esperti della Fondazione CMCC, dell’Università di Bari e dell’imprenditore Pietro Vito Chirulli di Serveco, è stato il primo momento di confronto scientifico sul clima.

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Nel Piano straordinario per la rigenerazione olivicola priorità al mondo agricolo. Bene Ministero delle Politiche Agricole e Regione Puglia nell'ottica degli indennizzi

"Il grido di dolore del mondo olivicolo salentino ha trovato ascolto. Ai trecento milioni di euro stanziati per l'emergenza Xylella si aggiungeranno ulteriori risorse della Regione Puglia per risarcire le aziende colpite. Lo avevamo messo nero su bianco nell'ultima riunione dell'8 gennaio a Roma sul Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia: la priorità sia il ristoro al sistema agricolo, precedenza agli indennizzi e solo dopo le altre misure. Ora si passi dalle carte ai fatti: si proceda subito con l'attuazione concreta del decreto". Lo afferma il presidente provinciale CIA Salento Benedetto Accogli dopo il via libera della Conferenza Stato-Regioni al Piano. In occasione del tavolo convocato dal Ministero delle Politiche Agricole, CIA Puglia aveva consegnato un dettagliato documento con una serie di rilievi, a partire proprio dalla necessità di una modulazione programmata delle risorse finanziarie disponibili per le annualità 2020-2021.

"Le vittime dell'emergenza Xylella, olivicoltori e frantoiani, hanno acquisito un diritto di prelazione dopo anni in un limbo - prosegue Accogli - È fondamentale che dopo anni di ritardi sia messo in moto senza più indugi il meccanismo che da una parte facilita gli espianti e, dall’altra, procede con i reimpianti o la messa a dimora di nuove colture. Non si può ripartire senza i risarcimenti. Gli aiuti al mondo agricolo salentino martoriato dal batterio killer degli ulivi devono necessariamente costituire la priorità dell'impianto. Bisogna assumersi la responsabilità di traghettare l’area pugliese colpita dal dramma Xyella da una fase di emergenza a una fase di sviluppo attraverso una reale visione di sostenibilità del sistema produttivo e lavorativo nonché finanziario. Se nei prossimi tre anni la Puglia non dovesse riuscire a risollevare le sorti del settore, è destinata a incrementare un’emorragia di imprese che chiudono e posti di lavoro persi per sempre".

CIA Puglia accoglie con favore l'ok al Piano che di fatto sblocca i fondi stanziati, 300 milioni di euro suddivisi in due anni, ma non arretra rispetto alle condizioni già poste venti giorni fa e vigilerà sulle cosiddette "azioni orizzontali" previste dal decreto. Peraltro, proprio la Conferenza Stato Regioni ha evidenziato come "la Regione Puglia dovrà prevedere un'integrazione a sostegno delle imprese per il ristoro dei danni subiti a compensazione delle risorse che il decreto distoglie da tali finalità".

"Ad oggi si stimano danni pari a 1.500.000.000 di euro, una cifra che chiarisce la sproporzione rispetto alle risorse a disposizione. Apprezziamo lo sforzo e l'impegno profusi dal Governo e dalla Regione e non abbasseremo la guardia. Chiederemo conto al Comitato di Sorveglianza dei risultati raggiunti attraverso le somme investite per finalità di ricerca, sperimentazione e comunicazione - aggiunge il presidente regionale CIA Puglia Raffaele Carrabba - CIA Agricoltori Italiani Puglia è stata da sempre la prima sostenitrice della ricerca scientifica, così come delle campagne di informazione e comunicazione, ma è altrettanto persuasa che le risorse possano essere investite solo in progetti validi e misurabili. Sarà nostra cura monitorarne l'efficacia e qualora non dovessero portare i risultati sperati chiederemo che anche quelle somme siano dirottate sugli agricoltori".

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Ma temo moltissimo la gestione dei 300mln da parte della Regione Puglia. 
“I milioni sono sempre quelli: 150 per il 2020 e 150 per il 2021, ma ora sono certi visto che la Conferenza Stato Regioni ha dato il parere favorevole al ‘Piano straordinario per la rigenerazione olivicola in Puglia’, previsto con Decreto del Ministro delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali, di concerto con i Ministri per il Sud e dello Sviluppo Economico. Di ciò dobbiamo dare merito all’accelerata impressa dalla ministra Teresa Bellanova, che aveva assunto questo impegno come prioritario.
“Resta, però, un problema serio. La stragrande maggioranza di queste risorse, specie quelle destinate al ripristino della capacità produttiva, dovranno essere gestite dalla Regione e in modo particolare da quell’Assessorato all’Agricoltura, che si è dimostrato totalmente incapace, inadeguato e irresponsabile sulla materia. Insomma, non c’è da star tranquilli.  Basti pensare a cosa è accaduto con i fondi europei del PSR (disimpegno di 86 milioni di euro).
“Fermo restando che questo Piano Straordinario, lo abbiamo detto e lo ribadiamo, non è sufficiente: occorre ora immaginare un progetto di ricostruzione del territorio Salentino devastato dal batterio che coinvolga non solo l’agricoltura ma tutte le altre attività economiche”.

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 “Un'ottima notizia per l'agricoltura pugliese. Con il via della Conferenza Stato-Regioni, diventa finalmente operativo il Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia, finanziato con 300 milioni in due anni dal cosiddetto decreto Emergenze agricole per contrastare il dramma della Xylella” afferma in una nota i deputato Gianpaolo Cassese in Commissione Agricoltura.

 “Con il sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe L’Abbate abbiamo lavorato incessantemente per raggiungere questo primo risultato che consente la ripartenza dell’olivicoltura e dell’agricoltura pugliese.

Già ad aprile dello scorso anno, con lo stesso L'Abbate e con i colleghi di commissione, ci siamo impegnati molto nel miglioramento del decreto emergenze, integrandolo con emendamenti in grado di dare risposte ad un settore martoriato e con la collaborazione dell'allora Ministro Barbara Lezzi riuscimmo a stanziare 300 milioni, attraverso i fondi di coesione. Un grande lavoro di squadra che oggi porta i suoi frutti” prosegue Cassese.

“È necessario comprendere che dietro ogni provvedimento c'è tanto lavoro e numerosi passaggi istituzionali prima di arrivare a coglierne i risultati, con tempi non sempre agevoli. Una cosa è certa, in 6 anni di presenza del batterio in Puglia questo è il primo vero stanziamento che consente agli agricoltori di ripartire, e consentitemi di dirlo, è targato MoVimento 5 Stelle, anche se in molti tentano di oscurare tale paternità” aggiunge.

“Ora ci auguriamo che la Regione Puglia non indugi nel dare impulso per la propria competenza all’attuazione del Piano: questo settore così importante non può attendere oltre” conclude il parlamentare pugliese.

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GROTTAGLIE ??? RITI PAGANI E TRADIZIONI DI DUBBIA FEDE
______________________ " A P O T R O P A I C O SARA' LEI ... " " #SanCiro2019 la rievocazione del martirio al ritmo del Can Can. #maComeSiFa❓scriveva Lilli D'amicis un anno fa.

Così apre un post in cui ovviamente vengo taggata, un collega Giuseppe Pezzolla, e poi aggiunge:

✅ ... Viviamo l'emergenza planetaria del " riscaldamento??globale "... quindi mi chiedo: COME SI FA❓ col pretesto della tradizione in onore di San Ciro ... a peggiorare ancora di più con la Focara ? la nostra aria già inquinata pesantemente da siderurgia ? e industria?⛽️?petrolifera❓g.p.

Al gentile collega così io rispondo: "Spero che quest’anno non usino la musica per i fuochi d’artificio, sicuramente il fuoco inquina, però quest’anno, lo ripeto, è stata tutta un’altra preparazione, c’è stato il coinvolgimento di tanta gente che ha lavorato in armonia e ha reso bello un quartiere periferico della città e come ho già scritto: magari da qui potrebbe nascere una nuova sensibilità  civica atta ad  avere più cura e rispetto  degli spazi pubblici.

Sto avendo modo di vedere tanta collaborazione tra associazioni, tutto il verde è stato curato, tanti bambini delle varie scuole si stanno recando a visitare la enorme catasta di legna per lasciare una preghiera avvolta a un legnetto che brucerà nella Pira. Altri bambini del quartiere si sono dati da fare, seguiti dai maestri della Pira, per fare una piccola focra.

Caro Giuseppe Pezzolla la focra è tradizione antica, il fatto che inquini ci sta pure, ma come si fa a togliere questa tradizione? Bisognerebbe inventarsi qualcosa di meno inquinante e che sia popolare quanto la Pira/focra. L’evento se vogliamo pagano del grande falò, chiamiamolo un attimo così, fa girare un po’ di economia in città, richiama un bel po’ di gente, è un appuntamento atteso da molti grottagliesi che vivono lontano e ritornano a Grottaglie per questa festa molto sentita e partecipata. Inoltre, ogni anno,  molti eventi vengono organizzati all'interno  di queste due settimane dedicate a San Ciro, insomma una comunità che partecipa con tutti i se e i ma della questione che ha varie sfaccettature.

Io non ho cambiato idea su certe questioni, mi sono arresa di fronte a tanta partecipazione appassionata e come ben sanno in molti che quando le iniziative partono dal basso e con tanta passione bisogna prenderne atto, c’è tanto entusiasmo in giro e di fronte a tutto questo mi sono detta perché darci addosso e spegnere l’entusiasmo? Anche se  il rito pagano del fuoco va rivisto alla luce di quello che il fuoco sta facendo in Amazzonia e Australia e di fronte all'emergenza climatica, questa rivisitazione potrebbe essere posta in atto partendo da tutta questa aggregazione carica di passione e di tanto  entusiasmo. Ovviamente intorno a tutto questo ambaradan c’è anche il giro di soldi che com’è noto è lo sterco del diavolo del quale è impossibile poterne  fare a meno e anche qui si apre uno scenario raccapricciante, dove le insinuazioni più o meno cattive e proditorie  non mancano ogni anno, insomma  questa focra  ha generato e se vogliaamo ogni anno genera, dove, va riconosciuto  tanti cittadini attivi fanno la loro   parte partecipando in massa, ma chi  organizza, sempre ogni anno  ha la sua buona dose di critiche e offese, anche la sottoscritta sta  prendendo la sua buona dose di critiche perché ho riveduto in parte le mie posizioni in merito, aprendo una linea di credito sulla bontà dei propositi di chi vuole dare nuova vita a questo importante evento.

Intanto le mie critiche degli anni scorsi a qualcosa sono servite, l’immagine del Santo non compare più sui volantini degli sponsor, ai disabili è stato riservato un palco tutto per loro, lo spazio dedicato alla Focra rimesso a nuovo. Per il momento può bastare comprese le critiche. Il prossimo passo saranno i fuochi silenziosi, come avviene in altri posti, questo per proteggere i nostri amici a 4 zampe e niente stupida musica tipo il can can durante lo spettacolo pirotecnico.

Buona Festa di San Ciro!

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Sono estremamente soddisfatto per le notizie diffuse dall’ISTAT in queste ore che certificano una crescita del PIL, in Puglia, dell’1,4% nel 2018. 

Si tratta di un dato che conferma l’ottimo lavoro svolto in questi anni dal Governo regionale guidato da Michele Emiliano e finalizzato a supportare il sistema produttivo pugliese con una molteplicità di strumenti di agevolazione, gestiti in gran parte dall’Assessorato allo Sviluppo Economico che ho l’onore di guidare e da “Puglia Sviluppo”, rivolti alle imprese, con oltre 1,2 miliardi di euro di risorse pubbliche impegnate nella programmazione 2014-2020 che stanno già producendo investimenti per oltre 4 miliardi di euro sul territorio.
E’ la dimostrazione che la strada intrapresa dalla Regione Puglia in questi anni è quella corretta per supportare un tessuto imprenditoriale e industriale che sta concretamente provando di essere molto dinamico e vitale soprattutto nella sua capacità di puntare su innovazione e internalizzazione quali leve principali per lo sviluppo.
E’ per me motivo di particolare orgoglio constatare come la crescita della Puglia sia superiore rispetto al dato nazionale (+ 0,8%) e si ponga in netta controtendenza rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno d’Italia come la Campania (-0,6%), la Calabria (-0,8%) o la Sicilia (-0,3%) che, complessivamente, portano il PIL del Sud ad un incremento medio dello 0,3%, mentre la nostra regione si pone in linea con il dato fatto registrare nel “ricco” e produttivo Nord-Est (+1,4%).
Tutto questo ha prodotto, in Puglia, un incremento di circa il 2% del reddito disponibile per le famiglie, al pari di regioni come la Lombardia, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.
Si tratta di dati che non esito a definire straordinari che dimostrano come il lavoro compiuto in questi anni stia dando i suoi frutti e stia producendo uno sviluppo concreto, stabile e duraturo per il nostro territorio.
Ovviamente c’è ancora molto da fare, soprattutto sul versante occupazionale, e sarebbe un errore ritenere che tutti i problemi della nostra regione siano stati risolti, ma i numeri dell’ISTAT certificano in modo incontrovertibile come gli sforzi compiuti in questi anni stanno sortendo i risultati sperati e, quindi, che la strada tracciata è quella corretta. Occorre, ora, perseguirla fino in fondo, con forza e determinazione.

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Presso la Sala Convegni del Dipartimento di Salute Mentale dell'Asl di Taranto, l’ex Ospedale vecchio, tre pomeriggi di incontri, convegno approfondimenti e dibattiti

 Prosegue sul territorio il progetto “Salute e qualità di vita a Taranto” che, supportato da diversi sostenitori tra cui Fondazione con il SUD e Fondazione Prosolidar, vede una rete di enti non profit, con capofila Fondazione ANT, uniti per far fronte alla malattia oncologica a Taranto e nella sua provincia, con particolare attenzione verso i quartieri sovraesposti ad agenti contaminanti e con un contesto sociale difficile, quali i Tamburi e Paolo VI.

Il progetto, partito nel luglio dello scorso anno e attivo per tre anni, sta toccando gli ambiti dell’assistenza domiciliare e della prevenzione oncologica, un contesto in cui l’équipe medico-specialistica ANT prosegue l’attività di assistenza arricchendo i servizi a disposizione dei pazienti e delle famiglie: si stima che ogni anno saranno assistiti 900 pazienti (complessivamente: 2.100 assistiti nel corso dei 3 anni di progetto), con un indice di nuovi entrati in assistenza di 600 persone all’anno.

Il progetto vede la partecipazione anche del Centro Servizi Volontariato Taranto e di A Sud Onlus con numerose attività di prevenzione primaria per sensibilizzare e formare i cittadini agli stili di vita salutari, con l’obiettivo di favorire un cambiamento nelle abitudini quotidiane che favorisca un elemento protettivo rispetto all’insorgenza delle cosiddette “malattie del benessere”.
In tale ambito il progetto prevede anche due moduli formativi curati da A Sud Onlus, con il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, dei quali il primo si terrà, presso la Sala Convegni del Dipartimento di Salute Mentale dell'Asl di Taranto, l’ex Ospedale vecchio in via SS. Annunziata, a partire dalle ore 16.00 nelle giornate di mercoledì 29, giovedì 30 e venerdì 31 gennaio.
Saranno tre pomeriggi di approfondimenti e confronti, su salute, ambiente e qualità della vita, problematiche a cui quotidianamente dobbiamo rapportarci. Interverranno studiosi, cittadini e movimenti, sensibili e attivi, rispetto alle tematiche ambientali, in un confronto indispensabile con le istituzioni, per questa prima fase delle settimane di formazione.
Sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/events/462145738073532/ è disponibile il programma dettagliato dell’evento.

 

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Dal 2017, a Francavilla Fontana (Br), l’Associazione Artistico Culturale Musicale ArmoniE, al suo 10° anno di attività sul territorio, grazie alla devozione e alla volontà del sig. Pierino Di Cesaria, con la disponibilità e accoglienza dei Missionari Redentoristi della Chiesa di Sant'Alfonso Maria de' Liguori, il patrocinio del Comune di Francavilla Fontana e in collaborazione con Associazione Sipario, dedica il periodo dell'anno, immediatamente successivo al “Mese della Memoria”, al “ricordo” di San Massimiliano Maria Kolbe, religioso dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali e martire di carità ad Auschwitz, dichiarato Beato da Paolo VI nel 1971, Santo da Giovanni Paolo II nel 1982. Nel bunker della morte il Padre Massimiliano fece risuonare con la preghiera il canto della vita redenta che non muore, il canto dell'amore che è l'unica forza creatrice, il canto della vittoria promessa alla fede in Cristo.

Le celebrazioni in onore di San Massimiliano Maria Kolbe avranno luogo nella Chiesa Di Sant'Alfonso Maria de' liguori, detta “dei Padri Liguorini”in Francavilla Fontana (Br), a partire dal 31 gennaio fino all'8 febbraio con la Novena (h17), la Santa Messa (h 17.30 - animata a turno dalle Comunità parrocchiali della Città); il 6 – 7 – 8 febbraio vi sarà il Triduo Predicato dal Superiore dei Padri Redentoristi, l'8 febbraio (h 18.15) il Transito San Massimiliano Kolbe. Le celebrazioni religiose saranno affiancate da momenti di riflessione con le letture sulla vita del Santo Polacco ad opera degli attori della Compagnia Sipario e, quest'anno, con le testimonianze dei ragazzi ospiti dello Sprar/Siproimi “Teranga” di Torre Santa Susanna (Br) che, sebbene in maniera diversa e in tempi moderni, hanno vissuto la disperazione e la discriminazione degli ebrei.

San Massimiliano Kolbe è stato un vero e proprio imprenditore oltre che eclettico trascinatore: era tenace, ostinato, implacabile... Era un calcolatore nato: calcolava e raffrontava senza posa, valutava, fissava, combinava bilanci e preventivi. Se ne intendeva di tutto: di motori, di biciclette, di linotype, di radio; conosceva quello che costava poco e quello che costava molto; sapeva dove, come e quando era opportuno comperare… Non c'era sistema di comunicazione troppo veloce per lui, il veicolo del missionario, diceva spesso, dovrebbe essere l'aereo ultimissimo modello. I frati di Massimiliano erano capaci di tutto: dall'organizzare il corpo dei pompieri a prendere il brevetto di pilota, a studiare per diventare direttore d'orchestra in modo da poter curare personalmente la registrazione di dischi, a imparare i sistemi di regia cinematografica. La comunità creata nella cittadina da lui fondata, Niepokalanow a 40 km da Varsavia, doveva avere un tono di vita un pochino eroico, se veramente voleva conseguire lo scopo che si prefiggeva: non solo di difendere la fede, di contribuire alla salvezza delle anime, ma con ardito attacco, non badando affatto a se stessi, conquistare all'immacolata un anima dopo l'altra, un avamposto dopo l'altro, inalberare il suo vessillo sulle case editoriali dei quotidiani, sulla stampa periodica e non periodica, sulle agenzie di stampa, sulle antenne radiofoniche, sugli istituti artistici e letterari, sui teatri, sulle sale cinematografiche, sui parlamenti, sui senati, in una parola dappertutto sulla terra; inoltre vigilare affinché nessuno mai riesca a rimuovere quei vessilli.

In quest'ottica artistica illuminata e altamente produttiva, la Musica avrà il compito di rafforzare il ricordo di un innocente che, fra troppi innocenti, ha vissuto le sofferenze e le ingiustizie frutto della follia, prima che la ferocia inumana e anticristiana stroncasse la sua esistenza terrena.
I due concerti organizzati, sotto la direzione artistica della Prof.ssa Palma di Gaetano, avranno luogo sabato 2 e sabato 8 febbraio, alle ore 18.30 sempre nella meravigliosa Chiesa dei Padri Liguorini a Francavilla Fontana.

Il 2 febbraio sarà di scena il TRIO composto da Michele Colluto – Clarinetto, Mirko Sciambarruto – Violoncello e Antonella Margiotta – Pianoforte.
Antonella Margiotta e Michele Colluto suonano stabilmente insieme dal 2006 con Chaluvier Duo, con all'attivo cospicua attività musicale. Nel dicembre 2015 hanno registrato un CD, dal titolo “Smeraldo” presentato in numerosi concerti, dedicato al repertorio cameristico del Novecento per clarinetto e pianoforte. Hanno avviato così anche una attività concertistica internazionale. Si sono esibiti in Inghilterra nel febbraio 2016 con due concerti recital per clarinetto e pianoforte tenuti a Londra e a Brighton, recensiti dalla rivista musicale internazionale Bachtrack e in Germania nell’ottobre 2016 con altri due recital tenuti a Monaco di Baviera e Lipsia.
Recentemente si dedicano inoltre al repertorio da camera in trio con il violoncellista Mirko Sciambarruto effettuando concerti presso le sale consiliari di molti comuni della provincia di Taranto e Brindisi.

L'8 febbraio il concerto del Sator Duo, composto da Paolo Castellani – Violino e Francesco Di Giandomenico – Chitarra, concluderà le celebrazioni nel ricordo di San Massimiliano.
Apprezzato da critica e pubblico per “…l’energia, la carica emotiva e il virtuosismo…” (Ibero Latin America Music Society, Londra) SatorDuo è internazionalmente riconosciuto come “…uno dei più entusiasmanti Duo oggi in Italia…” (Istituto Italiano di Cultura, Chicago). Ha tenuto concerti in Italia, Europa, Cina, Sud America e Stati Uniti, ed è stato dedicatario di opere da parte di compositori come R. Hutmacher, F. Colasanto, D. Guarino, A. Rossi e F. Sulpizi. Recentemente SatorDuo ha collaborato con WU Promotion, una delle più importanti agenzie cinesi di concerti, che rappresenta musicisti come Wiener Philharmoniker, Lucerne Festival Orchestra con Riccardo Chailly e Misha Maisky, e “Price, Rubin & Partners”, prestigiosa agenzia americana di management artistico, insieme a musicisti del calibro di Angel Romero, Salvatore Accardo e Lalo Schifrin. Nei prossimi mesi, il Duo sarà impegnato in concerti in Italia, Uruguay, Cina e Inghilterra, dove debutterà nella prestigiosissima St. Martin in the Fields a Trafalgar Square.

Si ringraziano le realtà commerciali locali che, unitamente al Comune di Francavilla Fontana, hanno permesso la realizzazione di questa IV edizione di “Armonie per Ricordare”.
Tutte le iniziative avranno ingresso libero.

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Mercoledì, 29 Gennaio 2020 15:17

MASSAFRA. Il centrodestra si ricompatta

Il consigliere comunale di opposizione Nino Castiglia: “Insieme possiamo tornare al governo della città”

Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, partiti storici del centrodestra, in Consiglio comunale affiancati dalle liste civiche Massafra Cambia e Massafra Futura, fanno quadrato e si preparano ad affrontare con compattezza di idee e di programmi i prossimi due importanti appuntamenti elettorali: le Regionali di primavera e le Amministrative che si terranno nel 2021.

Il centrodestra massafrese, quindi, è pronto a tornare in campo dopo l’attuale esperienza che si sta consumando tra i banchi dell’opposizione, convinto di poter contare su un consenso ampio, a fronte “dei fallimenti dell’attuale Amministrazione in carica”.
Sul ricompattarsi del centrodestra interviene il consigliere comunale Nino Castiglia di Massafra Futura. “Questo ritrovarsi dei partiti tradizionali del centrodestra sulla stessa lunghezza d’onda non può che essere foriero di una rinata volontà, da parte di quella che possiamo finalmente ritornare a chiamare coalizione, di ritornare ai fasti di un tempo, quando la condivisione di programmi ha portato il centrodestra al governo del paese”.
E Castiglia, leader storico del centrodestra, rincara la dose: “Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia non si fanno garanti di un cambiamento futuro per Massafra, perché questo farebbe presupporre un essere diversi o, comunque, proporre un’alternativa a un qualcosa o a un’esperienza di governo concreta. E, invece, a Massafra con Quarto e i suoi questa nuova esperienza amministrativa sembra non essere mai iniziata. Il paese è rimasto al punto di partenza, questo per non essere disfattisti e il malcontento dei cittadini è palpabile”.
Questa ritrovata unità del centrodestra massafrese sicuramente fa presupporre che per le Regionali di primavera sarà presentato un unico candidato del posto. “E questo primo appuntamento – commenta Castiglia – sarà per noi un primo banco di prova, in vista delle prossime Comunali, che ci vedono già impegnati per presentare una nostra proposta di governo della città, su cui stiamo lavorando con la massima condivisione di contenuti e di intenti”.
Ora per Castiglia, ma anche per tutti gli altri esponenti del centrodestra locale, bisogna continuare a fare opposizione convincente, seria, dura, ma costruttiva. “E, intanto – anticipa il consigliere comunale di Massafra Futura - c’è già chi, pur provenendo dalle fila del centrosinistra, ha manifestato la volontà di aderire al nostro progetto. Siamo aperti a tutti o, meglio, al contributo che può arrivare dall’esperienza politica di chiunque. Tuttavia, ogni valutazione o decisione sarà sempre presa in maniera collegiale all’interno del gruppo, in nome di quella democrazia che ci ha sempre contraddistinti nel nostro operato politico, sociale e umano”.

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