“Prima di apprestarsi a chiudere ben 11 ospedali, il presidente Emiliano dovrebbe dire ai cittadini se è rispettato il rapporto tra posti letto e numero di abitanti, stabilito dal ministero per i livelli essenziali di assistenza. Abbiamo più di un motivo per credere che non sia così e, quindi, abbassare la saracinesca ad altre strutture aggraverebbe una situazione di già profonda sofferenza a causa dell’incapacità gestionale del governo della Puglia. A meno che Emiliano non intenda aprire nuovi ospedali: in tal caso, dovrebbe dirci quali, dove e con che soldi. Perché non possiamo immaginare che si chiudano 11 strutture puntando solo, come ha annunciato il governatore, sulla medicina del territorio (quest’ultima è una promessa non mantenuta dall’epoca di Vendola, quindi poco credibile). Nei suoi annunci di nuovi ospedali non ne ha fatto cenno e, perciò, deduciamo che abbia deciso di chiudere i vecchi e basta, provocando una gravissima carenza di posti letto. Il presidente, peraltro, si è ben guardato dal confrontarsi nelle sedi istituzionali preposte, dalla Commissione Sanità al Consiglio regionale, lasciando agli organi di informazione il duro compito di diffondere la notizia. Così, Emiliano chiude malamente una legislatura vuota di contenuti e interventi di sostanza, con una sanità al collasso a cui ha deciso di dare il colpo di grazia finale”.

"Borraccino se ne faccia una ragione, si abitui all'opposizione che gli fa le pulci. Con coerenza, a differenza sua,  pronto a tutto per uno  strapuntino in  Giunta.”
È la replica di Francesca Franzoso, consigliere regionale, all'assessore Mino Borraccino  sull'ospedale di Grottaglie.
“Quanto al giudizio sull'attività politica del borioso assessore,  la sanciranno i cittadini - specie di  Grottaglie - vista la prova di coerenza   sull’ospedale. Lui che è passato da fiero oppositore di Emiliano a suo più fedele sostenitore in cambio  di quel che ha sempre desiderato: una poltrona da assessore.
Il resto, è agli atti del Consiglio: il 9 dicembre con l’audizione del Dg Asl scopro che nell'impiego dei fondi Fesr 2014-2020,  tra i progetti approvati e finanziati, mancano  le somme  previste per la riconversione dell‘ospedale SanMarco di Grottaglie. La dote finanziaria è iscritta nella seconda fase  di negoziazione ( candidati a finanziamento).
Lo stesso giorno denuncio l'inganno. Il 17 dicembre arriva la delibera enfaticamente, e diligentemente rilanciata dall' assessore Borraccino.
Insomma, attribuire al governo regionale la paternità dell’iniziativa è fin troppo audace anche per chi, senza  imbarazzo, si è trasformato in poche ore da fiero antagonista ad esuberante governista.

Giorni fa ho partecipato  a San Giorgio Jonico all’iniziativa di Articolo Uno “Servizio sanitario Nazionale – Quale futuro?”
Si è trattato di un’iniziativa pubblica, in una sala consiliare particolarmente affollata, che ha visto anche gli interventi del sindaco Mino Fabbiano, del Segretario Regionale della FIMMG Ignazio Aprile, del Direttore del Dipartimento Farmaceutico della ASL, Rossella Moscogiuri.
Un’assemblea quanto mai opportuna, in una fase politica preoccupante per la tenuta della Sanità pubblica. Le politiche sciagurate del Governo Lega – M5S, aggravate dalla stagnazione economica in atto, lasciano presagire per il prossimo autunno pesanti tagli alla spesa, che colpiranno in primo luogo Sanità e Istruzione.
Se, infatti, si andrà verso la flat tax, che fa risparmiare i ricchi senza nessun beneficio per i poveri col risultato di impoverire drasticamente le entrate tributarie, e se si realizzerà l’autonomia fiscale regionale tanto cara alla Lega (che così getta la maschera e torna ad essere la Lega Nord di sempre), i sistemi sanitari regionali delle Regioni del Nord ne guadagneranno ulteriormente, a spese delle Regioni meridionali.
Stesso ragionamento vale per il settore Istruzione. Noi al contrario pensiamo che non possiamo andare verso la regionalizzazione dei diritti, che non possono essere un bene limitato al luogo dove si vive. Il diritto alla Sanità e all'Istruzione sono diritti fondamentali, che devono essere garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, cosa che già oggi non avviene.
Ma l’iniziativa è stata opportuna anche perché i cittadini di San Giorgio Jonico vivono sulla loro pelle i danni alla salute causati dall’ex ILVA. 
Noi riteniamo che la de-carbonizzazione della produzione di acciaio per passare al gas naturale sia conveniente per l'ambiente e fondamentale per la salute. Contrastare i cambiamenti climatici è urgente e per farlo serve un piano di sostituzione del carbone con altre fonti naturali e rinnovabili. Da anni il Presidente Emiliano pone questo obiettivo al centro dell'attenzione e ne ha fatto una battaglia politica, spesso scontrandosi contro un muro di indifferenza da parte del Governo nazionale.
Naturalmente, questa operazione richiede grandi investimenti, ma va fatta al più presto. La stessa ArcelorMittal ci sta lavorando e c’è da auspicare che su questo tema si creino le giuste sinergie fra pubblico e privato. La Regione Puglia metterà a disposizione il massimo delle risorse disponibili.

Emergenza sangue: Gianfranco Coppola chiede ai vertici ASL di Provincia e Regione rendere fruibili alcuni locali presso l’Ospedale di Ostuni, per la creazione di un centro trasfusionale permanente

Dopo un’estate caratterizzata da una grave mancanza di sangue presso gli ospedali di tutta la Provincia e a quasi sei mesi dall’inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso presso il nosocomio ostunese, il sindaco Gianfranco Coppola scrive ai vertici ASL provinciali e regionali per chiedere vengano resi idonei alcuni locali, peraltro precedentemente individuati, utili alla creazione di un centro trasfusionale permanente.

È indirizzata a Giuseppe Pasqualone, direttore generale dell’ASL BR/2; a Giuseppe Ruscitti, direttore del dipartimento regionale per la salute; ad Antonella Caroli, funzionario del dipartimento regionale per la promozione della salute; al Presidente Michele Emiliano e al Prefetto di Brindisi Valerio Valenti, la missiva sottoscritta dal primo cittadino con cui, in riferimento alla grave emergenza protrattasi per tutta l’estate e ancora in corso negli Ospedali di Brindisi e provincia, si ricorda la disponibilità dei locali adibiti sino al 24 marzo scorso ad accogliere il vecchio Pronto Soccorso. Qui il sindaco Coppola ritiene possa essere collocato il nuovo centro trasfusionale permanente per la raccolta di sangue, utile a tutto il territorio provinciale, e anche il servizio di pronta emergenza del 118, il cui trasferimento viene considerato importante e improcrastinabile.

«Si ritiene che un idoneo sopralluogo congiunto – scrive Gianfranco Coppola – possa servire all’individuazione di idonei spazi e soluzioni che consentano l’attività importantissima della raccolta sangue, oggi garantita precariamente attraverso l’utilizzo dell’autoemoteca. Il centro permanente di raccolta sangue, anche previsto nel dissennato Piano di riordino ospedaliero, diventa elemento imprescindibile in un territorio come quello di Ostuni, dove è storicamente radicata la disponibilità dei cittadini alla donazione».

«Chiuso da circa due anni per far sì che venisse realizzato l’attuale Pronto Soccorso – afferma Martino D’Amico, Presidente della locale sezione AVIS – il Centro Raccolta Fisso di Ostuni è stato per lungo tempo un solido punto di riferimento per la Provincia e la Regione. Da allora il supporto dell’AVIS non è mai mancato; nel 2017 abbiamo totalizzato quasi 1000 sacche di sangue raccolte, che corrispondono ad 1/12 del sangue reperito nell’intera Provincia di Brindisi. Anche in questo 2018 si sta raccogliendo tanto, superando la media dello scorso anno. Ostuni è una città solidale, che può fare ancora di più, ma c’è bisogno di mettere i donatori nelle condizioni più ottimali possibili.
Per questo motivo, a nome di soci e donatori, mi unisco all’appello del sindaco Coppola per sollecitare l’adeguamento di locali che possano ospitare il nuovo Centro di Raccolta Fisso».

Il Civico Ente fa chiarezza sul procurato allarme prodotto da un artefatto servizio odierno di una emittente barese, in relazione al superamento dei limiti di radon nel plesso scolastico De Carolis al quartiere Tamburi.

Le criticità si riferiscono alle misurazioni di Arpa, che rivengono da una media degli ultimi due semestri, secondo quanto previsto dalla norma vigente. Detto gas naturale, che non presenta alcun legame con l’attività industriale, può provocare rischi solo in caso di lunghissima e consistente esposizione.

La segnalazione perviene ai nostri Uffici Tecnici all’incirca un mese fa e ci si sta attivando per completare le procedure di monitoraggio e studiare eventuali soluzioni, all’interno di una norma che complessivamente assegna un termine di ben un anno e quattro mesi ai fini dell’ipotetico intervento, a significare quanto sia residuo il rischio in parola.

Per altro, il valore sopra soglia rilevato atterrebbe solo ad alcuni locali del plesso. Non si comprende francamente l’agitazione indotta dal dirigente scolastico nei genitori degli scolari e a mezzo della predetta emittente.

Ad ogni modo, il Sindaco ha già convocato per domattina Arpa, Asl e Provveditore per valutare al meglio l’esistenza o meno di una emergenza e gli accorgimenti immediati, estendendo l’invito ad una rappresentanza di genitori, che merita la più trasparente rassicurazione dagli organismi competenti, specie in relazione al prossimo avvio dell’anno scolastico.

A latere del predetto tavolo tecnico, l’Amministrazione comunale si riserva di verificare la sussistenza di reati a carico di soggetti che con una frequenza e modalità sospette mirano a turbare la comunità, prescindendo da qualsiasi considerazione scientifica.

“Da quando sono stata eletta segnalo la progressiva chiusura dei reparti dell’Ospedale Bonomo di Andria o il loro trasferimento in altre strutture, con la conseguente perdita di posti letto.

Una situazione denunciata solo dal M5S, per cui continuiamo a chiedere risposte al Presidente/Assessore Emiliano”. Lo dichiara la consigliera del M5S Grazia Di Bari, che torna a denunciare il progressivo impoverimento dell’offerta sanitaria per i cittadini della Bat.

“Emiliano - continua la pentastellata - e la sua maggioranza cercano di distrarre i cittadini illudendoli con la chimera del nuovo ospedale da costruire, ma non si comprende, quando e se ci sarà la nuova struttura, quali reparti ospiterà, viste le chiusure e i trasferimenti di questi anni. Nel frattempo l'ospedale di Andria ha perso oculistica, chirurgia plastica, otorinolaringoiatria, anatomia patologica. Nel reparto di cardiologia mancano l’emodinamica e l’angiografia e anche neurologia è a rischio visti i tempi biblici per la sostituzione del primario che va in pensione. A tutto questo bisogna aggiungere l’assenza di gastroenterologia, pur essendo presente un ambulatorio di endoscopia, e la stroke-unit, che seppure già sostanzialmente presente, con eccellenze professionali, non è mai stata formalmente riconosciuta. Ultima in ordine di tempo la chiusura del centro trasfusionale. Il dubbio - incalza la pentastellata - è che l’obiettivo sia la chiusura dell’ospedale. Chiedo al Presidente Emiliano se non sia questo il vero motivo per il quale i lavori per il terzo e sesto piano non sono mai iniziati. Come si conciliano tutte queste perdite con la costruzione del nuovo ospedale? Siamo sicuri che l'area individuata per la costruzione dello stesso sia idonea o, come diciamo da tempo, ci sono problemi a causa della presenza di tralicci? Domande a cui pe spero di ricevere risposta, per il momento il silenzio del Governatore è assordante”.

l  Consiglieri Comunali, Michele Santoro, Ciro Gianfreda, Anna Cabino, Loreto Danese, Antonella Russo, alla luce dello stato di emergenza-urgenza a tutela della salute dei cittadini, del disagio sopportato dai pazienti che giungono c/o il punto di pronto intervento del ns. P.T.A. e considerato che  il nostro nosocomio, da tempo, non è più posto in condizione di offrire molte delle cure richieste dai cittadini, sia per la mancanza dei servizi di pronto soccorso e conseguenti ricoveri, sia a causa delle lunghe liste di attesa a cui i richiedenti sono sottoposti e costretti ad accettare per ricevere le cure specialistiche necessarie. Tutto questo a fronte  delle estenuanti attese di chi si rivolge al P.S. del "SS. Annunziata" e considerato l'estenuante ((sacrificio" professionale degli operatori sanitari che quotidianamente e con grande senso del dovere si prodigano per dare risposte alla moltitudine di pazienti afferenti. Quindi i Consiglieir su citati  chiedono la  convocazione urgente di un Consiglio Comunale monotematico per la trattazione delle problematiche suesposte, al fine di pervenire a soluzioni concrete ed immediate finalizzate a dare un riscontro positivo, certo ai bisogni dei richiedenti offerte sanitarie ed eliminare, nel contempo, condizioni di "grave e imminente pericolo" per la salute.
Quindi invitano il Sindaco della Città di Grottaglie, avv. Ciro D'Alò, "ad intervenire in qualità di massima autorità sanitaria ad assumere una decisione pol!tica con un provvedimento (ordinanza) dì chiaro intendimento per la risoluzione del caso, una volta per tutte. Lo si esorta a definire un "piano di azione11 con l' obiettivo di dare risposte alla cittadinanza tutta e a chiunque sia bisognevole di servizi sanitari ospedalieri." Infine nella richiesta viene fatta "preghiera affinché siano invitati alla discussione del Consiglio comunale le seguenti persone istituzionali: l'Assessore alla Sanità regionale, il direttore generale dell' A.S.L. Taranto e il Presidente della Provincia dì Taranto."

Le modifiche al Regolamento regionale relativo ai criteri di assegnazione dei budget annuali alle strutture accreditate da parte della Asl, sono state oggetto di audizione della Commissione sanità.

In particolare, le modifiche riguardano l’aggiornamento e l’integrazione dei requisiti in riferimento alla sezione di medicina di laboratorio, alla luce delle previsioni contenute nel documento relativo alla riorganizzazione della rete delle strutture pubbliche e private di diagnostica di laboratorio.
In merito a ciò sono stati ascoltati i rappresentanti dell’associazioni ANTEL e Confindustria Puglia, i quali hanno evidenziato delle criticità in riferimento alla composizione minima del personale sanitario previsto per i centri di prelievo e ai requisiti in possesso, rilevando la necessità di coordinare il testo del regolamento con i principi generali normati con la legge n. 9 del 2017 in materia di autorizzazione all'esercizio e all'accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private.

70milioni per l’ammodernamento tecnologico delle apparecchiature e dei dispositivi medico-diagnostici delle strutture sanitarie pubbliche situate nei comuni dell’area di crisi

Vico: “Disponibili da tempo, vengano utilizzati da Asl di Taranto”

“Sono già disponibili da tempo i 70milioni messi a disposizione dal Governo attraverso il tavolo Cis-Taranto in ordine al “Progetto Salute”, per l’ammodernamento tecnologico delle apparecchiature e dei dispositivi medico-diagnostici delle strutture sanitarie pubbliche situate nei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola e la formazione e l’aggiornamento professionale del personale sanitario. Fondi non ancora utilizzati dall’Asl di Taranto, responsabile dell’attuazione degli interventi”.

È quanto dichiarato dall’on. Ludovico Vico durante l’incontro tenuto ieri sera nel circolo del Pd di Paolo VI, per illustrare l’impegno del governo e del tavolo Cis in merito al “Progetto Salute”, introdotto dal Dl Mezzogiorno n. 243/2016. Un incontro organizzato dal circolo “Di Vittorio”, al quale ha preso parte il segretario di sezione Michele Portacci.

“Obiettivi specifici del Progetto – spiega l’on. Vico - sono il potenziamento delle attività di prevenzione e promozione attiva della salute, il miglioramento dell’assistenza ospedaliera e specialistica con riguardo, in particolare, all’offerta di prestazioni sanitarie nel campo oncologico dell’Ospedale Moscati di Statte attraverso la ridefinizione dei settori di intervento diagnostico e la realizzazione di un programma di adeguamento strutturale, infrastrutturale e tecnologico”.

Gli obiettivi riguardano, fra l’altro: la realizzazione di sale operatorie integrate che consentono un approccio multidisciplinare alle problematiche di carattere oncologico (con una sala dedicata alla chirurgia robotica); il rinnovamento del reparto di radiologia dell’Ospedale Moscati, con acquisizione di macchinari di ultima generazione sia per la Risonanza magnetica che per la TAC, con la predisposizione di una sala per la radiologia interventistica e realizzazione di una piastra endoscopica per l’endoscopia bronchiale; specifiche attività di formazione del personale che partiranno quest’anno, successivamente all’avvenuto acquisto della strumentazione tecnologica; l’acquisizione di beni per la gestione informatica della presa in carico sanitaria (per le attività di prevenzione individuale e di assistenza attraverso l’ammodernamento della dotazione strumentale e tecnologica, per le attività di controllo sul territorio al fine di assicurare la vigilanza negli ambienti di lavoro e per garantire il controllo degli alimenti e degli allevamenti).

“I 70milioni – conclude Vico – riguardano ovviamente il sistema sanitario dell’intera area di crisi, di cui fanno parte, come già detto, i comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola. Vorrei segnalare che l’Asl deve procedere con una certa rapidità al completamento delle sale operatorie al fine di completare l’iter che porterà alla nascita del polo oncologico, ad oggi annunciato con roboanti dichiarazioni, ma nei fatti rallentato nella sua realizzazione”.

Nota del consigliere regionale di Sinistra Italiana Mino Borraccino.

"Trovo davvero avvilente il rinvio a data da destinarsi della discussione prevista ieri,martedì 9 gennaio, in Consiglio Regionale, sulle linee di indirizzo in materia di politica sanitaria e, in particolare, sul Piano di Riordino Ospedaliero che sta progressivamente privando tanti cittadini pugliesi del diritto costituzionalmente garantito ad una buona sanità pubblica.

La decisione assunta dal Presidente del Consiglio, Mario Loizzo, semplicemente comunicata all’Aula con un frettoloso e sbrigativo intervento che ha chiuso i lavori senza consentire neanche di poter replicare sul punto, ha di fatto privato per l’ennesima volta la massima assise regionale della possibilità di discutere un argomento tanto importante e tanto delicato, che riguarda la vita e la salute di quattro milioni di persone.
E quel che è più grave è che questa discussione (promossa con una richiesta presentata anche dal sottoscritto il 10 ottobre 2017) era già stata rinviata diverse volte, in questi mesi, per le più svariate e pretestuose ragioni, fino ad arrivare alla convocazione per ieri.
Era un appuntamento molto atteso sia da tutti gli operatori della sanità sia da moltissimi cittadini di tutta la regione, dal momento che sarebbe stata l’occasione per fare il punto sulla condizione assai critica in cui versa tutta la sanità pugliese, a seguito delle scelte sbagliate e contraddittorie assunte con il Piano di Riordino Ospedaliero.
E invece, per l’ennesima volta, si è deciso di non consentire questo dibattito, evidentemente per i timori legati alle conseguenze che questo avrebbe potuto avere nella imminente campagna elettorale per le elezioni politiche che si svolgeranno il prossimo 4 marzo.
Appare chiara, a questo proposito, l’intenzione del Presidente Emiliano di rinviare sine die questa discussione, in modo da superare la data prevista per il rinnovo del Parlamento, così da continuare con questo stucchevole gioco politicista di non assumersi davanti al Consiglio Regionale e, quindi, dinnanzi ai cittadini la responsabilità delle scelte sbagliate compiute.
Noi di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali consideriamo inaccettabile questo atteggiamento e sollecitiamo con forza il Presidente Mario Loizzo a rivendicare l’autonomia del Consiglio rispetto ai diktat del Presidente Emiliano o dei suoi solerti sostenitori, e lo invitiamo a riconvocare quanto prima il Consiglio Regionale, in seduta monotematica, per discutere delle linee di indirizzo in materia di politiche sanitarie della regione.
I cittadini pugliesi non sono interessati al gioco dei posizionamenti politici di questo o di quel partito, o di questa o di quella corrente del PD, ma vogliono che i loro rappresentanti in Consiglio discutano e decidano su argomenti così importanti come la sanità.
Noi continueremo, nelle istituzioni e sui territori, la nostra battaglia contro questo Piano di Riordino Ospedaliero che sta dimostrando tutti i suoi limiti, con la chiusura di 8 ospedali pubblici e la disarticolazione di molteplici servizi sanitari di prossimità, con la conseguenza di ridurre sensibilmente il diritto alla salute dei cittadini a tutto vantaggio della sanità privata che esce rafforzata e avvantaggiata dalle scelte assunte dal Presidente Emiliano, come è dimostrato anche dall’affidamento a privati del Centro risvegli di Ceglie Messapica.
Noi continueremo a difendere la sanità pubblica contro gli interessi della sanità privata, affinchè il diritto alla salute sia garantito a tutti e non solo ai pochi che possono permetterselo".

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